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Boll. 900: News 4[18-11-1997]BOLLETTINO '900 - Discussioni / A, novembre 1997 LUCA LENZINI AUTONOMIA E BIBLIOTECHE. APPUNTI CORSIVI E PRELIMINARI 1. Negli ultimi anni il dibattito sulla riforma dell'Universita' italiana e' stato ampio e affollato: tra *pamphlets* e inchieste, saggi ed interventi su giornali e riviste, la bibliografia in materia e' lievitata sino ad essere difficilmente controllabile. Sia detto senza ironia: e' vero, infatti, che la furia scribaiola e presenzialista degli *opinion-makers* e la stagnazione intellettuale nel nostro paese van volentieri di pari passo, tuttavia non pare lecito, in questo caso, negare lo sforzo di rinnovamento che si coglie in numerosi tentativi di ripensare il modello complessivo dell'universita'. Senza entrare nel merito dei singoli contributi, faro' qui - ringraziando il "Bollettino" per l'invito - alcune osservazioni a partire da un punto di vista particolare: quello di chi opera in una biblioteca universitaria. 2. La prima osservazione e' di ordine generico, e riguarda i limiti del dibattito in corso, che mi sembrano - sempre dal punto di vista di cui sopra - almeno due, e non secondari. Innanzitutto, che i soggetti della discussione sul futuro dell'universita' siano "addetti ai lavori" - nella gran maggioranza docenti, con qualche voce di sindacalista dal loggione - e' un fatto almeno in parte inevitabile, ma non contribuisce certo ad eliminare una certa aria di chiuso, assai poco piacevole per chi non guardi all'"accademia" come ad un universo separato dalla societa' e dal mondo del lavoro e dai suoi rapidissimi e profondi mutamenti. Questi ultimi, ovviamente, riguardano da vicino anche le biblioteche, e proprio in quanto luoghi di riproduzione e trasmissione del sapere che sono, ad un tempo, "servizi": sicche' chi ne sottovaluta le conseguenze, pensando di rubricare il discorso in un ambito semplicemente "strumentale", introduce una potente mina a tempo proprio in quel che intende rinnovare. Vengo al secondo limite, che non e' senza nessi con il primo. Uno sguardo di sorvolo al dibattito puo' facilmente evidenziarne una malformazione: quasi tutta l'attenzione e' monopolizzata dai problemi che diro', sinteticamente, dell'*Accesso*. In altre parole, i due temi principali e prioritari sono: (A) in che modo trasformare il reclutamento della classe docente, e (B) come e se limitare l'afflusso degli studenti all'universita'. Ebbene, non c'e' chi non veda quanto questi aspetti siano importanti, anzi decisivi, nell'agenda delle riforme; ma la scarsa riflessione sui modi della gestione concreta, sia sul piano amministrativo che su quello dei servizi, della "cosa universitaria", e' la spia significativa di una cultura riconoscibile e tutta nostrana, per cui da una parte la controversia si concentra sul contrasto ideologico tra e'litisti e demagoghi, dall'altra si lasciano in ombra i meccanismi che, di fatto, regolano il (non)funzionamento dell'istituzione. Questa e' materia di commissioni ristrette, di esperti e salvifici *managers*: e cosi' un sinistro cono d'ombra investe una serie di aspetti assolutamente centrali per riportare l'universita' all'altezza del proprio compito, che dovrebbero essere oggetto di analisi e ampia discussione. 3. Chi ha potuto confrontare le varie esperienze e le diverse realta' a livello di biblioteche universitarie in Italia e fuori d'Italia, sa con certezza poche ma chiare cose. Le biblioteche funzionano non in virtu' di ordinamenti e regolamenti e legislazioni di particolare rigore o complessita', ma grazie alla miscela di tre elementi: investimenti continuativi, bibliotecari con una formazione professionale, gruppi di docenti impegnati a svolgere il proprio lavoro. Ora, quanto ho appena nominato con il linguaggio dell'esperienza e del buon senso costituisce il nucleo stabile di quel tessuto culturale preliminare che mentre nel nostro paese esiste solo in forma episodica, in altre realta' fa parte della *tradizione* (uso intenzionalmente questa parola desueta, che dovrebbe pero' esser cara a quanti hanno a che fare con la ricerca e l'insegnamento). Provate invece a tradurre ognuno dei tre elementi indicati sopra nella prassi, nella nostra realta', e vi scontrerete con un alveare di contraddizioni. Non servono inchieste per sapere che gli investimenti sono intralciati ed ostacolati dalla burocrazia, nonche' soggetti a spreco per eccessivo frazionamento e mancanza di coordinamento; che il quadro normativo per le assunzioni e' arcaico, ed inservibile quello che regola i profili; che anni di latitanza nel governo delle strutture hanno incentivato la dequalificazione e la deresponsabilizzazione; che la resistenza a introdurre figure di efficace coordinamento trasversale, nell'ambito dei servizi di automazione, consente e perpetua nelle componenti degli arcipelaghi d'ateneo situazioni paradossali; che le mansioni e le competenze dei docenti e dei bibliotecari, nei ruoli dirigenziali, tendono spesso a confliggere anziche' collocarsi in una cornice definita che e' pre-condizione di ogni collaborazione efficace; che una nozione autarchica, se non autistica, dell'autonomia e sovranita' delle strutture costituisce un *boomerang* eccellente per la ricerca, tanto piu' se in tempo di recessione. Non basta, pero'. Puo' essere fuorviante limitarsi a dire che e' la mancanza di una tradizione a causare guasti ed inefficienze: occorre aggiungere che, in assenza di essa, si e' assunto all'interno dell'universita' un *corpus* di nozioni, atteggiamenti e prassi che provengono da una sfera esterna: quella delle biblioteche pubbliche statali, a loro volta dominate fino a ieri, in Italia, da una cultura conservatrice, insieme astratta ed arcaica, che e' quanto di piu' inadatto all'universo della ricerca e dello studio universitario (ma diciamo pure dello studio *tout court*). E' avvenuto quindi che nei paesi dove esisteva una tradizione di *public libraries* efficienti, naturalmente orientate sull'utenza, anche quelle universitarie hanno avuto un solido punto di appoggio (in senso lato: culturale), senza dover cominciare da zero; mentre in Italia (ma non solo in Italia) un'ampia gamma di sinergie negative ha ancor piu' divaricato la sfera dell'utenza da quella dei servizi. So di generalizzare fin troppo, ma siamo al punto in cui per incominciare un discorso non si puo' evitare di farlo. 4. I risultati prodotti dallo stato di cose appena riassunto sono sotto gli occhi di tutti. Ed uno di questi risultati e' un diffuso scetticismo, tra gli stessi bibliotecari, di trovare nell'universita' un ambiente capace di stimolare le proprie risorse, e di attivare la propria professionalita' e progettualita'. E nondimeno, il quadro offre qualche spiraglio: le nuove tecnologie legate alla comunicazione hanno recato con se' aperture e forme di dialogo che hanno indubbiamente arricchito il bagaglio professionale, e favorito il confronto e lo scambio di esperienze. Un altro momento positivo e di crescita, in questi ultimi anni, e' stato inoltre quello in cui si e' inserito gli studenti nelle biblioteche, grazie a borse di studio sia pure "leggere". Fosse soltanto quello di aver ampliato gli orari di apertura, in una situazione che vede limitazioni indecorose in questo campo, il merito dell'iniziativa sarebbe gia' notevole; ma vi sono altri effetti collaterali non meno apprezzabili. Timidi o baldanzosi, molti di questi studenti sono usciti dal circuito chiuso esami-lezioni per scoprire che le biblioteche non sono soltanto il luogo in cui si fanno le fotocopie. A volte ritornano. Ma detto questo, credo che un punto di partenza molto empirico per entrare nella questione-biblioteche possa riassumersi nella domanda seguente: che cosa ha cambiato, negli ultimi anni, l'orizzonte di tutti i nostri discorsi sull'universita', quindi anche sulle biblioteche che ne sono parte integrante e vitale? Tralasciando le *querelles* ideologiche, la risposta non e' complicata: lo scenario e' mutato completamente da quando appunto l'*utenza* studentesca, ritualmente evocata come quintessenza dell'istituzione, e' divenuta un soggetto *economico* fondamentale dell'esistenza degli atenei. Da quel momento, tanto la didattica che i servizi sono il primo banco di prova per chi si rivolga al "mercato" delle universita'; e tanto minore e' l'offerta, tanto minore la risposta in termini di iscrizioni e di permanenza a livello studentesco. Contano i fatti. E' ormai in gioco, anche se non ancora la sopravvivenza di Facolta' e di Atenei, il loro sviluppo futuro e la loro stessa credibilita'; ed e' su questo piano, di conseguenza, che occorre spostare il dibattito: sottraendolo, infine, alle fumose discussioni ed alla cultura delle "circolari", cosi' cara ai ministeri ed ai loro funzionari, per portarlo dentro lo spazio *operativo* aperto dalla reale autonomia degli atenei. E qui - *hic Rhodus, hic salta* - c'e' poco tempo da perdere: ogni ritardo contribuira' a peggiorare la situazione. 5. Come agire, quindi? In parte, ho gia' risposto. La parola e' agli atenei, anzi alle strutture che ne costituiscono la forza trainante, quasi sempre lontana dai riflettori: il lavoro da fare e' *alla base*, non nel chiuso dei rettorati ne' nelle stanze dei ministeri. A questi ultimi spetterebbe, se mai, incentivare tale lavoro e facilitarlo, ovviamente sorvegliando sugli abusi e gli sconfinamenti; il che non sarebbe compito da poco. Sul piano locale, un test significativo della reale capacita' di affrontare i problemi e' dato, nell'immediato, dalla stesura dei regolamenti amministrativo-contabili. Non sembri in contraddizione con quanto ho appena osservato sulla relativa importanza di ordinamenti ecc.: mentre e' tutto sommato un bene che gli Statuti non pongano troppi vincoli, limitandosi all'enunciazione delle linee-guida, nel caso specifico delle biblioteche non si puo' non porre chiarezza, e da subito, sul punto essenziale che riguarda la loro effettiva autonomia di spesa. Compromessi e pasticci sarebbero esiziali in questo campo, in cui il fattore-tempo e' decisivo ed il controllo gestionale deve riguardare il completo iter dell'acquisizione. Non voglio pero' concludere questi appunti, pur svelti e generici, citando un problema di ordine tecnico- amministrativo. Il da fare e' implicito nel succinto (e persino risaputo) *cahier de dolÈance* accennato sopra; ma un punto mi pare da mettere in rilievo, in un ideale ordine del giorno per il futuro immediato. In questi mesi in molte facolta' si discute il riordino della didattica, si tentano nuove strade che passano obbligatoriamente per una maggiore assunzione di responsabilita' da parte di chi ne ha a cuore - e non sono pochi - lo sviluppo e una maggiore efficienza. Allora e' bene che l'esistenza ed i problemi delle biblioteche non restino a margine, appendice passiva della discussione (parlo in particolare per l'ambito umanistico, ma non credo in troppe differenze, a questo livello). Occorre invece che in tutte le sedi in cui e' possibile farlo sia rivendicata alla biblioteca la funzione di momento formativo essenziale nel *curriculum* dell'apprendimento: e' a partire da questa ovvia considerazione che conseguono tutte le altre, ivi compresa la necessita' di soggetti professionali in ogni livello dei servizi (non soltanto le direzioni, pure troppo spesso vacanti). Porre il problema del funzionamento delle strutture sganciandolo da questo sfondo, e pensando soltanto agli aspetti legati all'approvvigianamento, e' una tentazione ricorrente nel mondo accademico, ma non fa onore a chi appartiene alla cosiddetta comunita' scientifica; ed investire in libri ma non in bibliotecari e' a dir poco un'opzione miope. Al contrario, l'informatica e le risorse di rete consentono di recuperare un profilo alto al ruolo di mediazione del bibliotecario, che e' naturalmente risospinto la' dove era il suo luogo di nascita: a diretto contatto con i soggetti della ricerca e con chi studia. Per invertire la rotta bisogna insomma riavvicinare in tutti i modi possibili la biblioteca ai propri destinatari, con una doppia azione: favorire l'integrazione di chi vi opera con le strutture che regolano la didattica e la ricerca, rendendo possibile ai bibliotecari di farsene interpreti attivi e non ricettori passivi; dall'altra, attivare all'interno dell'iter di formazione dello studente momenti d'incontro prolungato e approfondito con gli strumenti di studio (di qualsiasi genere), rompendo quel circuito chiuso esami- lezioni a cui accennavo prima e valorizzando la risorsa- tempo (e' infatti solo in prossimita' della tesi, cioe' troppo tardi, che lo studente ha la reale possibilita' di approfondire i suoi strumenti). Per far questo, certo, occorre recuperare una progettualita' che ne' la dirigenza degli atenei, ne' le organizzazioni sindacali, hanno dimostrato di possedere piu' da tempo; ma farlo significa investire nel proprio futuro, ed il momento e' quello adatto. BOLLETTINO '900 - Notizie / A, novembre 1997 SOMMARIO: * IL RAZZISMO NELLA STORIA D'ITALIA 1870-1945 Bologna, Aula Giorgio Prodi, 13-15 novembre 1997 * LA NINFA E IL BOSCO Ambienti pastorali nel teatro barocco Castello di Torre in pietra, Torrinpietra (Roma), 21-22 novembre 1997 ----------------------------------------------------- IL RAZZISMO NELLA STORIA D'ITALIA 1870-1945 Convegno di studi a cura del Seminario permanente per la storia del razzismo italiano Bologna, Aula Giorgio Prodi, P.za S. Giovanni in Monte 2 13-15 novembre 1997 Programma: Giovedi' 13 NOVEMBRE 1997 ore 9.30 Saluti di apertura: - Walter Tega (Preside della Facolta' di Lettere e Filosofia - Universita' di Bologna) - Alessandra Avanzini (Consiglio Nazionale delle Ricerche - Sportello Mediterraneo) - Ezio Raimondi (Presidente dell'Istituto per i beni artistici, culturali e naturali - Regione Emilia-Romagna) - Alberto Burgio (Seminario permanente per la storia del razzismo italiano) ore 10-13 IMMAGINE DELL'ITALIANO E IMMAGINI DELLO STRANIERO TRA UNITA' NAZIONALE E FASCISMO - Enzo Collotti, *Per una storia del razzismo antislavo* - Delia Frigessi, *Cattaneo, Lombroso e il probema ebraico* Discussione Comunicazioni Coordinamento dei lavori: Angelo Varni ore 15-18.30 LA LUNGA DURATA DELL'ANTISEMITISMO MODERNO. PERCORSI ITALIANI TRA OTTO E NOVECENTO - Giovanni Miccoli, *Santa Sede, "questione ebraica" e antisemitismo negli ultimi decenni dell'Ottocento* - Domenico Losurdo, *La crisi del processo di emancipazione degli ebrei: per un'analisi comparata* - Michele Sarfatti, *Il razzismo fascista nella sua concretezza: la definizione razzista di "ebreo" e la collocazione di questi nella costruenda gerarchia razziale* Discussione Comunicazioni Coordinamento dei lavori: Mariuccia Salvati Venerdi' 14 NOVEMBRE 1997 ore 9.30-13 NAZIONALIZZAZIONE E COSTRUZIONE DELL'ALTERITA'. INFERIORITA', SUUBALTERNITA', DEVIANZA - Anna Rossi-Doria, *Antisemitismo e antifemminismo tra cultura positivista e crisi di fine secolo* - Giovanni Dall'Orto, *Il razzismo fascista e gli omosessuali* - Clara Gallini, *La festa, la piazza e i mondi altri* Discussione Comunicazioni Coordinamento dei lavori: Raffaella Simili ore 15-18.30 NAZIONALIZZAZIONE E COSTRUZIONE DELL'ALTERITA'. TRA MEDICALIZZAZIONE E IPOTESI ANTROPOLOGICHE - Ferruccio Giacanelli, *Tracce e percorsi del razzismo nella psichiatria italiana tra unita' e fascismo* - Renzo Villa, *La critica antropologica: orizzonti e modelli di lettura sociale alla fine del XIX secolo* - Claudio Pogliano, *Lo strano caso dell'eugenica italiana* Discussione Comunicazioni Coordinamento dei lavori: Giuliano Pancaldi Sabato 15 NOVEMBRE 1997 ore 9.30-13 L'ITALIANO ALL'ESTERO. IL RAZZISMO TRA COLONIALISMO ED EMIGRAZIONE - Nicola Labanca, *Sul razzismo coloniale italiano* - Alezzandro Triulzi, *La costruzione dell'immagine dell'Africa e degli africani nell'Italia coloniale* - Emilio Franzina, *Emigrazione e razzismo* Discussione Comunicazioni Coordinamento dei lavori: Luciano Casali Sono previste comunicazioni di : Valeria Paola Babini, Giuliana Benvenuti, Silvia Bon, Riccardo Bonavita, Tullia Catalan, Alberto Cavaglion, Uoldetul Chelati Dirar, Marcella Filippa, Mimmo Franzinelli, Gianluca Gabrielli, Francesco Germinario, Alain Goussot, Irene Guerrini, Alessandra Minerbi, Michele Nani, Dario Padovan, Dario Petrosino, Marco Pluviano, Pier Paolo Poggio, Mauro Raspanti, Gaetano Riccardo, Rossella Ropa, Luigi Urettini, Simona Urso. Comitato organizzatore: Alberto Burgio, Luciano Casali, Giuliano Pancaldi, Mario Pesce, Mariuccia Salvati, Giorgio Sandri, Raffaella Simili, Walter Tega, Angelo Varni. Segreteria scientifica: Giuliana Benvenuti (Tel. 051 6449875); Alberto Burgio (Tel. 392362); Gianluca Gabrielli (253563), Via Turati 127 40134 Bologna E-mail: nof1391@iperbole.bologna.it Segreteria organizzativa: Tel. +39 (0)51 302980 - 302981 ---------------------------------------------------- COLLOQUI MALATESTIANI - I TEATRI BAROCCHI Associazione Sigismondo Malatesta (Rocca Malatestiana - Sant'Arcangelo di Romagna - Rimini) LA NINFA E IL BOSCO AMBIENTI PASTORALI NEL TEATRO BAROCCO 21-22 novembre 1997 Castello di Torre in Pietra, Torrimpietra (Roma) Venerdi' 21 NOVEMBRE, ore 15.30 Apertura dei lavori: Marina Colonna (Presidente dell'Associazione) Presiede e introduce Elena Povoledo (Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico") Relazioni: - Stefano Arata (Universita' di Roma "La Sapienza"): *Il principe selvaggio: la corte e il villaggio nel teatro barocco spagnolo* - Marco Lombardi (Universita' di Firenze): *"L'ombre d'un plaisir" nei sottoboschi della pastorale* - Elena Tamburini (Universita' di Roma "La Sapienza"): *Iconografia della pastorale: alcuni problemi* - Paolo Terni (Accademia Nazionale d'Arte Drammatica "Silvio d'Amico"): *La natura come partitura: premonizioni e celebrazioni pastorali dei "principes naturels" di Rameau* Discussione Sabato 22 NOVEMBRE Ore 10 Presiede e introduce Alfonso D'Agostino (Universita' di Milano) Relazioni: - Sergio Zatti (Universita' di Pisa): *Natura e potere nell' "Aminta" del Tasso* - Sara Mamone (Universita' di Firenze): *"Andromeda" e "Perseo". Cicognini, Adimari e la piscatoria sulle scene di accademia a Firenze* - Claudia Corti (Universita' di Firenze): *Figure e controfigure pastorali in "The Winter's Tale" di Shakespeare* Discussione Ore 16 Presiede e introduce Gabriella Violato (Universita' di Roma "La Sapienza") Relazioni: - Sergio Rufini (Universita' di Perugia): *"The State of Innocence and the Fall of Man" di Dryden: la messa in "opera" dell'Eden di Milton* - Charles Mazouer (Universite' "Michel de Montaigne" Bordeaux 3): *Pastorale et comedie jusqu'a' Moliere* - Franca Angelini (Universita' di Roma "La Sapienza"): *Il "Pastor fido" dall'eros al nomos* Discussione Per informazioni sul convegno rivolgersi ai numeri +39 (0)6 61697861, +39 (0)336 744531. Nei giorni 21 e 22 novembre, telefonare direttamente al Castello di Torre in Pietra +39 (0)6 61697226. BOLLETTINO '900 - Notizie / B, novembre 1997 SOMMARIO: * COMMEMORAZIONE DEL PROFESSOR PIERO CAMPORESI. Bologna, Aula Absidale di S. Lucia, 19 novembre 1997. * LITTERATURE ET RESEAUX INFORMATIQUES. Parigi, Istituto Italiano di Cultura, 21 novembre 1997 ------------------------------------------------------------ COMMEMORAZIONE DEL PROFESSOR PIERO CAMPORESI Mercoledi' 19 novembre, ore 16.30 Aula Absidale di S. Lucia, via Castiglione 36, Bologna. Interverranno: Fabio Roversi Monaco, Magnifico Rettore dell'Universita' di Bologna Walter Tega, Preside Facolta' di Lettere e Filosofia Emilio Pasquini, Direttore Dipartimento di Italianistica Renato Barilli, Presidente Corso di Laurea Dams Ezio Raimondi, Presidente Istituto Beni Culturali Maurice Aymard, Maison de Sciences de l'Homme, Parigi Elide Casali, Dipartimento di Italianistica ------------------------------------------------------------ LITTERATURE ET RESEAUX INFORMATIQUES Rencontre autour de "Bollettino '900. Electronic Newsletter of '900 Italian Literature" Programme 21 novembre 1997 15h30 - Istituto Italiano di Cultura, HÙtel de Galliffet, 50 rue de Varenne, Paris Presentation de la Revue et de l'Association Culturelle ´Bollettino '900ª Emanuela Burgazzoli, Eleonora Conti, Anna Frabetti (Universite de Paris IV - Sorbonne). I - LITTERATURE ET CONTEMPORANEITE Jean-Michel Gardair (Universite de Paris IV - Sorbonne), "Resistenza della critica". Giuseppe Gargiulo (Universite de Paris X - Nanterre) et Gian Paolo Renello (Universite de Louvain), Tessere racconti e poesie. Considerazioni sulla creativita' dei siti letterari in rete. II - L'HYPERTEXTE: UN INSTRUMENT CRITIQUE ET INTREPRETATIF Jacques Anis (Universite de Paris X - Nanterre), L'Hypertexte comme hypermetaphore. Federico Pellizzi (Universite de Bologne), Ipertestualita' e intertestualita': critica del link. III - INFORMATIQUE ET BIBLIOTHEQUES Gabriele Gatti (Universite de Sienne), Un mondo in forma di biblioteca. Leggere/Consultare nel paesaggio elettronico. Antonio Scolari (Universite de Genes), Les textes electroniques et la bibliotheque: de la collection a' l'acces. Info: Anna Frabetti (niv1433@iperbole.bologna.it); Emanuela Burgazzoli Tel. +33 (0)1 40470933; Fax +33 (0)1 42458665. BOLLETTINO '900 - Segnalazioni / A, novembre 1997
SOMMARIO: - *LUCIANO ANCESCHI TRA FILOSOFIA E LETTERATURA* - "ECRITURES ELECTRONIQUES", PUF - *MANUALE STORICO DI LETTERATURA COMPARATA* Si segnala la pubblicazione del fascicolo di "Studi di Estetica" n. 15, 1997, dedicato a Luciano Anceschi. Il volume *Luciano Anceschi tra filosofia e letteratura*, a cura di Renato Barilli, Fausto Curi, Emilio Mattioli e Lino Rossi, raccoglie i seguenti interventi: Gillo Dorfles, *Anceschi e la "Disputa del barocco"* Gianni Vattimo, *Nuova fenomenologia critica e pensiero debole* Umberto Eco, *Il primo numero del "Verri"* Vittorio Stella, *Nozione ed esperienza della poesia in Anceschi* Paolo Bagni, *Tempo del leggere* Carlo Gentili, *L'umanesimo "disilluso" di Anceschi* Marie-Louise Lentengre, *Anceschi tra Montaigne e Valery* Andrea Battistini, *Il Barocco polimorfo di Anceschi* Sandro Briosi, *Anceschi e Baudelaire* Fernando Bollino, *Anceschi e la storiografia delle idee estetiche* Niva Lorenzini, *Pascoli e D'Annunzio verso il Novecento* Liliana Rampello, *Il lettore di se stesso* Ida Zaffagnini, *Anceschi lettore di Kant* Edoardo Sanguineti, *Anceschi: un maestro, un amico* Alfredo Giuliani, *Anceschi e la tradizione del nuovo* Lucio Vetri, *Critica e poesia* Marco Macciantelli, *Anceschi e il romanticismo europeo* Alessandro Serra, *Fenomenologia e scienze umane: l'insegnamento di Anceschi* Stefano Ferrari, *Il laboratorio della psicologia dell'arte: a partire dalle poetiche*. ------------------------------------------------------------ "ECRITURES ELECTRONIQUES" Con il volume *Banques de donnees et hypertextes pour l'etude du roman* a cura di Nathalie Ferrand si inaugura la collana "Ecritures electroniques" pubblicata da Presses Universitaires de France sotto la direzione di Nathalie Ferrand e Beatrice Didier. La collana e' stata concepita per lo studio degli apporti teorici, metodologici e pratici delle nuove tecnologie informatiche nell'ambito delle scienze umane, in particolare della letteratura, e si propone di analizzare le trasformazioni essenziali che l'informatica rende possibili nella ricerca letteraria e nella produzione delle opere. I prossimi titoli previsti sono: *Les nouvelles formes de la communication savante. Livres et revues d'internet*, di Jean-Claude Guedon; *Les Machines litteraires, 90.1, Le projet Xanadu*, di Theodor Nelson, tradotto e presentato da Alain Giffard; *Introduction aux etudes litteraires assistees par ordinateur*, a cura di Michel Bernard; *Formes du discours numerique*, di Yannick Maignien e Jacques Virbel. Presses Universitaires de France 90, boulevard Saint-Germain, 75005 Paris tel. 01.44.41.39.39 - fax 01.43.54.78.87 ------------------------------------------------------------ Armando Gnisci ci segnala l'uscita nella collana "Gli Argonauti" (diretta da Luigi Lombardi Satriani) dell'Editore Meltemi di Roma, nella sezione "Poetiche" coordinata da Gnisci stesso, il volume MANUALE STORICO DI LETTERATURA COMPARATA, a cura di Armando Gnisci e Franca Sinopoli: "Questo manuale non ripropone teorie letterarie e autori noti miscelati in uno dei tanti contenitori antologici. E' un manuale in cui la letteratura comparata ci viene proposta non solo attraverso la storia della sua definizione critica e metodologica, ma anche attraverso le tappe che l'hanno portata ad essere la prospettiva piu' aperta e mondialistica dello studio letterario. Il testo contiene un'ampia sintesi storica sull'evoluzione della disciplina e un'antologia di testi di Croce, Texte, Van Tieghem, Wellek, Etiemble, Remak, Miner, Bernheimer, Yue Daiyun, Gnisci". Meltemi Editore: via Daniele Manin, 69, 00185 Roma fax: +39 (0)6 4741407; e-mail: meltemi@flashnet.it http://www.meltemieditore.it Please forward a copy of this Newsletter to colleagues who might be interested in reading it. If you receive a forwarded copy, and would like to be placed on the Bollettino's distribution list for future information, please contact us: e-mail: boll900@iperbole.bologna.it pellizzi@sofia.philo.unibo.it subscribe: boll900@philo.unibo.it Bollettino '900 - Electronic Newsletter of '900 Italian Literature versione e-mail - SEGNALAZIONI / A, novembre 1997. Redazione: Daniela Baroncini, Stefano Colangelo, Eleonora Conti, Stefania Filippi, Anna Frabetti, Manuela Gardenghi, Federico Pellizzi (Editor). Dipartimento di Italianistica dell'Universita' di Bologna, Via Zamboni 32, 40126 Bologna, Italy, Fax +39 (0)51 258555; tel. +39 (0)51 258595/334294. Reg. Trib. di Bologna n. 6436 del 19 aprile 1995 - ISSN 1124-1578 Editor: Federico Pellizzi. URL: http://www.comune.bologna.it/iperbole/boll900/ http://www.unibo.it/boll900/ http://oliva.history.denison.edu/~pellizzi/default.html http://www.brown.edu/Departments/Italian_Studies/boll900/
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