Notiziario d'Italianistica (n. 38)
[20-12-2000]
SOMMARIO:
1. Golino: Contini l'eversivo
2. Bettini: Ricordo di Timapanaro
3. Two new publications from Minnesota
4. Corsi: La rivista dei libri
5. Benussi - Lancellotti: Le donne del Libro
6. Laurea in Lingua e cultura italiana in rete
7. Books received available to be reviewed for Annali d'Italianistica
8. Reti Medievali: Iniziative on line per gli studi medievistici
9. Buzzati giornalista
10. Soavi sapori della cultura italiana
11. Rivista di studi su Gadda in rete
12. Gallucci - Nerenberg: Su Alba de Céspedes
13. Sito Amici di Sciascia
14. EYENET: rivista culturale in rete
15. Sito associazione italianisti germanofoni
16. Leopardi e il libro nell'età romantica
17. Chi ha visto ... un libro fantasma di L. Venturi per Bulzoni?
18. Un interessante sito per la "Divine Comedy"
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La Repubblica 10.12.2000
CONTINI L' EVERSIVO
enzo golino
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Il primo scritto di Gianfranco Contini registrato nella sua bibliografia (540 titoli pubblicati in vita, una sessantina postumi) è il resoconto di una gita in Valle Antrona, il 12 ottobre 1927, della II classe del Liceo MellerioRosmini di Domodossola. Il giovane gitante aveva 15 anni e affidò la cronachetta al Bollettino dellAssociazione Antonio Rosmini e dei Collegi Rosminiani. Sarebbe esagerato intravedere nella noterella il piglio stilistico del Contini maturo; è lecito però ricordare le immagini della visita alla centrale di Rovesca: «Fremiti di meraviglia e di ammirazione [...] dinanzi alle poderose condutture, alle vorticose turbine, ai giganteschi trasformatori, al quadro di manovra fantasmagorico; e dinanzi (perchè no?) alla non sobria, ma neppur barocca eleganza. Chi si sarebbe aspettato scale di marmo?».
Altri scritti di Contini sono in via di pubblicazione, ma lormai quasi completo e ragionato profilo bibliografico (Lopera di Gianfranco Contini, pagg.XXII134, lire 45.000) che include ottima idea lelenco dei corsi universitari, dopo stampe e ristampe parziali esce finalmente, a cura di Giancarlo Breschi, presso le fiorentine Edizioni del Galluzzo (fax 0552373454) nella collana Carte e Carteggi della Fondazione Ezio Franceschini (a cui va il merito di aver acquisito larchivio e la biblioteca del grande studioso). Il volume suggella degnamente lanno del decennale della morte avvenuta in Domodossola il 1º febbraio 1990 e sarà presentato martedi 12, ore 16, a Firenze, Gabinetto Vieusseux, Palazzo Strozzi, da Domenico De Robertis, Pier Vincenzo Mengaldo, Giovanni Pozzi, Cesare Segre, rispettivamente relatori sul Contini italianista, militante, politico, filologo.
Litalianistica tocca più o meno inevitabilmente gli altri settori dellattività continiana. Domenico De Robertis ha insegnato Letteratura italiana allUniversità di Firenze: festeggia tra poco il traguardo degli ottantanni e nei prossimi mesi luscita, presso leditore Le Lettere, della edizione critica delle Rime di Dante a cui attende da qualche decennio.
Professor De Robertis, lei ha conosciuto bene Gianfranco Contini, anche per motivi familiari. Ha collaborato ai Poeti del Duecento, la straordinaria antologia da lui curata, ha avuto con lui rapporti di colleganza accademica e in imprese editoriali. Come spiega questo interesse per la letteratura dei suoi giorni in un filologo romanzo?
«Contini non amava la parola italianista, peggio che mai la parola Italianistica intesa come disciplina globale. Tuttavia di autori italiani persino viventi poeti, narratori, critici si è molto occupato. Era questa la sua singolarità. Fin dal nostro primo incontro, nellautunno 1942, al caffè delle Giubbe Rosse, ritrovo dei letterati fiorentini, percepii, oltre a quello che già conoscevo di lui per averne letto alcune cose e per lamicizia che lo legava a mio padre Giuseppe, professore universitario e critico militante, che Contini era diverso dalla figura dello specialista chiuso nel recinto dei secoli passati e della sua disciplina. Il suo saggio su Emilio Cecchi, per esempio, pubblicato nel 1932 ad appena ventanni, mentre il filologo si andava formando a tappe veloci, è latto di nascita di un critico, una testimonianza eccellente della sua appassionata inclinazione a capire e a giudicare i contemporanei».
Per non dire della sua attività di antologista e di manualista: come si vide quando pubblicò Letteratura dellItalia unita 18611968 (Sansoni 1968) poi trasferita con modifiche e aggiornamenti in La letteratura italiana OttoNovecento (Sansoni/Accademia 1974) e riproposta ancora nella BUR (1992). Antologia e manuale allestiti in base a «parametri complessi, contraddittorii» (secondo Luigi Baldacci), fonti di polemiche e risentimenti per aver confinato Giorgio Bassani in una nota, per lesclusione di Attilio Bertolucci, per lo spazio concesso al questore in pensione Antonio Pizzuto, tanto per citare qualche episodio.
«Pizzuto fu un vero caso, per me incomprensibile: cè una lingua particolare nei suoi romanzi e racconti, ma quasi nulla sotto quella lingua. Contini amava leversione e la dissacrazione, e in Pizzuto doveva piacergli la tecnica di essenzializzazione della parola. Credo però che il movente delladesione critica allautore di Signorina Rosina sia da ricercare piuttosto nel gusto per la scommessa sperimentale, non so se riuscita».
Uno dei motivi ricorrenti quando si affronta lopera di Contini è la difficoltà del suo linguaggio: influenzato dallermetismo, murato si sostiene da un eccesso di gergo critico.
«Non scrive facile Contini, la sua pagina esige attenzione. Le difficoltà dipendono dalla complessità dei riferimenti culturali di carattere filologico, linguistico, filosofico. Anche in questo Contini fu un innovatore perché aveva il genio di mettere in relazione esperienze disparate, e non solo di stile. La forma in cui un autore si esprimeva era per lui importante: come un autore parla in lingua o in dialetto, come dalla lingua lo scrittore estrae il proprio stile espressivo e crea un sistema linguistico in movimento. Linteresse per Gadda e Pasolini cito soltanto due casi di contemporanei ne è la prova. Ma Contini è tuttaltro che indifferente ai contenuti».
Infatti ha sottolineato limportanza sociale del parlato di Dante che preferisce «mamma» e «pizzicore» a «madre» e «prurito». «Lorecchio assoluto» di Contini, disse Luigi Baldacci, sapeva ricavare «una conclusione storica» da «unosservazione di metro o di stile». Grazie al Contini italianista, lei pensa che la Storia della Letteratura in Italia labbiano fatta meglio degli storici i filologi e i critici attraverso estese campionature e suggestive parzialità?
«Non so se si può stabilire un rapporto così stretto, anche se Contini ha dato un contributo notevole a questa ipotesi. Di sicuro è importante che la nostra letteratura sia stata studiata, in opere rilevanti, da storici della lingua come Gianfranco Folena purtroppo scomparso, Ghino Ghinassi, Pier Vincenzo Mengaldo».
Nel dipanarsi cronologico della bibliografia risaltano una volta di più le qualità umane di Contini: la «simpatia» per Croce, la «fedeltà» a Montale, l«amicizia» per Gadda, la pietas commovente e sobria per gli amici defunti.
«Cè di più. Contini si trasforma a volte in una sorta di collaboratore di autori coevi, i più suoi: li incalza con acute osservazioni, spiega Cecchi a Cecchi, diventa il confessore letterario di Montale, sente Gadda come persona, al di là dello scrittore, e il suo drammatico senso del dovere. Se dopo un iniziale interesse trascura Ungaretti è perché avverte una maggiore sintonia con letica montaliana, e preferisce la voce del poeta degli Ossi di seppia, una voce che ha il suono del corno inglese, agli squilli di tromba del poeta di Vita dun uomo».
La leggendaria severità di Contini, lei, professor De Robertis, lha mai sperimentata?
«Ho conosciuto poche persone che avessero tanto rispetto del lavoro altrui. Ma altrettanto rispetto Contini aveva nei confronti delle proprie idee. Così, a proposito di una mia nota su Ezra Pound pubblicata sulla rivista Studi Danteschi da lui diretta, nel medesimo fascicolo intervenne per disapprovare la mia indulgenza e biasimare lincompetenza di Pound. Ma la nostra amicizia rimase inalterata».
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La repubblica 5.12.2000
Un nemico
del 900
ricordo di Timpanaro filologo e saggista
maurizio bettini
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Imparai a conoscere il suo nome da un ringraziamento. «Nell'ultimo stadio del lavoro», scriveva l'autore, «abbiamo avuto l'assistenza di Sebastiano Timpanaro. Chi lo conosce sa che cosa ciò voglia dire». Il libro lo aveva scritto Eduard Fraenkel, uno dei più grandi fra i filologi classici tedeschi. «Chi lo conosce», diceva dunque Fraenkel, e la frase suonava quasi come un invito. Ma come si poteva fare a conoscere Timpanaro, lo studioso spentosi alcuni giorni fa? Per intanto bastava ascoltare. Si raccontava che portasse lo stesso nome di suo padre, Sebastiano Timpanaro senior, storico della scienza e appassionato raccoglitore di disegni; che sua madre fosse Maria Timpanaro Cardini, nota specialista di filosofia antica; che avesse studiato filologia classica con Giorgio Pasquali, il maestro dei migliori; che fosse dotato di un'intelligenza lucidissima, ma anche affetto da una fragilità nervosa che gli aveva impedito l'accesso all'insegnamento; che la sua straordinaria cultura gli permettesse di passare dalla filologia classica (quella più "dura") alla linguistica, dalla letteratura italiana dell'Ottocento alla storia degli studi classici, al materialismo, la sua filosofia. Ma il punto di maggior stupore, nel racconto, giungeva quando qualcuno ti indicava finalmente il luogo dove si poteva andare a conoscere Sebastiano Timpanaro. La Nuova Italia di Firenze, la casa editrice in cui il grande studioso faceva il correttore di bozze.
Che io ricordi non conosceva, o quasi, l'uso del «lei», anche con i più giovani. Non era solo un modo per rimarcare la sua non appartenenza all'accademia, il fatto è che per Timpanaro l'uguaglianza era una cosa seria.
Chiunque studiasse era già un suo "collega". Aveva un'estrema fiducia nella ragione, anche linguistica, per cui parlava come scriveva: parole semplici, sintassi regolata, orrore per tutto ciò che definiva «civetteria» (categoria che sostanzialmente ricopriva l'intero armamentario dell'intellettuale medio, dalle citazioni allusive all'uso di termini alla moda). Il giorno in cui qualcuno pubblicherà il suo epistolario, che risulterà peraltro vastissimo, leggendo le sue lettere sembrerà di riascoltare la sua voce. Ma in qualsiasi modo si esprimesse, Timpanaro aveva prima di tutto una grande capacità di mettere ordine. Del resto i suoi primi lavori di filologo (pubblicati a partire dalla metà degli anni '40) erano stati rivolti a un testo per l'appunto da riordinare, i frammenti del poeta latino Quinto Ennio. E alla filologia classica Timpanaro ha dedicato nel tempo studi di eccezionale acutezza, poi raccolti in due grossi volumi il cui titolo proprio per la sua naturale semplicità dice già tutto, o quasi, della personalità dell'autore: Contributi di Filologia e di Storia della Lingua Latina. E se i filologi classici non possono a tutt'oggi fare a meno neppure del suo La genesi del metodo del Lachmann, vera e propria archeologia della scienza criticotestuale (ma questa definizione non gli sarebbe piaciuta, perché «civettuola»), certo gli italianisti non potranno dimenticare La filologia di Giacomo Leopardi o Classicismo e illuminismo nell'Ottocento italiano. Sono studi che hanno modificato profondamente la percezione del nostro Ottocento, e di Leopardi in particolare. Timpanaro è uno dei pochi studiosi che si continua ad avere in comune nonostante il proliferare delle cosiddette specializzazioni. Intere generazioni di cultori delle scienze umane hanno imparato da lui, qualunque fosse la loro disciplina.
Comunque essere giovani, con Timpanaro, non era sempre facile. O più esattamente, con lui non era facile essere contemporanei. La discussione era continua. Della cultura del Novecento, infatti, o perlomeno di quella che si era venuta affermando fra gli anni Sessanta e Settanta, non gli piaceva quasi nulla. Alla psicoanalisi riservava poca stima, tant'è vero che dedicò un intero libro a dimostrare che il lapsus freudiano non esisteva: un buon filologo poteva spiegare altrimenti tutti i casi analizzati da Freud, l'inconscio non c'entrava. Ancor meno stima ebbe dello strutturalismo in generale e di Claude LéviStrauss in particolare, così come nessun interesse riservava alla semiotica o, nell'ambito del mondo classico, allo «strutturalismo mitologico» di JeanPierre Vernant. In linguistica, poi, era piuttosto ostile a Saussure, alla scuola di Praga, a Roman Jakobson, insomma a tutti quegli studiosi "nuovi" che in Italia continuavano a suscitare interesse anche negli anni Settanta. Certe sue drastiche affermazioni in proposito avevano provocato la reazione di due suoi amici, Giulio Lepschy e Tullio De Mauro, reazione a cui dobbiamo un altro noto saggio di Timpanaro, Lo strutturalismo e i suoi successori. Timpanaro non era di quelli che criticavano senza aver letto il saggio lo dimostra ancora in modo impressionante ma non era neppure di quelli che cambiano idea facilmente. E quando, in anni molto più recenti, pubblicò da Garzanti una sua magistrale edizione con commento del De divinatione di Cicerone, restammo colpiti non solo dal giudizio sostanzialmente negativo che egli manteneva su Vernant e la sua «scuola», come la definiva; ma anche dal fatto che le interpretazioni dei termini divinatori latini da lui riproposte erano ancora quelle dei grandi linguisti tedeschi dell'Ottocento.
È morto in un momento in cui i giornali erano in sciopero, per cui possiamo ricordarlo solo in ritardo. E questo, per chi credesse nei simboli dunque non certo per lui potrebbe avere un significato per l'appunto simbolico. Timpanaro era infatti un uomo estraneo ai ritmi e alle occasioni della cultura organizzata, i ritmi se li dava da solo, con la sua fedeltà a ciò che riteneva giusto.
Non aveva alcun timore di contrastare il cosiddetto spirito del tempo, anzi, il contrasto lo cercava. Credo fosse per questo che aveva riproposto all'attenzione (o alla disattenzione) generale il De divinatione di Cicerone, un'opera "illuminista" che già duemila anni fa si prendeva gioco di profezie, miracoli ed eventi soprannaturali.
Esattamente quelli a cui la nostra età contemporanea dedica invece interi scaffali di libreria, sotto la dicitura «Età nuova», e film televisivi che celebrano i miracoli di Padre Pio. Rimpiangeremo Timpanaro non solo per tutto quello che ci ha insegnato, ma anche per il suo coraggio di essere inattuale.
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The University of Minnesota Press is pleased to announce our latest books:
Means without End
Notes on Politics
by Giorgio Agamben
Translated by Vincenzo Binetti and Cesare Casarino
In this critical rethinking of the categories of politics within a new
sociopolitical and historical context, the distinguished political
philosopher Giorgio Agamben builds on his previous work to address the
status and nature of politics itself. Bringing politics face-to-face with
its own failures of consciousness and consequence, Agamben frames his
analysis in terms of clear contemporary relevance. He proposes, in his
characteristically allusive and intriguing way, a politics of gesturea
politics of means without end.
$17.95 Paperback ISBN 0-8166-3036-4
$44.95 Hardcover ISBN 0-8166-3035-6
Theory Out of Bounds Series, volume 20
For more information, visit the book's webpage:
http://www.upress.umn.edu/Books/A/agamben_end.html
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Negotiating Postmodernism
by Wayne Gabardi
Joining the modern-postmodern debate as it arrives at a critical juncture,
this book suggests that the polarizing polemics of the radical
postmodernists who once dominated the discussion have given way to a new
"critical postmodernism" characterized by dialogue, accommodation, and
synthesis. A comprehensive survey, Negotiating Postmodernism also marks the
arrival of a powerful, critical presence on the scene, one that advances the
idea of a late modern-postmodern social and cultural transition.
$16.95 Paperback ISBN 0-8166-3001-1
$42.95 Hardcover ISBN 0-8166-3000-3
For more information, visit the book's webpage:
http://www.upress.umn.edu/Books/G/gabardi_postmoderism.html
These books are available at bookstores and from the University of Minnesota
Press at: (773)568-1550.
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Cari amici,
colgo l'occasione degli auguri per le prossime feste
per informarvi che a partire dal numero di Gennaio
2001, "La Rivista dei Libri", edizione italiana de
"The New York Review of Books", è disponibile solo per
abbonamento e nelle principali librerie. I costi
proibitivi per stampare le 33.000 copie necessarie a
coprire le edicole italiane ci hanno fatto optare
per questa soluzione.
Se volete prenotare il vostro abbonamento (L. 60.000
fino al 15 dicembre, L. 66.000 dopo tale data) inviate
un messagio o un fax allo 055.295427. Il prezzo di una
copia in libreraia sarà di L. 8.000, e vi consiglio di
chiedere ad un libraio di fiducia di prenotare la
vostra copia. Se inviate un assegno alla Rivista, Via
dei Lamberti 1, 50122 Firenze, riceverete il numero di
gennaio ai primissimi del mese. Se vorrete farne dono
a persona amica, sarà nostra cura inviare un biglietto
a vostro nome con il primo numero, con la scritta
"omaggio di ...".
A metà gennaio sarà attivo il nostro sito web,
LaRivistadeiLibri.com, che conterrà, tra l'altro,
l'indice delle dieci annate della Rivista. Si potranno
avere articoli arretrati al costo di 5.000 lire.
Buone feste, e cari auguri per il nuovo anno
Pietro Corsi
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Cristina Benussi - Giancarlo Lancellotti
Le donne del Libro
Ricordi, racconti, drammi, miti minimi di
Paola Fano Voghera, Alma e Anita Morpurgo,
Anna Curiel Fano, con una lettera inedita di
Giorgio Voghera,
Roma, Aracne, 2000 lire 25.000
Il volume recupera le voci inedite di quattro donne ebree
ben collocate nella grande tradizione della letteratura mitteleuropea,
colte nella loro plurima specificita' di scritture "al femminile",
di discendenti del popolo d'Israele e di triestine.
Un ampio saggio introduttivo di Cristina Benussi colloca queste quattro
scrittrici nel piu' vasto e problematico intreccio di
"Ebraismo e scrittura femminile".
Chiude il volume un saggio di Giancarlo Lancellotti sull'attitudine
letteraria che segna attraverso i secoli la famiglia Morpurgo.
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Cari amici vi comunico una notizia che puo' essere interessante.
Un articolo del Corriere della sera di oggi annuncia che dal 2001 si potrà prendere la Laurea in Lingua e cultura italiana anche in rete "..attraverso ICON (Italian Culture on the net), un consorzio tra 24 università diretto dal prof. Giampaolo D'Andrea. Il corso, triennale, 180 crediti, e' tutto on line. Il consorzio sta attrezzando una rete di sedi presso Ambasciate, universita' etc..ove effettuare l'unica operazione non consentita dalla rete, cioe' l'identificazione dello studente al momento della verifica.."
http://www.italicon.it/
Annamaria Lelli
Istituto Italiano di Cultura
2025 M Street NW Suite 610
Washington, D.C. 20036
tel. (202) 223-9800
Fax (202) 223-1129
www.italcultusa.org
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Dear Colleagues:
Here is the latest list of books received available to be reviewed for
Annali d'Italianistica.
Volume 18 (2000), Beginnings/Endings/Beginnings, pp. 571, has been
shipped. The table of contents is already posted on the journal's
website.
Wishing all of you happy holidays.
Dino S. Cervigni
Books Received (December 15, 2000)
.
Bianchini, Angela. The Edge of Europe. Trans. Angela J. Jeannet and
David Castronuovo. European Women Writers Series. Lincoln: U of Nebraska
P, 2000. Pp. 140.
Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia. Ministero per I Beni Culturali e
Ambientali. Miscellanea Marciana, vol. 14 (1999). Ugo Facco De Lagarda
(1896-1982). La vocazione inquieta di uno scrittore veneziano. Atti del
Convegno, Venezia, 7-8 novembre 1997. A cura di Alessandro Scarsella.
Pp. 366.
Buccini, Stefania. Sentimento della morte dal Barocco aldeclino dei
Lumi. Ravenna: Longo, 2000. Pp. 214.
Casadei, Alberto. Romanzi di Finisterre. Narrazione della guerra e
problemi di realismo. Roma: Carocci, 2000. Pp. 289.
Cherchi, Paolo. L'alambicco in biblioteca: distillati rari. Ed.
Francesco Guardiani and Emilio Speciale. Ravenna: Longo, 2000. Pp. 374.
Clements, Arthur L. The Book of Madness and Love. Boca Raton, FL:
Bordighera Inc., 2000. Pp. 76.
Cowan, Alexander, ed. Mediterranean Urban Culture 1400-1700. Exeter: UP,
2000. Pp. 277.
DiNapoli, Thomas P. The Italian Jewish Experience. Filibrary Series 21.
Stony Brook: Forum Italicum, 2000. Pp. 253.
Di Pasquale, Emanuel. The Silver Lake Love Poems. West Lafayette:
Bordighera, 2000. Pp. 27.
The Fiore and the Detto d'amore. Trans. Santa Casciani and Christopher
Kleinhenz. William and Katherine Devers Series 4. Notre Dame: UP, 2000.
Pp. 558.
Gallucci, Carole C., and Ellen Nerenberg, eds. Writing Beyond Fascism.
Cultural Resistance in the Life and Works of Alba de Céspedes. Cranbury,
NJ: Associated UP, 2000. Pp. 255.
Giacomo Leopardi. Poesia, pensiero, ricezione. Ed. María de la Nieves
Muñiz Muñiz. Atti del convegno internazionale di Barcellona 5-7 marzo
1998. Leonforte: Emilio Speciale, 2000. Pp. 414.
Gioseffi, Daniela. Going On: Poems. Lafayette, IN: Bordighera, 2000. Pp.
62.
Gundle, Stephen. Between Hollywood and Moscow. The Italian Communists
and the Challenge of Mass Culture, 1943-1991. Durham, NC: Duke UP, 200.
Pp. 269.
Iannace, Carmine Biagio. La scoperta dell'America. Un'autobiografia./The
Discovery of America. An Autobiography. A Bilingual Edition. Trans.
William Boelhower. West Lafayette: Bordighera, 2000. Pp. 231.
Iannace, Florinda, ed. Maria Vergine nella letteratura italiana.
Filibrary Series 19. Stony Brook: Forum Italicum, 2000. Pp. 388.
Kisacky, Julia M. Magic in Boiardo and Ariosto. Studies in Italian
Culture 25. New York: Peter Lang, 2000. Pp. 189.
Lagier, Jennifer. Second-Class Citizen. West Lafayette: Bordighera,
2000. Pp. 46.
Leopardi, Enzo. L'inganno della rosa. The Deception of the Rose. Trans.
and introd. Garrett McCutchan. Leics, UK: Troubador, 1999. Pp. 75.
Lima, Robert. Sardinia o Sardegna. Lafayette, IN: Bordighera, 2000. Pp.
56.
Livorni, Ernesto. Avanguardia e tradizione. Ezra Pound e Giuseppe
Ungaretti. La nuova meridiana 31. Firenze: Le Lettere, 1998. Pp. 381.
Martelli, Sebastiano. Rimanelliana. Studi su Giose Rimanelli/Studies on
Giose Rimanelli. Forum Italicum Filibrary Series 18. Stony Brook, NY:
Forum Italicum, 2000. Pp. 354.
Musa da Calice, Romeo. La luna sul salice. Racconto di Nonna Zibetta./
The Moon on the Willowtree. The Tale of Nonna Zibetta. A
Twentieth-CenturyChildren's Tale from the Province of Parma, Italy. Ed.
and trans. Adelia V. Williams. Crossings 8. Lafayette: Bordighera, 2000.
Pp. 82.
Paolini, Marco, and Gabriele Vacis. The Story of Vajont. Ed. and trans.
Thomas Simpson. Crossings 9. Boca Raton, FL: Bordighera, 2000. Pp. 116.
Parker, Deborah. Bronzino: Renaissance Painter as Poet. Cambridge: UP,
2000. Pp. 233.
Pasanisi, Roberto. Le "Muse bendate": la poesia del Novecento contro la
modernità. Prefazione di Constantin Frosin. Postfazione di Carmine Di
Biase. Pisa: Istituti Editoriali Poligrafici Internazionali, 2000. Pp.
170.
Pesaresi, Massimo Mandolini. Grecian Vistas: Giacomo Leopardi and
Romantic Hellas. Recanati: CNSL, 1999. Pp. 139.
Petrillo, Raymond, ed. and trans. Contrappunti/Counterpoints. Selected
Prose of Giovanni Cecchetti. Introd. Giose Rimanelli. Studies in
Southern Italian and Italian/American Culture 9. New York: Peter Lang,
1997. Pp. 325.
Roskill, Mark W. Dolce's Aretino and Venetian Art Theory of the
Cinquecento. Renaissance Society of America Reprint Texts. Toronto: UP,
2000. Pp. 354.
Saccone, Antonio. "La trincea avanzata" e "La città dei conquistatori":
futurismo e modernità. Letterature 41. Napoli: Liguori, 2000. Pp. 172.
Salerno, Joe. Song of the Tulip Tree/La canzone della magnolia. West
Lafayette, IN: Bordighera, 1999. Pp. 86.
Spirito, Ugo. Memoirs of the Twentieth Century. Trans. and ed. Anthony
G. Costantini. Value Inquiry Book Series 98. Amsterdam: Rodopi, 2000.
Pp. 201.
Stefanile, Felix. The Country of Absence. West Lafayette: Bordighera,
2000. Pp. 59.
Studi italiani. La "Difficile Musa" di Aldo Palazzeschi. Indagini,
accertamenti testuali, carte inedite. Ed. Gino Tellini. 11: 1-2 (1999).
Pp. 339.
Studi in onore di Umberto Mariani: da Verga a Calvino. Ed. Anthony G.
Costantini e Franco Zangrilli. Fiesole: Cadmo, 2000. Pp. 217.
Talarico, Ross. The Journey Home. Eleven Italian-American Narratives and
"An Utterance of Joy." West Lafayette: Bordighera, 2000. Pp. 57.
Tusiani, Joseph. Ethnicity: Selected Poems. Ed. Paolo Giordano. West
Lafayette: Bordighera, 2000. Pp. 106.
Vitti, Antonio, and M. Rita Pignatelli Mercuri, eds. Amerigo: andare è
sempre tornare. Introd. Roberto Buranello. Welland, Ont.: Editions
Soleil, 2000. Pp. 359 (text); 135 (workbook).
cervgn@email.unc.edu
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Reti Medievali
Iniziative on line per gli studi medievistici
www.retimedievali.it
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Materiali immessi dal 1 al 30 novembre 2000
New entries 2000, November 1-30
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RM Biblioteca
* Scaffale
* P. Bonacini
Il monastero di San Benedetto Polirone e l'aristocrazia italica
Il monastero di San Benedetto Polirone: la formazione del patrimonio fondiario
* M. Folin
Feudatari, cittadini, gentiluomini negli Stati estensi
Note sugli officiali negli Stati estensi (secoli XV-XVI)
Sul "buon uso della religione" in alcune lettere di Ercole d'Este e Felino Sandei
Le cronache a Ferrara e negli Stati estensi (secoli XV-XVI)
* G. Vitolo
Rivolte contadine e brigantaggio nel Mezzogiorno angioino
Progettualità e territorio nel Regno svevo di Sicilia
"Vecchio" e "nuovo" monachesimo nel Regno svevo
Esperienze religiose nella Napoli dei secoli XII-XIV
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RM Calendario
* Il Calendario è stato aggiornato con le segnalazioni di recensioni dei volumi di atti di convegni apparse in numerose riviste e quelle di molti nuovi incontri per gli anni 2000 e 2001.
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RM Redazione
* Aggiornamento degli scambi di links
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RM Rivista
* Archivi
* Canonici milanesi di epoca sforzesca (a cura di G. Chittolini et alii)
* Atti
* Medium-evo. Gli studi medievali e il mutamento digitale (aggiornamento)
* Ipertesti
* P. Corrao, Un dominio signorile nella Sicilia tardomedievale (aggiornamento)
* Recensioni
* Il futuro dei Longobardi (C. Azzara)
* Schedario
* Italia et Germania. Liber Amicorum Arnold Esch
* M. Calleja Puerta, La aristocracia leonesa en los siglos XI y XII
* M. Folin, Il sistema politico di un antico Stato italiano: i ducati estensi
* M. Gamberini, La città assediata. Reggio in età viscontea
* S. J. Milner, Citing the Ringhiera: Place and Public Address in Trecento Florence
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AA.VV., Buzzati giornalista, a cura di Nella Giannetto, Milano, Mondadori, 2000, £.45.000, euro 23,24.
E' in libreria il volume che ospita gli Atti del congresso organizzato nel 1995 dall'Associazione Internazionale Dino Buzzati e dal suo Centro Studi. Vi troviamo un'esplorazione sistematica di un aspetto dell'opera buzzatiana che è certamente noto, ma non è mai stato studiato in modo approfondito. Grandi giornalisti (Montanelli, Afeltra, Di Bella, Gramigna, Vergani, Soavi, Donat-Cattin, Marabini, ecc.) e illustri docenti universitari (Geerts, De Michelis, Masuyama, Siddell, Puppa, Altieri Biagi, ecc.) incrociano le loro voci, dando vita ad un panorama assai ricco dell'impegno di Buzzati in quello che egli chiamava "il meraviglioso mestiere". Un impegno che lo vede via via - per il "Corriere della Sera" e il "Corriere d'Informazione" - reporter, "estensore", cronista alle province, cronista di nera, di bianca, di rosa, di alpinismo, di sport, di guerra, inviato speciale in Africa Orientale, Giappone, India, Terrasanta, Stati Uniti, recensore, critico d'arte, musicale, cinematografico, ma insieme straordinario titolista di terza e quinta pagina, direttore di fatto, per ben tredici anni, della "Domenica del Corriere". Per non parlare delle sue collaborazioni a "La Lettura", al "Corriere Lombardo", a "Primato", "Omnibus", "Bis", "L'Europeo", ecc. Un impegno che si traduce in uno stile inconfondibile, in cui lo scrittore è sempre presente, con la sua lingua, i suoi umori, i suoi colori, le sue fantasie, la sua voglia di raccontare storie. Il volume contiene anche un manipolo di preziosi inediti, pubblicati per gentile concessione della signora Buzzati e del "Corriere della Sera".
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AA.VV., "Soavi sapori della cultura italiana", Atti del XIII Congresso
dell'A.I.P.I., a cura di B. Van den Bossche, M. Bastiaensen, C. Salvadori
Lonergan, Firenze, Franco Cesati Editore, 2000 (collana "Civiltà Italiana"
n.s. 1) - ISBN 88-7667-100-5, 505 pp., 80.000 lire.
Il volume "Soavi sapori della cultura italiana" ospita gli Atti del XIII
Congresso dell'A.I.P.I. (Associazione Internazionale Professori d'Italiano)
tenutosi a Soave e a Verona dal 27-29 agosto 1998. Il volume è suddiviso in
tre sezioni ("Le cucine a contatto: interferenze linguistiche e culturali";
"Cucina, letteratura, cultura: percorsi storici"; "La narrativa del
Novecento sub specie culinaria"), e contiene una quarantina di contributi
di studiosi provenienti da una quindicina di paesi.
Per ordinazioni o informazioni si prega di contattare:
Franco Cesati Editore, via C. Guasti 2, 50134 Firenze - tel 055 470120, fax
055 486441 - email cittadifirenze@tin.it
prof. Edmond Hoppe, segretario dell'A.I.P.I., Av. dela Basilique 327/9,
B-1081 Bruxelles (Belgio), email: e.hoppe-aipi@econophone.ch
Bart Van den Bossche, Blijde-Inkomststraat 21, B-3000 Leuven - tel. 00 32
16 32 48 36, fax 00 32 16 32 50 68, e-mail:
bart.vandenbossche@arts.kuleuven.ac.be
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CARLO EMILIO GADDA - L'INGEGNERE NELLA RETE
iniziativa elettronica edimburghese
Lo scorso ottobre è andato in rete il numero inaugurale della rivista
elettronica 'The Edinburgh Journal of Gadda Studies' con saggi a
firma di alcuni dei membri del Comitato di Redazione: Amigoni
(Bologna), Bertone (Chambéry), Dombroski (New York), Grignani
(Siena), Guglielmi (Bologna), Luperini (Siena), Manzotti
(Ginevra), Pedriali (Edimburgo), Raimondi (Bologna), Sbragia
(Seattle), Terzoli (Basilea).
Alla rivista (annuale, il prossimo numero è programmato per il
novembre del 2001) si affianca un Centro di Risorse che offre, tra
l'altro, un'antologia di pagine gaddiane, lezioni di noti gaddisti,
estratti dalle traduzioni inglesi di William Weaver, esercitazioni di
laureandi, bibliografia, e archivio di saggi - tra questi, alcuni
classici della gaddistica quali l'introduzione di Roscioni alla
'Meditazione milanese' e la prefazione di Calvino a 'Quer
pasticciaccio brutto de via Merulana'.
Fonte della grafica e del design, i molti materiali
fotografici, l'amore di Gadda per le arti figurative, l'illusionismo
manierista-barocco e l'ipertestualità della pagina gaddiana. Il tutto
per un totale di 11 Mb / 900 documenti. Ovviamente è solo l'inizio.
Il progetto è nato dal corso monografico su Gadda che ho tenuto
l'anno scorso con un gruppo di laureandi edimburghesi. Mi
sembrava, visti i risultati estremamente positivi, di poter giocare la
carta della divulgazione tecnologica presso un pubblico di lettori
specialisti e non, in Italia e fuori d'Italia. Il materiale - cioè Gadda
medesimo, l'uomo e lo scrittore - è infatti di qualità così
straordinaria da riuscire a comunicare a dispetto della sua
altrettanto eccezionale difficoltà.
Passo l'indirizzo del sito:
http://www.arts.ed.ac.uk/gadda
Cordiali saluti,
Federica G. Pedriali
Editor, The Edinburgh Journal of Gadda Studies
Italian Department
School of Modern European Languages and Cultures
University of Edinburgh
George Square
Edinburgh EH8 9JX
Scotland UK
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Please note that the following book is now available for review from the
address below:
Writing Beyond Fascism
Cultural Resistance in the Life and Works of Alba de Céspedes
Edited by Carole C. Gallucci and Ellen Nerenberg
This collection of essays examines the Cuban-Italian writer and activist,
Alba de Céspedes. A widely-read novelist whose works saw translations into
thirty-three languages worldwide, de Céspedes was a powerful figure in Italy
's literary and cultural scene from the immediate postwar period to the
early sixties.
ISBN 0 8386 3829 5 £35.00
Yours sincerely
Tamar Lindesay
Golden Cockerel Press
Associated University Presses
Cygnus Arts
16 Barter Street
London, WC1A 2AH
United Kingdom
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Gentile Signora, egregio Signore, caro amico,
il sito internet dell'Associazione Amici di Leonardo Sciascia
(www.amicisciascia.it) è stato aggiornato. Se vorrà visitarlo vi troverà
una novità principale, la sezione VITA E OPERE DI LEONARDO SCIASCIA, che
contiene un PROFILO BIOGRAFICO dello scrittore di Racalmuto, una
BIBLIOGRAFIA DELLE SUE OPERE, una parte dedicata alla critica con una
BIBLIOGRAFIA RAGIONATA degli scritti dedicati a Sciascia e un'ANTOLOGIA
DELLA CRITICA: quest'ultima contiene al momento solo una scheda su ITALO
CALVINO, con testi e lettere di Calvino e di Sciascia, ma presto saranno
disponibili materiali su Gesualdo Bufalino, Vincenzo Consolo, Alberto
Moravia, Goffredo Parise, Pier Paolo Pasolini, e altri scrittori che si
sono occupati dei libri di Sciascia e/o hanno intrattenuto con lui rapporti
amichevoli.
Sono state inoltre incrementate le sezioni:
PUBBLICAZIONI/"A Futura Memoria"
Sono disponibili i testi e le fotografie pubblicate sul numero 6 -
settembre 2000 di "A Futura Memoria", il giornale dell'Associazione Amici
di Leonardo Sciascia. Contiene articoli di F. Izzo, G. Panella e G. Traina
sul libro di K. Brandys, "Lettere alla signora Z"; un ricordo di Adelaide
Aietta di F. Izzo e G. Melega; la recensione di V. Fascia al libro di G.
Giudice, "Leonardo Sciascia. Lo stemma di Racalmuto"; una nota di P.
Squillacioti su vari giudizi espressi su Sciascia da G. Raboni;
un'intervista di G. Petitti e G. M. Volontè; un ricordo di N. Cordio di F.
Izzo; notizie dall'Associazione.
TESTI/Testi inediti su Sciascia
Pubblichiamo per gentile concessione dell'autore e dell'editore La Passe du
Vent di Lione la recensione di Bernard Simeone al secondo volume
(1971-1983) delle "Oeuvres complètes" di Sciascia curate da M. Fusco
(Fayard, 2000); lo scritto uscirà nel prossimo mese di marzo nella raccolta
di Simeone "De part et d'autre - chroniques italiennes 1997-2000".
E' invece immimente l'aggiornamento delle sezioni:
LAVORI IN CORSO /Parole scritte
Scritti di Andrea Camilleri, Adriano Sofri, Leonardo Sciascia.
LAVORI IN CORSO /Parole dette
Gli atti del convegno della Fondazione Sciascia, Racalmuto, 21-22 novembre
1998
Troverà inoltre il testo di un di un appello rivolto ai soci vecchi, nuovi
e futuri dell'Associazione, dal titolo: "Volontari Volenterosi Cercasi".
A tutti si segnala infine che è imminente la cerimonia di consegna del
PREMIO LEONARDO SCIASCIA AMATEUR D'ESTAMPES. OMAGGIO A GIAN FRANCO GRECHI.
Questa seconda edizione, organizzata dalla Biblioteca Comunale di Milano,
dalla Civica Raccolta delle Stampe Achille Bertarelli di Milano e
dall'Associazione Amici di Leonardo Sciascia, si svolgerà Giovedì 14
dicembre 2000 alle ore 17,30 a Palazzo Sormani - Sala del Grechetto, Via
Francesco Sforza, 7 - Milano. E' prevista la partecipazione di Salvatore
Carrubba (Assessore Cultura e Musei, Milano), Stefania Jahier (Direttore
Settore Biblioteche, Milano), Claudio SaIsi (Direttore Civica Raccolta
delle Stampe Achille Bertarelli, Milano) che porgeranno il loro saluto; di
Paolo Bellini (docente di Storia del Disegno e delle Arti Grafiche,
Università Cattolica di Milano) che interverrà su "Le stampe: un mondo da
scoprire" e di Francesco lzzo (Associazione Amici di Leonardo Sciascia) che
parlerà de "Gli Amici di Leonardo Sciascia: la scrittura, l'incisione,
l'impegno civile". Il premio sarà consegnato da Agostino Arrivabene,
vincitore della prima edizione. La giuria è composta da Piero Guccione,
Nunzio Gulino, Giuseppe Modica e Roberto SteIluti; il Comitato d'onore da
Maria Andronico Sciascia (Presidente onorario), Salvatore Carrubba
(Assessore Cultura e Musei, Milano), Stefanla Jahier (Direttore Settore
Biblioteche, Milano), Claudio Salsi (Direttore Civica Raccolta delle Stampe
Achille Bertarelli, Milano), Angelo Capodicasa (Presidente della Regione
Sicilia), Nicola Cristaldi (Presidente dell'Assemblea Regionale Siciliana),
Aldo Scimé (Vice Presidente della Fondazione Leonardo Sciascia, Racalmuto).
Grazie per la sua cortese attenzione: ci visiti e, se lo desidera, ci invii
commenti, critiche, segnalazioni e richieste agli indirizzi:
squillac@csovi.fi.cnr.it, redazione@sciascia.it, c.brugnone@flashnet.it.
Un cordiale saluto
Paolo Squillacioti
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Egregi amici,
Mi chiamo Dr. Byron Pissalidis e sono professore di letteratura italiana e
comparata all' Università di Thessalia, a Volos. Gli ultimi mesi abbiamo
costruito un nuovo giornale culturale, su Internet, l' "EYENET" in greco, ma
anche una rivista interculturale in varie lingue europee, se qualcuno di voi,
vorrebbe spedirci qualche Suo testo originale, lo pubblicheremmo senz'altro
nel nostro sito. Per ulteriori informazioni, si prega di comunicare via
internet, con e-mail in byron@vergina.eng.auth.gr.
La nostra posizione su Internet www.geocities.com/eyenetgr/
In fede,
Dr. Byron Pissalidis, PhD
Professore di Letterature comparate e Letteratura Italiana
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Sito dell'Associazione degli italianisti germanofoni:
http://www.italianistica.net
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LEOPARDI E IL LIBRO NELLETA ROMANTICA
Atti del Convegno Internazionale di Birmingham (29-31 ottobre 1998)
A cura di Michael Caesar e Franco DIntino
Roma, Bulzoni, 2000, pp. 390
ISBN 88-8319-489-6
Lit. 45.000
Ordini:
Bulzoni Editore, Via dei Liburni 14 - 00185 Roma
http://www.bulzoni.it
e-mail: bulzoni@mail.wing.it
IL VOLUME:
Il 1798 - lanno in cui nacque Leopardi - è lanno della pubblicazione delle Lyrical ballads di Wordsworth e Coleridge. Questa coincidenza ha suggerito lidea di tenere in Inghilterra, nellanno del bicentenario, un convegno internazionale, i cui atti sono pubblicati in questo volume.
Nelletà romantica lidea di libro cambia, così come cambia quella di autore. Da un lato sono riscritte le regole che governano il modo in cui è costruito un libro (di poesie, ma anche di prose). Dallaltro si instaura un rapporto nuovo tra lopera pubblicata e la prima ideazione (il progetto, labbozzo, il non-finito): il libro potenziale - quello, cioè, che avrebbe potuto essere scritto, e del quale ci restano solo rovine o frammenti - acquista un ruolo centrale nel sistema dei generi.
Finora non si è riflettuto abbastanza al fatto che Leopardi ha dato un contributo essenziale a questa trasformazione europea. Egli ebbe un rapporto complesso e tormentato con il libro. Ne pubblicò pochi, anzi in fondo soltanto due: i Canti e le Operette morali, entrambi macro-insiemi di piccole opere che sono cresciuti modificandosi nel tempo. Ci sono poi i testi non pubblicati in vita, molti dei quali non portati a compimento, né tantomeno autorizzati.
Questa situazione fu messa a fuoco da Leopardi stesso, quando scrisse a Charles Lebreton nel 1836, quasi al termine della sua vita, di non aver mai prodotto opere, ma soltanto preludi («je nai jamais fait douvrage, jai fait seulement des essais en comptant toujours préluder»).
Questo volume, primo risultato dellattività del Centre for the studies of Leopardi and the Age of Romanticism (leopardi@bham.ac.uk), vorrebbe inaugurare un filone di ricerca finora alquanto trascurato, e al tempo stesso contribuire a collocare Leopardi in una prospettiva europea.
I CURATORI:
Michael Caesar, professore di letteratura italiana presso lUniversità di Birmingham, ha studiato la ricezione di Dante, il Romanticismo italiano e Leopardi. Il suo ultimo volume è Umberto Eco. Philosophy, semiotics and the work of fiction, Cambridge, Polity Press, 1999.
e-mail: m.p.caesar@bham.ac.uk
Franco DIntino, insegna letteratura italiana presso lUniversità di Perugia e dirige a Birmingham il Centre for the study of Leopardi and the age of Romanticism. Studioso di generi letterari e di Otto-Novecento, ha scritto molti saggi su Leopardi, del quale ha curato gli Scritti e frammenti autobiografici (Roma, Salerno, 1995) e le traduzioni dai Poeti greci e latini (Roma, Salerno, 1999).
e-mail: billybud@libero.it
INDICE DEL VOLUME
Introduzione/ Introduction
Edizioni leopardiane più frequentemente citate
Atti di convegni leopardiani più frequentemente citati
I. DAL LIBRO IMMAGINARIO AL LIBRO REALE
Antonio Prete
Filologia fantastica
Anna Dolfi
Come avrebbe dovuto essere il mondo: note in margine al libro romantico leopardiano
Angiola Ferraris
Il libro del mondo immaginario. Appunti sul Saggio sopra gli errori popolari degli antichi di Leopardi
Maurizio Bossi
Racconti di viaggio nelletà di Leopardi
Marco Riccini
Lo Zibaldone di Pensieri: progettualità e organizzazione del testo
Wanda Marra
Sulle possibilità della scrittura di un libro morale: il Galateo morale
Lucia Strappini
Leopardi e il testo drammatico
Emilio Giordano
Leopardi e i libri: fra le prime pagine dellepistolario
Franco DIntino
Lautorità del libro morale. Il progetto leopardiano di epica moderna
Bart Van den Bossche
I miti nelle Operette morali
Luigi Blasucci
Sul libro dei Canti
María de las Nieves Muñiz Muñiz
Struttura e riscrittura nel libro dei Canti (la crisi leopardiana degli anni 1819-1821)
Claudio Colaiacomo
La spoglia di tuo nome
II. LIBRI E SCENARI EUROPEI
Peter Porter
The strangeness of Leopardi
Paul Hamilton
Shelley, Leopardi and the writing of Nihilism: from the Pensieri to the Triumph of Life
Gino Ruozzi
Libri fatalmente postumi. Riflessioni sullo Zibaldone di Pensieri e i Pensieri di Leopardi, i Sudelbücher di Lichtenberg, i Carnets di Joubert
Franco Musarra
Il libro aperto in Leopardi e Friedrich Schlegel
Paola Colaiacomo
The book of memory. Poetry and narration in Coleridge
G. Singh
The Lyrical Ballads and the Canti
Ledizione critica informatica dello Zibaldone
a cura di Fiorenza Ceragioli
Indice dei nomi
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Ricavo dal repertorio bibliografico gonzaghesco di R. TAMALIO, La memoria
dei Gonzaga (...), Firenze, Olschki, 1999 (ultime schede, pp. 261 sgg.) la
seguente notizia:
Il Palazzo del Giardino a Sabbioneta. Dei, eroi, miti e allegorie per un
principe umanista, a cura di L. VENTURA, Roma, Bulzoni, 1999.
Lavorando su problemi di rappresentazione letteraria del potere nella
Mantova del tardo Cinquecento, la cosa mi attrae inevitabilmente, ma ho
cercato e chiesto dappertutto e pare proprio trattarsi di una pubblicazione
fantasma: Bulzoni non ne sa niente, SBN ed altri motori di ricerca non mi
hanno aiutato.
Chi mi può soccorrere con una spiegazione illuminante ?
Grazie a tutti, un saluto.
Giuseppe Girimonti Greco
Rispondere direttamente: ggirimo@tiscalinet.it
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Un interessante sito per lo studio della "Divine Comedy"
http://www.divinecomedy.org/divine_comedy.html
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