Notizie brevi 48

[16-9-1998]

SOMMARIO

1) L. Fontanella e A. Jeannet: Ricordo di Gian-Paolo Biasin

2) Libro su Bufalino

3) Posto di lavoro per un Romanista a Friburgo (Germania)

4) Intermezzo.... musicale

5) Premio di poesia Tivoli-Europa Giovani

6) Posto di lavoro: capo dipartimento

7) Nuova traduzione in spagnolo dei Canti di Leopardi

8) Rivista "Narrativa": L'Africa e l'Italia contemporanea


La morte di Gian Paolo Biasin avvenuta domenica scorsa (23 agosto 1998), morte, per chi conosceva Biasin, temuta, “aspettata” (era gravemente ammalato di cancro), ma sempre esorcizzata, sia per l’affetto che ci legava a Gian Paolo, sia perché egli stesso con il suo vivido ingegno, lucido fino alla fine, contribuiva a stornarla, mi ha molto scosso lasciandomi una profonda amarezza. Biasin aveva da non molto passato i sessant’anni (era nato il 7 novembre 1933), ed era docente di lingua e letteratura italiana all’università di Berkeley. Con lui scompare uno dei più validi italianisti d’America e uno dei più fini studiosi di letteratura italiana moderna e comparata. Quello che segue è un ricordo personale di un amico, che è stato anche un assiduo interlocutore intellettuale, e mi fa piacere dedicare questo scritto a sua moglie Rita.

Biasin era di origine emiliana (Sassuolo) ed era approdato a Berkeley dopo aver insegnato nelle università di Cornell, New York State, e di Austin, Texas. Uomo di grande fascino oratorio, e dalla personalità gioviale e brillante, Biasin si portava addosso una sua eleganza naturale che riusciva a trasferire anche nei suoi scritti e nei suoi rapporti professionali.

Come sempre succede in questi casi, il pensiero corre indietro nel tempo, fino ad arrivare ai miei anni harvardiani (1978-1981), allorché conobbi per la prima volta Gian Paolo attraverso la rivista “Paragone” a cui entrambi collaboravamo. Biasin vi aveva pubblicato un bellissimo saggio sul romanticismo con riferimenti testuali a Foscolo e a Leopardi, saggio poi confluito in <italic>Icone italiane</italic> (Bulzoni, 1983), libro assai acuminato sul piano critico e teorico: dallo strutturalismo di Jiurij Lotman alla semiotica di Eco e alla critica filologica di Raimondi (dell’opera di Ezio Raimondi Biasin fu costante frequentatore ed estimatore), attraversando testi esemplari che vanno dai romantici a Verga, Tomasi di Lampedusa, Italo Calvino; con una volontà di ricerca dell’intertestualità e dell’interdisciplinarietà che hanno sempre fatto da base al lavoro critico di Gian Paolo. Un libro, se si vuole, prettamente “culturale”, se si pensa che il ruolo centrale della letteratura viene riconfermato anche nei rapporti con altre forme di attività umana quali la pittura, la scienza, la musica. Ricordo, per quest’ultima disciplina, un altro libro di Biasin assai affacinante sui rapporti di Montale (poeta assai amato da Biasin), la musica e il modernismo (<italic>Montale, Debussy, and Modernism</italic>, Princeton University Press, 1989).

Due anni dopo l’uscita di <italic>Icone italiane</italic> Biasin venne a Stony Brook, nella cui università aveva un altro sodale e sincero ammiratore: Mario Mignone, <italic>editor </italic>di “Forum Italicum”, rivista per la quale Biasin è stato una delle colonne portanti. A Stony Brook Gian Paolo parlò di Federigo Tozzi, nell’ambito di un convegno internazionale teso a far conoscere meglio questo importante narratore italiano, morto in età precoce a 37 anni (1920) che, con Svevo e Pirandello, la critica oggi ritiene alla base del romanzo italiano di questo secolo. La relazione di Biasin s’intitolava <italic>La malattia mortale e l’intensità creatrice</italic>, titolo che rimanda a una precedente, più densa e articolata ricerca biasiniana culminata nel volume <italic>Literary Diseases</italic> (University of Texas Press, 1975, poi uscito anche in Italia presso Bompiani). Ricordo come fosse ieri la lucida e brillante esposizione di Gian Paolo, ricca di riferimenti intertestuali e comparatistici che andavano da Baudelaire a Kafka, da Magris a T.S.Eliot. Se qualcuno volesse andarsi a leggere questo scritto potrà farlo sfogliando il volume che raccolse gli Atti di quel convegno (<italic>Tozzi in America</italic>, Bulzoni, 1986). Quei due giorni trascorsi da Biasin a Stony Brook (18-20 aprile 1985) mi permisero di conoscere meglio l’amico, che sentivo spesso per telefono anche per il lavoro editoriale da lui svolto per “Gradiva” (Biasin faceva parte del comitato direttivo), e le sue qualità umane, sempre improntate a una civilissima cordialità e correttezza, non disgiunta da una sottile ironia di sveviana memoria, che Biasin nutriva anche coi suoi umori romagnoli.

Molte altre volte avrei poi rivisto Biasin, specialmente in occasione di convegni: dopotutto la vita di un vero studioso non è quella di uscire dalle proprie “sudate carte” - a parte l’insegnamento - per recarsi a convegni o dibattiti intellettuali nei quali egli è chiamato periodicamente a esprimere il suo punto di vista? Di queste “occasioni” (uso di proposito questo termine montaliano) legate a convegni, vorrei ricordare almeno due, prescindendo da quelle annuali legate all’AAIS (American Association of Italian Studies), di cui Biasin è stato fra l’altro presidente onorario. La prima nell’autunno dell’89 a Berkeley, in occasione dell’ottimo convegno da lui diretto su Ungaretti; la seconda a Princeton, nel ‘91, nell’ambito del convegno internazionale su Primo Levi, organizzato da Pietro Frassica, e che vide il concorso di tanti illustri studiosi e scrittori: a cominciare dall’editore Giulio Einaudi, a Cesare Segre, Gina Lagorio, Franco Ferrucci, Cesare Cases, e tanti altri fra cui, appunto, Gian Paolo Biasin.

Non posso, a chiusura di questa mia necessariamente schematica testimonianza, non ricordare un suo più recente volume: <italic>I sapori della modernità </italic>(Il Mulino, 1991, poi uscito anche per i tipi della Princeton University Press); volume “gustosissimo” - è il caso di dirlo - nel quale Gian Paolo si occupa di cibo e letteratura; luogo ambiguo, per dirla con lo stesso autore, di due oralità - quella che articola il linguaggio, e quella che soddsfa un bisogno primario - è la bocca stessa dell’uomo a porre in una relazione inscindibile gastronomia e letteratura, cibi e parole, sapori e saperi. Un libro che fra l’altro conferma la natura interdisciplinare della ricerca biasiniana che, chi vi scrive questa nota, recensi' sulle pagine del giornale "America Oggi" del 12 settembre 1993.

E non posso, altresì, non ricordare e apprezzare, essendo lui già malato ma sempre intellettualmente lucidissimo, la sua recente, generosa disponibilità nei miei riguardi, nello stendere il “soffietto” editoriale sulla quarta di copertina del mio romanzo <italic>Hot Dog</italic>, uscito pochi mesi fa in edizione inglese, che a Gian Paolo tanto era piaciuto. Chiedo scusa di questa personalissima annotazione.

Mi piace concludere questo ricordo riprendendo alcune toccanti parole di un suo collega, Steven Botterill, che ha dato pochi giorni fa il triste annuncio della sua scomparsa in “Lettere Italiane” :“His outstanding achievements as scholar, teacher, and colleague, the warmth and generosity of his character, and the steadfastness of his friendship, will keep him alive in the hearts of all who kew him”. Sì, caro Gian Paolo, nei nostri cuori ti ricorderemo proprio così, con la tua generosità intellettuale, la costanza della tua amicizia, e la tua parola ornata.

LUIGI FONTANELLA

_________________

The passing of Gian Paolo Biasin is a sad event for all Italianists. He was

an excellent scholar, but in addition he was a generous colleague and a

life-loving human being. His presence will be missed at our professional

gatherings, which he made more stimulating and pleasurable.

Angela M. Jeannet

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Segnalo l'uscita del volume miscellaneo "Simile a un colombo viaggiatore. Per Bufalino" a cura di Nunzio Zago, Pubblicato dall'editore Salarchi immagini, di Comiso. Il libro e' un primo omaggio di amici e studiosi alla memoria del grande scrittore di comiso scomparso nel 1996. Il volume, arricchito da una copertina di Piero Guccione e da belle immagini fotografiche, comprende contributi di Dario Voltolini, Massimo Onofri, Matteo Collura, Nino De Vita, Angelo Scandurra, Gianni Cascone, Aldo Scime', Giuseppe Digiacomo, Giorgio Calcagno, Francesca Caputo, Giuseppe Traina, Ernestina Pellegrini, Ricciarda Ricorda, Nunzio Zago, Giuseppe Pitrolo, Federica Timeto, Antonio Zollino, Annunziata Messina, Nino Genovese, Paolo M. Sipala, DinoÊ Barone. Il libro riporta inoltre la piu' completa Bibliografia degli scritti di Bufalino, curata da Giovanni Iemulo. Il libro e' in vendita a L. 25.000 e puo' essere richiesto alle edizioni Salarchi immagini, via Gioberti 41, 97013 Comiso (RG). Grazie e cordiali saluti Giuseppe Traina

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Am Romanischen Seminar der Universität Freiburg ist ab 1.10.98 eine

wiss. Ass.-Stelle für Romanische Sprachwissenschaft zu besetzen.

Voraussetzung: Promotion

Befristung: 3 Jahre, Verlängerung um weitere 3 Jahre möglich

Bewerbungen bis 10.9. an

Prof. Dr. Hans-Martin Gauger, Romanisches Seminar der Universität

Freiburg, Werthmannplatz 3, 79085 Freiburg. -

Quelle: "DIE ZEIT" vom 6.8.98, S. 63

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Questo annuncio e' un po' fuori posto, ma mi e' stato spedito da un nostro collega e forse puo' interessare qualcuno. Un intermezzo..... musicale!

FONDAZIONE MARCO FODELLA

QUARTO CICLO DI CONCERTI

Caratteri e Visioni

Tiorba e clavicembalo fra toccate, canzoni e ostinati

Giovanni Girolamo Kapsberger (Venezia ca. 1580 - Roma 1651)

Girolamo Frescobaldi (1583-1643)

Tiziano Bagnati tiorba Ottavio Dantone clavicembalo e organo

Milano giovedì 8 ottobre 1998 ore 21 Basilica di San Marco, Sacrestia

Monumentale

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Lautengalanterie

Musica per liuto tedesca del tardo Barocco

Bernhard Joachim Hagen (1720-1787) Sylvius Leopold Weiss (1686-1750)

Robert Barto liuto barocco

Milano giovedì 15 ottobre 1998 ore 21 Basilica di San Marco, Sacrestia

Monumentale

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Diporti di Euterpe

overo Cantate & Ariette a Voce Sola, Opera Settima, Venezia 1659

Barbara Strozzi (1619 - ca. 1664)

Emanuela Galli soprano

Ensemble Galilei Paul Beier direttore

Richard Savino, Franklin Lei, Fulvio Garlaschi chitarre barocche

Paul Beier, Maurizio Martelli, Gabriele Palomba, Franco Pavan tiorbe

Fabio Bonizzoni organo

Firenze giovedì 22 ottobre 1998 ore 21 Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento

in collaborazione con Assessorato alla Cultura del Comune di Firenze

ingresso libero

Milano venerdì 23 ottobre 1998 ore 21 Basilica di San Marco, Sacrestia

Monumentale

Venezia sabato 24 ottobre 1998 ore 17 Fondazione Giorgio Cini, Sala degli Arazzi

nell'ambito del ciclo Civiltà Musicale Veneziana del Teatro La Fenice

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Opere per liuto

Johann Sebastian Bach (1685 - 1750)

Paul Beier liuto barocco

Roma sabato 14 novembre 1998 ore 21 Chiesa di S. Prisca sull'Aventino

nell'ambito del ciclo Una Stagione Italiana del Centro Italiano di Musica Antica

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Itinerario musicale nell'Europa barocca

Musiche edite e inedite del XVIII secolo

Orchestra Barocca Europea di Barbaste

con Amsterdam Conservatorium e Civica Scuola di Musica di Milano

Lot-et-Garonne, Parigi, Amsterdam 13-17 novembre 1998

per date e luoghi precisi di questi concerti tel 0033 5 5369 4444

Milano giovedì 19 novembre 1998 ore 21 Chiesa di S. Fedele

con l'aiuto del Consiglio Generale del dipartimento di Lot-et-Garonne

ingresso libero

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Biglietti L. 20.000 (ridotti 15.000) nei giorni e luoghi dei concerti e

attraverso il circuito Biglietto Elettronico (prevendita L. 3.000)

dall'Italia tel 147 882211 (uno scatto telefonico) o dall'estero tel +39 06

3265 8010 (tariffa internazionale). A Milano i biglietti si possono

acquistare anche da Buscemi Dischi o Stradivarius Dischi

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L'incasso del concerto di Venezia sarà devoluto alla Fondazione Benedetta

D'Intino istituita a difesa dei bambini vittime di maltrattamenti e di

bambini portatori di handicap

Il programma eseguito dall'Ensemble Galilei è inciso nel CD pubblicato in

quest'occasione dalla casa discografica Stradivarius

Borse di studio della Fondazione Marco Fodella

per la Civica Scuola di Musica di Milano

La Fondazione, istituita nel ricordo di Marco, giovane liutista e

musicologo, ha lo scopo di continuare nel suo nome le attività culturali,

sociali e umanitarie che ne hanno caratterizzato l'intensa vita

Per promuovere la conoscenza della musica antica, la Fondazione istituisce

borse di studio annuali per i corsi di liuto, altri strumenti e canto della

Civica Scuola di Musica di Milano, Sezione di Musica Antica. Le borse

comprendono l'iscrizione alla Civica Scuola di Musica e l'alloggio in

stanza doppia o singola

Le domande devono essere presentate entro il 31 marzo di ogni anno mentre

la borsa decorre da ottobre dello stesso anno

Il bando in italiano e in inglese è disponibile scrivendo a:

Civica Scuola di Musica di Milano - Sezione di Musica Antica

Via Stilicone 36, 20154 Milano fax (+39) 02 331 5697

  • ****

Attraverso i concerti la Fondazione Marco Fodella si propone di far meglio

conoscere le borse che ha istituito per lo studio di strumenti antichi

presso la Civica Scuola di Musica di Milano e di creare legami tra

istituzioni che si impegnano a diffondere la grande musica barocca e

rinascimentale

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Il 22 luglio 1998 nel Teatro Greco di Villa Adriana a Tivoli si è tenuta la

premiazione della prima edizione del "Premio di Poesia Tivoli- Europa

Giovani" dedicato ai poeti sotto i 35 anni che abbiano pubblicato un volume

di poesia nell'anno solare precedente. La prima edizione è stata vinta dal

poeta galiziano Miro Villar, che scrive in gallego. Il Premio e' unico e

consiste in una somma di 30 (trenta) milioni: la meta' va al vincitore,

l'altra e' devoluta al restauro di un bene culturale che si trovi in uno dei

quei paesi dell'Europa colpiti recentemente dalla guerra. Quest'anno la

giuria ha deciso di assegnare la somma all'Università di Elbasan in Albania

come contributo per restaurare la sua Biblioteca. La giuria del Premio e'

composta da una corona allargata di consulenti per ogni area linguistica

europea, dal Portogallo agli Urali, tenendo conto delle lingue di minoranza

(da Giulia Lanciani a Jacqueline Risset, da Predrag Matvejevic a Nigel S.

Thompson).

Essi effettuano la prima selezione e segnalano e traducono in italiano i

testi a loro giudizio piu' meritevoli. Su questa selezione lavora la giuria

finale, cosi' composta: Presidente, Tullio De Mauro, componenti; Filippo

Bettini (Vicepresidente), Alcibiade Boratto, Vincenzo Cerami, Ludovico

Gatto, Armando Gnisci (coordinatore scientifico), Mario Lunetta, Giuliano

Manacorda, Roberto Piperno e Alberto Scarponi.

L'editore Meltemi di Roma ha pubblicato il volume, "Il cammino di Santiago",

che contiene tre poesie del vincitore tradotte in italiano, portoghese e

spagnolo da Giulia Lanciani, francese da Jacqueline Risset, inglese da

Silvia Bertoni e Aiden Feerick, tedesco da Nora Moll, serbo-croato da Sinan

Gudzevic, russo da Maria Carella e albanese da Blerina Suta. Il volume,

intitolato quest'anno in onore del vincitore gallego di Santiago de

Compostela, contiene inoltre un testo (in lingua originale e in traduzione

italiana a fronte) dei poeti finalisti: Don Paterson (Scozia), Durs Grunbein

e Ulrike Draesner (Germania), Antonis Elefteriotis (Grecia), Vincent Nacher

(Catalogna), Rafa Villar (Galizia), Paulo Teixteira (Portogallo), Tatiana

Vinogradova (Russia), Luisa Castro (Spagna), Lavinia Greenlaw (Inghilterra),

Flutur Acka (Albania), Senadin Musabegovic (Bosnia), Oscarine Bosquet

(Francia).

Per informazioni, scrivere a

<<gnisci@axrma.uniroma1.it>

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DEPARTMENT HEAD

DEPARTMENT OF SPANISH, FRENCH, ITALIAN, and PORTUGUESE

UNIVERSITY OF ILLINOIS AT CHICAGO

The Department of Spanish, French, Italian, and Portuguese at

the University of Illinois at Chicago invites applications for

the position of Head.

Located in the heart of Chicago, UIC is a Research I

university serving one of the nation's most diverse student

populations with a total size of approximately 24,000. The

Department has a full-time faculty of 25. It oversees the

teaching of introductory and advanced language and literature

courses. It offers the BA degree in Spanish, MA and Ph.D.

degrees in Hispanic Studies (with literature and linguistics

tracks), BA and MA degrees in French, and the BA degree in

Italian. The Spanish and French sections include a graduate

student population of approximately 50 students.

The Department Head is the chief administrative officer with

responsibilities for the instructional programs of the

Department, administrative, budgetary, and promotion decisions,

and leadership in research, teaching, and public service.

Candidates should present a strong research record, and evidence

of successful administrative experience as well as the ability

to operate effectively in a collegial environment. The

successful candidate will have an earned doctorate and be

eligible for appointment at the rank of full professor. The

field of research and teaching specialization is open. The

position is available as of August 21, 1999.

For fullest consideration, applications should be received by

November 16, 1998. The search, however, will continue until the

position is filled. Letters of application should include a full

curriculum vitae and the names, addresses, and telephone numbers

of five academic references. Applications and nominations should

be addressed to:

Dr. Anne J. Cruz

Co-Chair, Search Committee for the Head

of Spanish, French, Italian, and Portuguese

University of Illinois at Chicago

College of Liberal Arts and Sciences (m/c 228)

601 South Morgan Street

Chicago, Illinois 60607-7104

UIC is an Affirmative Action, Equal Opportunity Employer

Learn more about U of Illinois Chicago by visiting its home page.

From: The Chronicle of Higher Education, September 4, 1998

Categories: Foreign languages and literatures, Humanities,

Faculty and research positions.

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Giacomo LEOPARDI

Cantos

Edición bilingüe de María de las Nieves Muñiz Muñiz

Madrid, Cátedra, 1998, pp. 953

ISBN: 84-376-1639-5

Ediciones CATEDRA, Calle Juan Ignacio Luca de Tena, 15, c.p.: 28027

Madrid

Esta traducción de los "Cantos" de Leopardi ÷ realizada con la ayuda del

«Centro Nazionale Studi Leopardiani» y del Ministerio de Cultura español

÷, ha obtenido el premio Internacional Città di Monselice 1998, en su

modalidad Diego Valeri destinada a la traducción de la poesía de

Leopardi en lengua extranjera. Fruto de doce años de trabajo, la edición

comprende un aparato de 500 páginas que pretende garantizar la

comprensión exacta y profunda del texto, tejer una red de concondarcias

internas en el cuerpo de los "Cantos", explicitar las variantes más

significativas, fijar e interpretar el uso de las fuentes, establecer

concordancias conceptuales o formales con otras obras de Leopardi,

establecer los nexos internos de cada canto y compensar, en fin, la

inevitable fragmentación del aparato anteponiendo una nota introductoria

que ofrece una visión global y una ficha filológica y métrica.

LILILILILILILILILILILILILILILILILILILILI

Le numero 14 de 'Narrativa' [Publication du Centre de Recherches italiennes

de Pari X-Nanterre, Seminaire sur Le roman italien contemporaine, Directeur

de publication: Marie-Helene Caspar] vient de paraitre. Ce numero est

entierement consacre a: 'L'Africa e l'Italia contemporanea: miti,

propaganda, realta'.

Table des matieres:

Ch. Brun-Moschetti, 'Una riflessione sulla letteratura coloniale italiana';

E.R. Laforgia, 'Il mito dell'esploratore. Dall'Africa alla letteratura';

Ch. Brun-Moschetti, 'L'Afrique entre mensonges et sortileges a travers

quelques pages de litterature coloniale italienne. Mort et transfiguration

d'un explorateur italien: Vittorio Bottego'; M. Botto, 'Due italiani nel

Rif. L'Africa nella Letteratura industriale da De Amicis a Salgari'; E.

Guagnini, 'Italiani in Africa da Scarfoglio a Celati. Alcune linee per un

bilancio'; G. Vergani, 'Orio e l'Africa'; D. Aristodemo, 'Ai margini della

guerra d'Etiopia. Le lettere all'Usignuolo del Canale [1935-1936]'; F.

Petrocchi, 'L'Africa coloniale negli scritti di viaggio di Emilio Cecchi

[1937 e 1939]'; E.R. Laforgia, 'Gli scritti africani di Malaparte'; M.-H.

Caspar, 'Vergani, Malaparte e Buzzati corrispondenti del Corriere della

Sera in Etiopia [1937-1940]'; E. Mattiato, 'Le recours au mythe dans les

articles africains de Dino Buzzati [1939-1940]'; M. Nota, 'Tra esperienza

del vuoto e esperienza di guerra: Il deserto della Libia di M. Tobino'; G.

Gargiulo, 'Hic non sunt leones: la guerra d'Etiopia [1935-1936] tra mito

coloniale e coscienza di un errore in Ennio Flaiano'; G. Pintorno,

'Canzonette come politica'; B. Legouez, 'L'Africa di Erminia Dell'Oro'.

Prix unitaire de 100 Frs.

Bon de commande et cheque a adresser a: PUBLIDIX, Universite de Paris X,

200 Avenue de la Republique, 92001 NANTERRE Cedex