Terze Pagine (10)

[18-3-1998]

Alcuni articoli che riguardano il premio Nobel e i Lincei

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Corriere della Sera (c)

Domenica, 15 Marzo 1998

Polemica tra i giurati di Stoccolma e la prestigiosa istituzione italiana, che per anni ha provato a candidare il poeta Mario Luzi

I Lincei non proporranno piu' il Nobel

Clamorosa protesta dopo il premio a Fo: "Il nostro parere ormai era inutile"

Cesare Medail

MILANO - Le polemiche sul Nobel a Dario Fo sono come gli esami di Eduardo: non finiscono mai. Non sono passati cinque mesi da quando gli accademici di Svezia spiazzarono l'intero mondo delle lettere premiando l'attore, che il caso Fo ridiventa pomo della discordia.

In Italia, l'Accademia nazionale dei Lincei e' l'unica istituzione ufficiale a cui spetta l'onore di proporre il nome dello scrittore piu' meritevole del Nobel letterario; quest'anno, pero', non segnalera' alcun nominativo. La presa di posizione risale a un mese e mezzo fa, ma la notizia si e' avuta soltanto ora: la decisione e' stata presa quasi all'unanimita' dal consesso accademico, con l'eccezione di alcuni astenuti.

Una scelta polemica nei confronti del Nobel a Dario Fo? Non direttamente. Il rifiuto di avanzare candidature appare semmai come un gesto di solidarieta' verso Mario Luzi il cui nome ricorre da anni fra i papabili ad ogni scadenza del Nobel.

Da ben sette anni l'Accademia dei Lincei, rispondendo alla richiesta di Stoccolma aveva candidato senza successo il grande poeta fiorentino. Cosi', il Nobel letterario era finito a scrittori di altri Paesi: quando finalmente, 22 anni dopo Eugenio Montale, e' arrivato il turno del'Italia, la reiterata indicazione dei Lincei non e' stata presa in considerazione. Ignorato ancora Luzi, il prescelto e' stato Dario Fo. Cosi', quando lo scorso gennaio e' arrivata da Stoccolma la richiesta di una segnalazione per il 1998, i Lincei ha espresso il proprio disappunto con la rinuncia. La scelta del Nobel avviene a insindacabile giudizio dell'Accademia di Svezia che non e' tenuta a rispettare alcuna indicazione; e spesso i giurati hanno colto tutti di sorpresa scegliendo nomi semisconosciuti presso la societa' letteraria, anche perche' i nominativi non vengono richiesti solo a accademie o a istituzioni piu' o meno uffiicali, ma anche a critici, letterati, esperti dei Paesi piu' vari.

Stavolta, pero', la nostra prestigiosa Accademia ha preso cappello. E lo storico della lingua italiana Ignazio Baldelli, vice presidente dei Lincei, ha spiegato: "Per alcuni anni abbiamo indicato agli svedesi Mario Luzi, ma questa nostra segnalazione non e' stata tenuta in conto. Cosi', abbiamo preso atto dell'inutilita' di un parere richiesto e disatteso: di qui la decisione di fare piu' segnalazioni".

Il rifiuto dei Lincei trova diversa accoglienza nel mondo letterario. Pur ritenendolo "abbastanza irrilevante" per gli effetti che puo' avere sui criteri di scelta del Nobel, lo storico della letteratura Giulio Ferroni trova il gesto "giustificato". "L'Accademia dei Lincei - afferma - si e' fatta espressione della sorpresa, del malumore (per me giustificati) che il Nobel a Fo ha prodotto in certi settori della cultura italiana. Quel che trovo assurdo, pero', e' il metodo delle segnalazioni da parte di organizzazioni diverse: e' un sistema conservatore, una sorta di manuale Cencelli delle accademie che spesso non risponde ai reali valori letterari. Anche se un po' sproporzionata, la reazione dei Lincei, ha un suo fondamento".

Di parere contrario e' Maria Corti, storica della Lingua: "L'Accademia dei Lincei e' un'istituzione prestigiosa, raccoglie grandi studiosi dei vari campi, comprese le lettere, dalla filologia ai dialetti; ma non credo che tanti illustri tecnici abbiano sufficiente competenza della letteratura viva contemporanea. Per contro, hanno uno spiccato senso del proprio prestigio: quando si ha un mito quasi irrazionale della propria auctoritas, e' facile sentirsi offesi e reagire di conseguenza. Spero che col nuovo presidente, Edoardo Vesentini, arrivi aria fresca". Proprio Vesentini, matematico ed ex senatore della sinistra indipendente, lo scorso dicembre, aveva dichiarato al "Corriere" che Fo sarebbe potuto diventare anche socio dei Lincei: "Formalmente nulla lo vieta. Il punto e' che l'Accademia non ha spazi per i musicisti, i narratori, i pittori, i registi. Se qualcuno proponesse di fare Fo accademico, non sapremmo dove metterlo".

E' comunque certo che il rifiuto non danneggera' gli scrittori italiani: prima che il Nobel ripassi da noi, potranno volerci altri vent'anni.

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Corriere della Sera (c)

Domenica, 15 Marzo 1998

MARIO LUZI

"Reazione giusta, li hanno presi sotto gamba"

MILANO - Mario Luzi, 84 anni, si impose sulla scena letteraria attorno al 1935 con raccolte poetiche esemplari dell'ermetismo fiorentino: alla fine del secolo, il suo itinerario poetico e' considerato fra i piu' ricchi e coerenti del Novecento, non soltanto italiano. Il tempo, quindi, non puo' che fargli guardare con distacco alle ripicche tra istituzioni.

"Ero all'oscuro della decisione dell'Accademia - dice l'autore di Avvento notturno -. Comprendo bene, pero', che un'istituzione di quel prestigio e di quella autorita', vedendosi trascurata nelle proprie indicazioni, si senta mortificata. Non posso quindi che capire la sua reazione, dopo che si e' vista prendere sotto gamba". E a proposito della sua candidatura avanzata dai Lincei per ben sette anni, Mario Luzi, che per lungo tempo ha insegnato letteratura francese all'Universita' di Firenze, confessa: "La ripetuta indicazione del mio nome e' per me lusighiera, un atto di stima che non puo' non far piacere. C'e' pero' un altro risvolto della medaglia che mi rende meno lieto. Non e' una bella cosa che non siano maturate indicazioni alternative al mio nome: trovo triste, cioe', che in tutti questi anni non vi sia stato un altro scrittore italiano da candidare al Nobel della letteratura".

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Corriere della Sera (c)

Domenica, 15 Marzo 1998

DARIO FO

"Come bambini quando gli rubano le biglie"

MILANO - La polemica sul Nobel coglie Dario Fo in mezzo ad altre bufere che coinvolgono il suo nuovo spettacolo sul caso Sofri; ma trova l'estro per una battuta sugli accademici dei Lincei: "Dicono "non gioco piu'" come i bambini quando gli portano via una biglia". Poi aggiunge: "Allo stesso modo, dovrebbero rifiutarsi di indicare un candidato tutte le accademie straniere che non sono state ascoltate. Cosa dovrebbero fare le istituzioni delle quaranta nazioni mai premiate? Questo rifiuto mi sembra spocchiosa prepotenza".

Dario Fo ha un'ipotesi circa la decisione presa dai Lincei dopo che la loro scelta non era stata accolta proprio nell'anno in cui il Nobel andava a un italiano. "Si arrabbiano perche' sono stati loro, lo scorso anno, a mettere in giro la voce che Mario Luzi era "sotto finale", cioe' in ballottaggio per il premio: un traduttore l'aveva anche dato per sicuro vincente. Al contrario, in Svezia ho saputo direttamente che non era mai stato preso in considerazione: hanno fatto la figura di quelli che vendono la pelle dell'orso". Fo, comunque, dice di non avere pregiudizi verso i Lincei: e Franca Rame fa sapere che un professore della Normale di Pisa, Lamberto Maffei, lo ha gia' proposto come socio dell'Accademia.

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la Repubblica (c)

16 marzo '98

Lincei in guerra contro il Nobel

Agli accademici svedesi non proporranno candidati. "Il nostro nome era Luzi, ma l'hanno sempre bocciato"

Roma

L'Accademia dei Lincei non proporra' un proprio candidato al premio Nobel. La decisione, che risale alla meta' di gennaio (ma che e' stata resa nota soltanto ieri), ha un evidente contenuto polemico. Da molti anni i Lincei indicavano il nome di Mario Luzi, ma senza alcun successo. E ora, un po' indignati un po' feriti per la disattenzione che l'Accademia reale di Svezia esibisce nei loro confronti, hanno scelto di rinunciare, di non avanzare nessuna designazione.

Smentisce intenti bellicosi Ignazio Baldelli, storico della lingua e vicepresidente degli accademici di via della Lungara. Ma dal tono che ha, raggiunto al telefono, non sembra ci siano dubbi sul malumore suo e dei suoi colleghi. "Loro (i membri dell'Accademia svedese, n.d.r.) facciano quel che vogliono. Noi non proporremo nessuno. L'abbiamo fatto tante volte. Il nostro parere e' stato chiesto, ma sempre disatteso. Quest'anno non lo esprimeremo neppure".

La storia del Nobel a Luzi e' tormentatissima. Nel 1975 l'Italia si aggiudico' l'ultimo premio per la letteratura con Eugenio Montale. Poco dopo nacque la candidatura del poeta fiorentino. Gli anni passavano, pero' erano altri gli scrittori e i poeti che ricevevano il riconoscimento. Qualcuno sostenne che contro Luzi erano stati orditi complotti, che suoi avversari erano l'alta burocrazia della Farnesina, in particolare l'ufficio affari culturali, e il ministro degli esteri Emilio Colombo, che negli anni della sua permanenza a capo della diplomazia italiana avrebbe sempre perorato la causa di Albino Pierro, poeta lucano come lui. Fantaletteratura? Forse. L'assegnazione, lo scorso anno, del premio a Dario Fo non agevola per niente le ambizioni di Luzi e di tutti coloro che lo sostengono. Anzi allontana dall'Italia il riconoscimento per la letteratura, rendendo quasi superfluo, anche se di forte carica simbolica, la rinuncia dell'Accademia dei Lincei. Quando si seppe che il prescelto dagli accademici svedesi era l'autore di Mistero buffo, Luzi commento': "E' una dimostrazione di malanimo verso i letterati che erano stati proposti e in particolare verso di me. E' una manovra per tacitare l'Italia: c'e' un'intenzione antiletteraria". Ieri, commentando la notizia della rinuncia dei Lincei a indicare un candidato, Luzi ha commentato: "Mi pare una reazione di dignita' piu' che di vanita'. Per un'Accademia di cosi' grande prestigio essere ignorata per anni e' una specie di mortificazione non sopportabile". Fr.Erb.