Notizie brevi 34

[4-2-1998]

Sommario:

a) Testi gratuiti

b) Tiraboschi

c) Fo napoletano

d) Dall'Istituto di cultura di Zagabria

e) Sito Pasolini

f) Italian Culture

g) da Boll900: la poesia italiana in Francia

h) Calvino e Pasolini

i) Museo Sveviano

l) due siti su Calvino


Nel sito della Lexis (http://www.lexis.it) c'e' un programma di testi on line che si possono scaricare facilmente.

Pasquale Stoppelli


E' uscito presso la Biblioteca Estense Universitaria di Modena [Il Bulino

Edizioni d'Arte] e con il patrocinio del Ministero per i Beni Culturali

[Ufficio Centrale per i Beni librari, gli Istituti culturali e l'Editoria]

il volume collettivo 'Girolamo Tiraboschi. Miscellanea di studi', a cura di

A.R. Venturi Barbolini [pp. 270]. In esso sono compresi saggi di Umberto

Casari ['Tiraboschi ed alcuni aspetti della letteratura italiana

contemporanea'], Angelo Colombo ['Tiraboschi e il Monti tragediografo'],

Giovanni Parenti ['Tiraboschi storico della poesia umanistica'], Paolo

Golinelli ['Tiraboschi storico dell'Abbazia di Nonantola'], Franco Motta

['Copernico, i Gesuiti, le sorgenti del Nilo. Il processo Galilei nella

lettura di Girolamo Tiraboschi'], Massimo Donattini ['Una vera missione

filosofica. I viaggi nella Storia del Tiraboschi'], Laura Federzoni

['Storia e scienza dei luoghi nelle opere di Girolamo Tiraboschi'], Angelo

Spaggiari ['Girolamo Tiraboschi e la cultura archivistica nel Settecento

modenese'], Anna Rosa Venturi Barbolini ['Girolamo Tiraboschi bibliotecario

e prefetto alla Ducal Libraria nella Modena del secondo Settecento'],

Milena Ricci ['Note di antiquaria nella corrispondenza e nella

pubblicistica tiraboschiane'].

Per informazioni: Biblioteca Estense Universitaria, tel. 0039 59 222248.

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Attingo da una notizia dell'ANSA [da voi trasmessa] che Fo traduce Moliere in

napoletano.Finalmente la resa dei conti!Vediamo questo Nobel come se la cava

sul mio terreno.E gia' perche' io oltre a scrivere in napoletano sono stato

anche consulente editoriale di dialettologia presso l'istituto AVATAR DI Napoli.

Se partiamo dal presupposto che anche e soprattutto molti miei

concittadini,anche di estrazione sociale coltissima,anzi forse soprattutto

per questo,non sanno ne' scrivere ne' leggere in napoletano,voglio proprio

vedere[cercando di non essere prevenuto]come tradurra'Molier nella lingua"

napolitana " il buon Dario.

E' chiaro che il premio assegnatogli restera' comunque fuori dalla mischia.

Cia a tutti.

Luciano Somma

http://www.club.it/autori/luciano.somma

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Due manifestazioni organizzate entrambe dall' Istituto nei propri locali

A) Centenario della nascita di Toto', 15 febbraio 1898- 15 febb. 1998

Il 17 febbraio prossimo, presentazione del libro "Toto' principe clown" di Ennio Bispuri (AGE, 1997) in occasione della proiezione di un ciclo di film interpretati da Toto'.

B) L' Istituto, in collaborazione con la Facolta' di Lettere dell'Universita' di Zagabria, presenta:

20 aprile: Recital di Musica (chitarra) e Poesia di Laura Jacobbi

Prima parte: Dante- dal V Canto Inferno; Petrarca, Leopardi, Foscolo, D'Annunzio, Gozzano.

Seconda parte: Campana, Montale, Luzi, Caproni, Bigongiari, Jacobbi, Gatto, Benni

21 aprile: Marco Belpoliti: Presentazione di "Conversazioni ed interviste 63- 87 (Primo Levi)" Einaudi 1997 con una vetrina dell'Istituto dedicata alla Casa Editrice

22 aprile: Marco Belpoliti: "Calvino dopo Calvino: dai fantasmi cibernetici all' ipertesto narrativo"

23 aprile: Mario Rigoni Stern: presenta "L'anno della Vittoria", "Stagioni di Giacomo", "Storie della mia terra"

Nell'occasione e salute permettendo (infatti e' ancora da confermare) il regista Ermanno Olmi (amico e vicino di casa di Rigoni Stern) dovrebbe presentare "I Replicanti" alla Cineteca di Zagabria.

Patrizia Raveggi

Istituto Italiano di Cultura di Zagabria

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Un bel sito dedicato a Pier Paolo Pasolini si trova al seguente indirizzo:

http://www.clarence.com/home/pasolini/

Emilio Speciale

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La data per sottoporre contributi al prossimo numero di <italic>Italian Culture</italic> e' stata estesa al 15 febbraio. Contributi su qualsiasi argomento riguardante aspetti della cultura e letteratura italiana sono benvenuti, in italiano o in inglese, e devono essere accompagnati da una copia su dischetto. Il testo su dischetto deve essere "IBM compatible" e in Microsoft Word o trasformabile in Word.

Cordiali saluti,

Pier R. Baldini

Pier R. Baldini Phone: (602) 965-7783

Editor Fax: (602) 965-0135

Italian Culture

Dept. of Languages and Literatures

Arizona State University

Tempe, AZ 85287-0202

USA

email: pbaldini@asu.edu

http://www.public.asu.edu/~atpmb/bulletin1.htm

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BOLLETTINO '900 - Presentazioni / A, gennaio 1998

Bernard Simeone

La poesia italiana contemporanea in Francia (traduzione, ricezione)

Nel 1985, quando esplose in Francia la "moda" della letteratura italiana,

che condusse, nel volgere di alcuni anni, in una commistione di rigore e

di entusiasmo disordinato, alla traduzione di piu' di cento autori fino ad

allora non accessibili in lingua francese, i poeti italiani contemporanei

tradotti erano essenzialmente Ungaretti, Quasimodo (in modo piu' limitato)

e Montale. Questa scelta, indicativa e ristretta, era motivata

evidentemente dal rapporto privilegiato del primo di questi autori con la

Francia (rapporto che aveva indotto poeti importanti, come Jouve o

Jaccottet, a tradurlo gia' dalla fine degli anni Cinquanta) e dal premio

Nobel per quanto riguardava gli altri due. In misura piu' marginale, erano

state pubblicate alcune traduzioni di Umberto Saba e Sandro Penna, senza

contare la forte presenza di Pasolini, non ancora considerato, tuttavia,

un poeta.

Diversamente dagli autori di narrativa, diventati - soprattutto dal 1985

al 1990 - oggetto di una vera e propria infatuazione, e tradotti secondo

criteri talvolta esclusivamente commerciali, i poeti i cui testi non

rientravano, agli occhi degli editori francesi, nella stessa strategia di

mercato, furono tradotti in modo rigoroso, nel rispetto della cronologia e

soprattutto dei rapporti esistenti fra le loro opere. I lettori francesi

hanno percio' assistito, ad un tempo, alla pubblicazione di "voci"

isolate, ancora completamente sconosciute, cosi' come di "reti" e

corrispondenze o di movimenti poetici, legati sia ad un passato recente,

come l'ermetismo (Luzi, Bigongiari ..), che all'attualita', anche se il

termine "movimento" puo' sembrare, in tal caso, un po' eccessivo, quando

si tratta, ad esempio, degli autori del "neo-orfismo" (Conte, Mussapi ..).

La poesia italiana contemporanea e' stata tradotta da un numero abbastanza

ristretto di traduttori e/o poeti francesi (Jean-Baptiste Para, Philippe

Di Meo, Jean-Charles Vegliante, Philippe Renard, Patrice Angelini,

Jean-Yves Masson e l'autore di questo articolo): a questo fatto si deve

una certa coerenza delle politiche editoriali e dei risultati letterari

raggiunti. Sono stati tradotti dapprima i poeti della "terza

generazione", come Bertolucci, Caproni, Luzi e Sereni (con un certo

ritardo Bigongiari), e due grandi esponenti della "quarta generazione",

Fortini e Zanzotto. Nello stesso tempo, da un lato era ormai disponibile

l'edizione integrale del *Canzoniere* di Saba, Gatto veniva pubblicato

in francese e Penna diventava oggetto di diversi studi.

Dall'altro lato erano ormai accessibili poeti piu' giovani, come Zeichen,

Conte, Magrelli, De Angelis e Mussapi. Di tutti questi autori erano

disponibili edizioni con testo a fronte, ad eccezione di quelli inclusi in

una traduzione collettiva del centro "Poesie et Traductions" di Royaumont,

che rifiuta programmaticamente il bilinguismo, a vantaggio del solo testo

francese, elevato a dignita' di originale.

In un secondo tempo, la poesia di Pasolini, in lingua italiana e in

dialetto, fu tradotta in misura piu' ampia, mentre furono pubblicati in

francese Amelia Rosselli, Maria Luisa Spaziani e Luciano Erba.

Subito le opere di alcuni di questi poeti (Penna, Gatto, Luzi, Saba,

Bigongiari, a cui vennero ad aggiungersi Sinisgalli e Cristina Campo)

divennero disponibili in edizioni tascabili, con tirature di gran lunga

superiori ai mille esemplari, in genere limite massimo in

Francia quando si tratta di poesia tradotta.

La ricezione di queste molteplici traduzioni, complementari ad alcune

antologie (tra cui una - *Lingua* - dedicata nel 1995 alla giovane poesia,

che ha fatto scoprire in Francia Viviani, Vivian Lamarque, D'Elia, Buffoni

e Patrizia Valduga) consente due livelli di analisi: esiste una ricezione

ad opera dei critici e un'altra ad opera di poeti o scrittori francesi. La

critica specializzata (dalla "Nouvelle Revue FranÁaise" a "Sud", da

"Europe" ad "Action poetique", dalla "Quinzaine litteraire" al "Magazine

litteraire") o generica (come i supplementi dei principali quotidiani e

settimanali), ha salutato in modo significativo le traduzioni di Luzi,

Caproni e Zanzotto. Grazie alla crescente "ondata italiana", questi poeti

hanno ottenuto tra il 1985 e il 1986 articoli numerosi e diversificati

almeno quanto i romanzieri tradotti contemporaneamente. Ma una parte di

questa ricezione era artificiosa, perche' dovuta piu' all'identita'

nazionale degli autori che ad una lettura approfondita delle loro opere.

Dopo il 1988, l'accoglienza critica riservata ai poeti italiani

tradotti di recente torno' quella normalmente riservata alle

produzioni poetiche.

Se si volesse tentare un bilancio di dodici anni di traduzioni

(1985-1997), senza dubbio i poeti italiani piu' celebrati dalla critica

francese sarebbero Luzi, Caproni, Zanzotto, mentre si vedrebbe confermata

la fama di Pasolini e Saba considerato uno dei poeti piu' importanti di

questo secolo. Tra i nuovi autori, Magrelli, che tuttavia e' stato

tradotto fino ad oggi solo su riviste o in *plaquettes* a tiratura

limitata, gode di innegabile prestigio, cosi' come Conte e De Angelis.

Gli stessi autori si sono imposti all'attenzione degli scrittori e poeti

piu' sensibili alla poesia straniera (Bonnefoy, Jaccotet, Deguy, Dupin,

FrÈnaud, Deluy ..), ma non si puo' parlare di una vera e propria influenza

poiche' le traduzioni, troppo recenti, non sono state ancora abbastanza

metabolizzate dalla poesia francese.

I poeti italiani contemporanei sono dunque conosciuti in Francia in modo

abbastanza fedele rispetto a quella che sembra essere la loro realta' al

di la' delle Alpi. Restano comunque aperti alcuni problemi, come la

rivalutazione della neoavanguardia, che dovrebbe essere ormai possibile

(dopo un periodo di eccessivo rifiuto, dovuto ad un ritorno ad una poesia

"del senso"), o ancora il consolidarsi del ruolo di Sereni e Bertolucci, o

infine la traduzione di due autori fondamentali: Giovanni Giudici e Alda

Merini (l'opera poetica di Giovanni Raboni e' in corso di traduzione).

[Traduzione dal francese di Anna Frabetti]

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Da quanto appare nella lista "Lettere italiane", Il processo alle

intenzioni di Italo Calvino, che da morto non puo' controbattere, si

colloca tra il grottesco e il ridicolo, visto che la materia del

contenzioso s'e' ridotta all'opposizione fuorviante tra le supposte

"storie di carta e d'inchiostro" (Calvino?) e le altrettanto supposte

"storie di carne e di sangue" (Pasolini?). Mi sembra che, assolutizzando e

polarizzando in maniera oscena due classici del nostro Novecento, i nostri

contendenti stiano facendo il gioco dell'industria culturale, che si

impossessa di autori sfaccettati e problematici come Calvino e Pasolini e

li rivende impacchettati nelle aure mistificatorie opposte: "carta e

inchiostro", "carne e sangue". Il Pasolini che parla del cristianesimo ("A

un papa") e' passato sotto silenzio; di Calvino che racconta i disagi

della societa' industriale (oltre alla "Giornata dello scrutatore",

penso a "La nuvola di smog") s'e' ricordato solo Gian Carlo Ferretti.

APPUNTO FINALE DAGLI STATI UNITI POSTMODERNI

E' vero che una letteratura che sia solo processo combinatorio ne esce

depotenziata, ma anche lo scandalo del corpo che si autorappresenta

nell'opera si presta ad essere fagocitato da un sistema di comunicazioni

in cui tutto quanto fa spettacolo (tutti i ragazzini americani cantano

"Take a Look on the Wild Side" di Lou Reed e Pasolini morto non puo' piu'

protestare) e non scandalizza piu' nessuno: le filosofie del corpo

e dei suoi usi piu' svariati vengono insegnate anche nelle universita'

piu' ufficiali e costose del mondo (Harvard, dove Calvino avrebbe dovuto

imbalsamare i valori). Il potere resta nelle mani di chi ha i mezzi di

comunicazione e sa bene quali interessi perseguire. Agli scrittori non

resta altro che giochicchiare vuoi con le tristi penne isbigottite, vuoi

col proprio corpo glorioso o di fango. Poi l'industria culturale

impacchetta, rivende e incassa. Benvenuti nel terzo millennio.

Andrea Malaguti

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Colleagues may like to know that a fine new Museo Sveviano has recently

been established in Trieste, in the Biblioteca Civica, Piazza Hortis 4,

34123 Trieste.

It consists of three rooms, one of which is a reading room. The other

rooms contain Svevo memorabilia, including his violin, which one is not

allowed to play, and a splendid Veruda portrait. It has its separate

entrance on the floor above the main library. The disadvantage is that it

is open in the mornings only, 8.30 - 1.30, but recent rearrangement of the

first floor rooms means that there is a decent sala riservata available

which is not crowded. A CDROM on Svevo was produced to mark the

inaugurazione. Enquiries about this to the Librarian, Dott. Anna Rosa

Rugliano (Rugliano@comune.trieste.it). In charge of the Museo is dott.

Irene Battino, who is working hard to fill the gaps in the Svevo

collection. There are two problems here, though. One is that some books,

printed in short runs, have gone out of print quickly. Articles in

periodicals and chapters in books may also be difficult to obtain.

If you can donate anything you have written on Svevo, or Triestine

literature, please send copies, offprints of photocopies to dott.

Battino, who is keen to make the collection as complete as possible.

The hope is that the Museo Sveviano will become an important study centre

for all svevisti. A Website is planned, for which I have suggested an

interactive bibliography as a high priority. Eventually conferences,

seminars will be organised.

If you have comments or suggestions, please send them to Dott Battino.

Aghios, Quaderno di studi sveviani, edited by Elvio Guagnini and Giuseppe

Antonio Camerino, made its first appearance at the time of the inaugurazione.

Brian Moloney

B.Moloney@selc.hull.ac.hull

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Due siti su Calvino in inglese segnalati da Giorgio Guzzetta:

http://userwww.service.emory.edu/~mpajare/cal.html

http://www.sccs.swarthmore.edu/~pwillen1/lit/index2.htm