Notiziario d'Italianistica (37)

[29-11-2000]

SOMMARIO:

1. Convegni

_/_/_/ Padova: presentazione della nuova Antenore

_/_/_/ Pavia: Poeti, scienziati, cittadini nell'Ateneo pavese tra Riforme e

Rivoluzione

_/_/_/ Cavaglion: Per una tipologia della componente ebraica nella

letteratura italiana del

Novecento

2. Libri

_/_/_/ Besomi-Camerota: Galileo e il Parnaso tychonico

3. Varie

_/_/_/ Raffaeli: La scomparsa di Timpanaro

_/_/_/ Sito della Lexis

_/_/_/ Sito UTET

_/_/_/ Crisi della lettura e critica letteraria: abstracts delle lezioni

_/_/_/ Serena Anderlini-D'Onofrio: nuovo sito

_/_/_/ Nuovo catalogo dello Studio Bibliografico Marini

_/_/_/ Notizie da reti medievali

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

Giovedì 30 novembre 2000, alle ore 16.30 presso la sala dell'Archivio antico

dell'Università di Padova, Palazzo del Bo', via 8 Febbraio 2, alle ore

16.30. in occasione della pubblicazione del catalogo settembre 2000 della

Editrice Antenore, dopo la sua acquisizione da parte della Salerno Editrice,

nonché dell'uscita dei primi volumi con la nuova cifra "Roma-Padova", i

Proff.

Guido Billanovich, Francesco Bruni, Piero del Negro, Manlio Pastore Stocchi,

Paolo Sambin

parleranno di ciò che l'Antenore ha rappresentato nel panorama dell'editoria

italiana di cultura del Novecento e di ciò che, lungo il tracciato

dell'itinerario percorso, essa potrà ancora esprimere.

Il Prof. Enrico Malato illustrerà i programmi editoriali della nuova

Antenore.

Coordinerà l'incontro il Prof. Gianvito Resta, Accademico Linceo

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

Convegno di studi a Pavia, 13-15 dicembre

Si svolgerà a Pavia, nei giorni 13-15 dicembre 2000, il Convegno di studi

dedicato a "Poeti, scienziati, cittadini nell'Ateneo pavese tra Riforme e

Rivoluzione".

Il programma completo del Convegno (promosso dal Dipartimento di Scienza

della Letteratura e dell’Arte medievale e moderna, dal Comitato Pavese per

le Celebrazioni Voltiane, e dalla Sezione di Germanistica del Dipartimento

di Lingue e Letterature straniere moderne) è disponibile alla pagina:

http://dobc.unipv.it/dipslamm/eventi/ateneo.htm

Per i servizi di Segreteria è possibile rivolgersi al:

Dipartimento di Scienza della Letteratura e dell’Arte medievale e moderna

Strada Nuova 65 - 27100 Pavia

tel. 0382-504491 / 504665 / 504658

fax: 0382-504638

e-mail: gianfranca.lavezzi@unipv.it

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

Alberto Cavaglion (Istituto Piemontese per la storia della Resistenza e

della Società Contemporanea) Per una tipologia della componente ebraica

nella letteratura italiana del Novecento, martedì 12 dicembre ore 17 - Sala

del Consiglio - Piazza Brunelleschi 4

(organizzatori Dip.Linguistica - prof. Elio Fronzalroli; prof. Ida Zatelli,

titolare dell'insegnamento di Lingua e Letteratura

ebraica;-Dip.Italianistica - prof. Anna Dolfi)

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

OTTAVIO BESOMI, MICHELE CAMEROTA, Galileo e il Parnaso tychonico. Un

capitolo inedito del dibattito sulle comete tra finzione letteraria e

trattazione scientifica, Olschki, Firenze 2000 (Biblioteca di

«Nuncius». Studi e testi, 41) VI-274

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

© il manifesto

29 Novembre 2000 FILOLOGIA

La scomparsa di Timpanaro

MASSIMO RAFFAELI

Rigore, acume, intransigenza sono parole usate a vuoto nel cerimoniale filologico. Ma se uno le ha incarnate tutte, e senza cedere di un'unghia ai compromessi del mondo accademico, costui è stato Sebastiano Timpanaro, per il quale è lecito usare a tutte lettere il termine maestro. Filologo classico di gran razza ha coniugato (secondo un monito vichiano che vede la filologia come corrispettiva della filosofia) le tecniche che gli provenivano dalla ecdotica antica e moderna alla messa a punto d'una posizione teorica più larga, aperta ai contributi del pensiero moderno, dai materialisti settecenteschi a Marx, a Freud, criticamente riletti alla luce di una stella fissa, Giacomo Leopardi, di cui ha rivendicato (se non per primo, certo per la prima volta in termini radicali) il valore cognitivo della sua filosofia "amara e trista, disperata ma vera".

Nato a Parma nel 1923, allievo del grande Giorgio Pasquali, ha esercitato a Firenze il mestiere di correttore di bozze, una scelta o una costrizione che tuttavia somigliava al suo carattere schivo e fiero, anzi un paradosso controaccademico così clamoroso da affascinare anni fa George Steiner che gli dedicò un ritratto in controluce però tale da rivelarne intera la fisionomia nel racconto Il correttore. Quanto alla filologia classica la prevalenza degli interessi latini è consegnata ad alcuni volumi più tecnici (Contributi di filologia e di storia della lingua latina, 1978; Per la storia della filologia virgiliana antica, 1986) ma è soprattutto testimoniata da quello che presentandosi come manuale divulgativo (La genesi del metodo del Lachmann, 1974) è in realtà sintesi rifondativa del metodo che inaugura la filologia scientifica.

Subito dopo, per balenante cortocircuito dell'antico che risangua nel moderno, c'è il contatto con Leopardi di cui cura (con Giuseppe Pacella, compagno di via prima che allievo, futuro editore di un monumentale Zibaldone) prima gli Scritti filologici 1817-1818 (1969) e cui dedica poi i celeberrimi interventi critici che, unitamente a quelli di Cesare Luporini e Walter Binni, fanno costellazione e innervano il nuovo senso comune della ricezione leopardiana: fra gli altri, La filologia di Giacomo Leopardi (1969), Classicismo e illuminismo nell'Ottocento italiano (1978) e quelli infine contenuti in un pamphlet politico-letterario dilatatosi in una splendente colonna infame sul buonsenso e le viltà di quanti, più o meno sottovoce, rinfacciavano a Timpanaro troppo scarsa attenzione alla dialettica (naturalmente progressiva) della storia e d'altra parte lo accusavano di una fedeltà troppo univoca al materialismo, tout court all'ateismo quale radice ultima della critica dell'esistente: Antileopardiani e neomoderati nella sinistra italiana (1982). A lui che connetteva Democrito e t'Holbach, Engels e il Lenin di Materialismo ed empiriocriticismo; lui che poteva permettersi con le armi della pura filologia di "decostruire" (quando la parola non era di moda e certo gli avrebbe fatto orrore) niente meno Sigmund Freud con un libro davvero unico nella sterminata bibliografia specialistica, Il lapsus freudiano - psicoanalisi e critica testuale (1974). Anche lì irradiava la sua luce il messaggio leopardiano, negli occhi che ardiscono guardare ciò che spesso l'ottimismo marxista e di sinistra rimuove alla pari di una imbarazzante contingenza: la deformità, il male fisico, l'infelicità biologica, il morire e morire per sempre. Le parole esatte, lapidee, che concludono lo Zibaldone erano per lui una divisa morale e filosofico-politica: "Due verità che gli uomini generalmente non crederanno mai: l'una di non saper nulla, l'altra di non essere nulla. Aggiungi la terza, che ha molta dipendenza dalla seconda: di non aver nulla a sperare dopo la morte." Il percorso intellettuale, l'opera imponente che Sebastiano Timpanaro ci consegna sono testimoni di questa dignità, di un nudo e alto magistero.

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

E' on line il nuovo sito rinnovato della Lexis, l'editrice più importante in

Italia di testi elettronici della letteratura italiana.

L'indirizzo è il seguente:

http://www.lexis.it

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

Nuovo sito della UTET: www. piazzadante.it

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

Crisi della lettura e critica letteraria

Ottobre – Novembre 2000

Ateneo Veneto - Sala Tommaseo

campo San Fantin 1897 (Venezia)

- Abstracts delle lezioni del 3 ottobre (a cura di A. Scarsella)

- Abstracts delle lezioni del 10 ottobre (a cura di D. De Odemira)

- Abstracts delle lezioni del 17 ottobre (a cura di A. Scarsella)

Crisi della lettura e critica letteraria

Ottobre – Novembre 2000

Ateneo Veneto - Sala Tommaseo

campo San Fantin 1897 (Venezia)

Abstracts delle lezioni del 17 ottobre (a cura di A. Scarsella)

Michela Rusi, Critica e verità

L'origine della convergenza, sempre più stretta, tra produzione letteraria e ragione critica risiede, secondo la Rusi, nel nuovo statuto assunto dal rapporto del testo con la realtà nella poetica romantica (citazioni da Foscolo, Leopardi e De Sanctis). Se il testo è organismo, se il testo è dunque 3corpo2, il fenomeno dell'estraniamento inteso come ricerca della verità si pone nella forma più coinvolgente per il soggetto: autore, lettore e critico nello stesso tempo (secondo le dichiarazioni altresì programmatiche di Virginia Woolf e di Elsa Morante).

Paolo Leoncini, Critica e comprensione

Indicando nel ripristino del legame tra critica ed ermeneutica un fattore di fecondo rinnovamento degli strumenti della ricerca letteraria, Leoncini ha illustrato l'articolazione essenziale dell'atto critico nei tre momenti di precomprensione, ascolto ed elaborazione. In tal senso il metodo di Gianfranco Contini evidenzia la costante interazione tra ricerca filologica, conoscenza linguistica e critica letteraria. La pratica del leggere di Contini risulta, secondo Leonicini, costituita da forti motivazioni interpretative, originariamente maturate nella sua formazione rosminiana, al di là dell'idealismo crociano e parallelamente alla stilistica di Leo Spitzer, quindi sostenute dall'istanza della libertà morale sottratta a ipoteche ideologiche o a griglie tecnicistiche.

Pier Michele Cellini, Critica, testo e traduzione

Il traduttore è, secondo il Cellini, come un cieco che va a tentoni e a volte indovina per caso o per incosciente intuizione, rintracciando daccapo il percorso o tentando di riavvolgere il filo conduttore dipanato dall'autore. Anche la lettura tuttavia è una forma di traduzione e il lettore-critico è chiamato a confrontare le sue esperienze percettive quotidiane con il contesto creato dal linguaggio poetico. Cellini si è dunque soffermato sui problemi di traduzione offerti dalla narrativa di Henry James e del suo principale biografo, Percy Lubbock (bibliotecario alla London Library negli anni Venti e autore di due romanzi), e riassumibili nella specifica angolazione imposta dal narratore al lettore e dalla quale il traduttore non può necessariamente evadere, accettandone perfino la componente paradossale, a ben vedere sempre latente nella logica della produzione letteraria che prevede uno squilibrio di fondo tra posizione dell'autore e funzioni della ricezione.

Ada Neiger, Lettura e ipertestualità

Presentando il volume curato con W. De Nunzio-Schilardi e G. Pagliano, Tracce d1infanzia nella letteratura italiana fra Ottocento e Novecento (Napoli, Liguori, 2000), la Neiger ha sottolineato l'efficacia della consultazione di indici automatizzati e della ricerca su Cd-rom, e la sua interazione con la lettura e la critica (definita come una forma di 3compulsione alla rilettura2). I campioni applicativi prescelti sono stati per la Neiger Il vampiro di Polidori e il corpus della narrativa di Giovanni Verga. 3Il documento digitale verghiano è organizzato – precisa la Neiger nel suo saggio metodologico l'immagine dell'infanzia nel Verga maggiore (pp.29-47) – e consente all'iperlettore, libero di navigare tra informazioni disposte in una struttura reticolare, di ritagliarsi un autonomo percorso di lettura. Le opere verghiane e le schede costituiscono i nodi dell'ipertesto e sono tra loro collegate per mezzo di link che permettono al lettore di spostarsi , in questa specie di ragnatela di informazioni2 ecc.

Dennis E. Rhodes, Carlo Dionisotti lettore

Londra è la città dove Dionisotti visse dal 1948 alla sua morte, avvenuta all'età di novant1anni il 22 febbraio 1998. La conferenza di Rhodes non ha ricordato tuttavia solo l'infaticabile attività di ricerca di Dionisotti, caratterizzata da un metodo rigoroso e da una elevata sensibilità per il testo, ma anche la sua presenza come lettore alla British Library attraverso i cui cataloghi Dionisotti è divenuto il miglior conoscitore del Cinquecento maggiore e, soprattutto, minore. La commemorazione dell'autore di Geografia e Storia della letteratura italiana (1a ed. 1967), libro tuttora assai apprezzato anche nelle scuole, si è conclusa con un richiamo alla cooperazione tra bibliografia e ricerca letteraria, allo scopo di rimuovere giacimenti di materiale letterario antico che va studiato, alla maniera di Dionisotti, con lo stesse, intatte motivazioni della contemporaneistica.

Crisi della lettura e critica letteraria

Ottobre – Novembre 2000

Ateneo Veneto - Sala Tommaseo

campo San Fantin 1897 (Venezia)

- Abstracts delle lezioni del 10 ottobre (a cura di D. De Odemira)

Alessandro Scarsella: Bibliografia e critica letteraria

Oggetto della critica letteraria è il testo, oggetto della bibliografia è l'edizione intesa come somma di testo più paratesto. Se il paratesto è tutto quanto precede, accompagna e segue il testo, l'edizione è tutto questo più il testo. La storia di un testo è, secondo lo Scarsella, la storia delle sue edizioni e la cronologia delle edizioni di un testo coincide con la storia della sua ricezione. Richiamandosi a Dionisotti lo Scarsella considera l'edizione quale concetto centrale di un metodo storiografico privo di impalcature ideologiche, ma improntato dalla coscienza di un1irriducibile complessità. Anche la lettura tuttavia partecipa attivamente alla ricezione del testo, lasciando sugli esemplari delle edizioni (antiche e moderne) tracce significative, al punto che – asserisce lo Scarsella – il vero possessore del libro non è chi lo ha comprato, bensì chi lo ha letto, così come la storia di una biblioteca non è la storia delle sue acquisizioni, ma la storia dei suoi lettori.

Filippo Secchieri: Critica e teoresi

Secchieri denuncia in via preliminare la dissociazione tra riflessione letteraria e lettura dei testi, dal momento che ogni giudizio critico ha il carattere di una rilettura suscitata da uno stato di permanente interrogazione, sul testo, per il testo, nel testo, dunque nella dimensione altrimenti indefinita della testualità. Per il Secchieri la nozione di testualità è di tipo relazionale, perché inscindibile dall'intervento del lettore. Se la metodologia è la parte applicativa della teoria, secondo Secchieri l'itinerario si configura in un tentativo di adesione e di corrispondenza della critica al suo oggetto attraverso dettagli, margini, periferie del testo isolabili con gli strumenti di una lettura preferibilmente microanalitica, comunque esente dagli equivoci dell'approccio critico tradizionale: un approccio da evitare, giacché riduttivistico rispetto al testo, protagonistico da parte del critico medesimo e teso a perpetuare il malinteso originario della funzione specifica del segno letterario, impropriamente omologato al sostrato comunicativo-linguistico che l'opera letteraria puntualmente trascende nel divenire delle proprie strategie compositive.

Monica Farnetti: La critica di 'genere'

Lemma dalle numerose accezioni tecniche, il 'genere' è qui assunto preliminarmente in senso grammaticale, per riallacciarsi alla lezione di Virginia Woolf e di Simone De Beauvoir, convergente nel rifiuto di una definizione automatica e piuttosto incline a configurare il passaggio da 'sesso' a 'genere' quale obbiettivo di un'opera di ricostruzione del soggetto femminile. Tra il modello americano (sociologico) e quello francese (filosofico) i presupposti teorici della critica di genere sembrano travalicare, sottolinea la Farnetti, persino il corpus dei classici della letteratura femminile, non prendendo le mosse dall'oggetto (o testo), ma dal soggetto (o contesto, o meglio, precisa la Farnetti, da un' intelligenza contestuale). Con riferimenti ai contributi di Maria Zambrano, di Hannah Arendt e di Edith Stein, la Farnetti conclude che la necessità di immedesimazione nella critica di 'genere' non nasce quindi da una debolezza, ma dal fatto che la dimensione del femminile non pre-esiste a quella della scrittura-lettura.

Giorgio Rimondi: Critica e interdisciplinarità

All'immagine dell' arbor scientiarum come metafora dell'unità del sapere la cultura contemporanea contrappone l'immagine aperta di un paesaggio, inteso come luogo di abbattimento delle barriere tassonomiche e di mescolamento dei codici, in cui prevale un orientamento – secondo la definizione del Rimondi – neobarocco che utilizza l'estetica come una semiotica. Conoscenza e piacere dell'esplorazione determinano un interscambio di approcci disciplinari eterogenei, ora disorientanti ora appaganti, in virtù della risposta alla petizione di desiderio a monte del nomadismo fortemente decentrato in cui si configura l'eclettismo della critica letteraria attuale. In un paesaggio in cui ciascuno ha diritto a prendere parola come soggetto del discorso, il fare – ammonisce il Rimondi – presuppone sempre il disfare, al livello sia linguistico sia di costruzione di canoni di valori storico-letterari necessariamente obliqui. Anche per questo – conclude il Rimondi – il critico va considerato a pieno titolo autore.

Letture di Maria Pia Colonnello, scelte da Filippo Secchieri – testi di: Renato Serra, Giuseppe De Robertis, Walter Benjamin, Robert Musil, Leo Spitzer,Giacomo Debenedetti, Gianfranco Contini, Maurice Blanchot, Michail Bachtin, Jacques Derrida, Peter Szondi, Gérard Genette, Julia Kristeva, Roland Barthes, Jean-Pierre Richard, Wolfgang Iser, Stanley Fish, Viktor Sklovskij, Peter Bichsel, Harold Bloom, Paul Ricoeur, Robert Alter, George Steiner,Umberto Eco, Vittorio Spinazzola, Cesare Segre, Lubomir Dolezel.

- Abstracts delle lezioni del 3 ottobre (a cura di A.Scarsella)

Lezione di Ilaria Crotti: Lettore reale, lettore ideale

Commentando l'episodio dantesco di Francesca (Inf. V) e un lungo brano della Recherche di Marcel Proust, Ilaria Crotti avvia una riflessione sul rapporto tra lettura ed esperienza, che da Dante a Proust risulta rovesciato: la 3vera realtà2 coincide per Proust con il momento onirico della lettura. Ma sia Francesca che il protagonista della Recherche sono, in epoche distanti della storia letteraria, entrambi lettori 3ideali2, ovvero direttamente dipendenti dalla strategia dell'autore. Non c1è autore tuttavia che – suggerisce la Crotti – non abbia inserito nel suo testo un personaggio-lettore, che è dunque il soggetto sul quale esiste una documentazione immensa e che può e che deve essere studiato. Al contrario, designando tutti i lettori effettivi di un1opera, il lettore 3reale2 può essere ognuno. Ma osservando le proprie personali esperienze di lettori si deve ammettere, prima di qualsiasi teorizzazione, che la 3realtà2 della lettura si configura problematica, imprevedibile e sfuggente. Lezione di Gilberto Pizzamiglio: Lettura dei classici nel momento attuale Secondo Pizzamiglio la lettura dei classici è in crisi nella misura in cui è venuta meno la mediazione pedagogica della scuola. La resistenza dello zoccolo duro dei classici antichi e moderni risultava comunque legittimata dall'opinione generalmente condivisa e tale da confermare la necessità di leggere i classici. Prevalente appare invece attualmente l'opinione contraria, mentre l'editoria specializzata in collane di classici fornisce delle indicazioni eloquenti in rapporto, per esempio, alla persistente motivazione scolastica che impone la ristampa di edizioni di Manzoni e di Ungaretti. Citando in proposito il sonetto foscoliano del 1898 Per la sentenza capitale ecc., secondo Pizzamiglio da una parte la caduta della conoscenza della lingua latina, dall'altra la recente riforma dei corsi di laurea (che ha attribuito allo studio della letteratura italiana un forte ridimensionamento), decretano la sentenza di morte per il patrimonio del passato, al quale non è possibile accostarsi (sia pure a ritroso, come propone Branca, risalendo la cronologia a partire dalla contemporaneità) se non in chiave formativa e di coscienza di civiltà.

Lezione di Tiziana Agostini: Nuovi temi della narrazione

Di fronte all'inflazione della comunicazione letteraria, occorre insistere – osserva preliminarmente la Agostini – sulle funzioni di selezione della critica intesa come riflessione designata ad oltrepassare la contingenza. Da questa esigenza è improntata l'ampia ricostruzione tracciata a partire dal 1963, anno in cui la Neoavanguardia mette in crisi la narrativa, che sembra trovare rifugio in territorio veneto (dove nello stesso anno escono Le furie di Piovene, Libera nos a malo di Meneghello e Il male oscuro di Berto). Nel panorama attuale, caratterizzato tuttora dall'influenza differenziata e contrapposta, nel complesso però costante di Pasolini e Morante da un lato, di Calvino e di Eco dall'altro, ma anche dal crescente abbandono dei codici tradizionali della letterarietà, conclude la Agostini, non si può ancora indicare un1opera che invece resti, assurgendo a modello al di sopra delle altre.

Lezione di Cesare De Michelis: Letteratura come testimonianza

Mentre il romanzo ottocentesco avrebbe gestito le dinamiche della modernizzazione in atto conciliando, anche attraverso lo stereotipo del 'lieto fine', la dialettica tra oblio e memoria, tra tradizione e innovazione, la letteratura del Novecento si configura, dalla memorialistica della Prima Guerra Mondiale in avanti, come testimonianza dell'orrore. Questa forma risulterà caratteristica della narrativa di tutto il secolo, anche quando esplorerà inferni privati e personali, come quello della follia, oltre che quelli collettivi dell'olocausto, del gulag e così via. Il Novecento, conclude De Michelis, si chiude invece con Il nome della rosa di Eco, opera che è già al di qua dell'olocausto e che nel 1980 avvia la tendenza di un kitsch letterario costituito da pezzi riciclati e, fortunatamente, 'biodegradabili', ovvero destinati sì al consumo, ma anche a non lasciare alcun deposito inquinante di possibile significato.

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

Dear Correspondents:

My website has been published and you are welcome to visit (( -: It has

useful info on places, projects, and publications.

Click on http://www.geocities.com/serenaserena2000

Comments and suggestions are welcome (( - :

Thank you!!!

Serena

Serena Anderlini-D'Onofrio, Ph.D.

Associate Professor, Department of Humanities

University of Puerto Rico, Mayaguez, 00681-9264 (USA)

E-mail serena@coqui.net, Home Phone (787) 851 0641

Web Presence www.geocities.com/serenaserena2000

<http://www.geocities.com/serenaserena2000>

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

Gentili Signori/Dear Sirs,

Il nuovo catalogo dello Studio Bibliografico Marini (Catalogo n.22, Inverno

2000) è in rete. / The new catalogue of the Studio Bibliografico Marini

(Catalogue n. 22, Winter 2000) is on line.

Nel catalogo oltre ai tradizionali argomenti dello studio, figurano una

sezione particolare dedicata alla NEO AVANGUARDIA ITALIANA del "GRUPPO 63"

ed una ampia selezione di libri di e su Ezra POUND.

Besides the traditional subjects of the Studio, in the new Catalog there

are:

-a sector devoted to the last ITALIAN AVANT-GARDE, "IL GRUPPO 63";

-a large seletion of books on and by EZRA POUND (inside the International

Literature sector).

To receive print Catalogues, please ask to: marini@pangeanet.it

Richiedere il Catalogo su carta a: marini@pangeanet.it

Thank you for visit our Web/Grazie per una visita al nostro Web:

http://www.pangeanet.it/marini

Regards/Saluti

Renzo Marini

------------------------------------------------------

STUDIO BIBLIOGRAFICO MARINI

(Antiquarian Bookseller - Member of ALAI and ILAB)

Via Bari 373

70010 VALENZANO BA - Italy

E-MAIL: marini@pangeanet.it

web:http://www.pangeanet.it/marini

P. IVA 04312610720

Tel +39-80-4673670 - Fax +39-80-4673768

-------------------------------------------------------

_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/_/

Reti Medievali

Iniziative on line per gli studi medievistici

www.retimedievali.it

------------------------------------------------------------------------

Materiali immessi dal 1 al 31 ottobre 2000

New entries 2000, October 1-31

------------------------------------------------------------------------

RM Novità

Reti Medievali è tra gli organizzatori di:

Medium-evo. Gli studi medievali e il mutamento digitale

I workshop nazionale di studi medievali e cultura digitale. Firenze, 21-22

giugno 2001

<http://www.storia.unifi.it/_PIM/medium-evo/>

L'incontro non intende essere l'ennesima replica ideologica sulle

possibilità applicative dell'informatica agli studi storici, né tantomeno

una rassegna illustrativa di realizzazioni digitali, bensì un'occasione di

riflessione collettiva – in forma di workshop – su alcuni elementi della

tradizione disciplinare e sui mutamenti in atto e potenziali nelle

metodologie e nelle pratiche della ricerca.

Saranno oggetto specifico di discussione i seguenti temi:

  • La documentazione e le edizioni critiche
  • Le riviste e l'editoria digitale
  • La saggistica e le forme del testo
  • Gli strumenti di reference e i repertori delle risorse

------------------------------------------------------------------------

RM Biblioteca

  • Scaffale
  • A. Barbero Vassalli, nobili e cavalieri fra città e campagna

Santi laici e guerrieri

La venalità degli uffici nello stato sabaudo

Liberti, raccomandati, vassalli. Le clientele nell'età di Carlo Magno

  • F. Bougard

Trésors et mobilia italiens du haut Moyen Âge

  • E. Della Bella

La politica fiscale di Bologna

  • R. Dondarini

Profilo storico sul ruolo di Bazzano

La politica fiscale di Bologna

Statuti italiani e statuti bolognesi

Sinergie culturali e creative per un approdo all'insula gesuitica

I monaci e la città nel medioevo italiano

  • P. Guglielmotti

Territori senza città

Certosini in Piemonte: una innovazione circoscritta

Comunità di villaggio e comunità di valle nelle Alpi Occidentali

Unità e divisione del territorio della Valsesia

Un luogo, una famiglia e il loro "incontro": Orba e i Trotti

  • G. Noyé

Villes, économie et société dans la province de Bruttium-Lucanie

I centri del Bruzio dal IV al VI secolo

La Calabre entre Byzantins, Sarrasins et Normands

------------------------------------------------------------------------

RM Calendario

  • Il Calendario è stato aggiornato con le segnalazioni di recensioni dei

volumi di atti di convegni apparse in numerose riviste e quelle di molti

nuovi incontri per l'anno 2000.

------------------------------------------------------------------------

RM Rivista

  • Atti
  • Medium-evo. Gli studi medievali e il mutamento digitale
  • Il dossier documentario del gruppo familiare di Totone di Campione
  • Materiali * B. Frale, Archivium audientiarum processus contra Ordinem Militiae

Templi

  • Schedario * O.G. Oexle, Paradigmi del sociale. Adalberone di Laon e la società

tripartita

  • Studi in onore di Giosuè Musca