Boll900: News 3

[2-11-1997]

[Queste news sono un po' lunghe: vi prego di stampare per leggere meglio e per conservare il testo. Per la forzata pausa di Lettere Italiane molte di queste informazioni possono risultare inattuali]


BOLLETTINO '900 - Notizie / A, luglio 1997

DAL NOTIZIARIO DELL'ASSOCIAZIONE DEGLI ITALIANISTI CONVOCAZIONE CONSIGLIO DIRETTIVO E COMITATO CONSULTIVO DELL'ADI

In conformita' con gli orientamenti emersi nella riunione fiorentina del 14 giugno u.s., il Consiglio Direttivo e il Comitato consultivo dell'ADI sono convocati a Bologna, presso il Dipartimento di Italianistica, Via Zamboni 32, nei giorni 25, 26 e 27 settembre, per un seminario di studi sui problemi dell'insegnamento della lingua e della letteratura italiana nella scuola secondaria, in relazione ai processi in atto nelle scuole italiane e ai l'orto riverberi negli ordinamenti degli studi universitari. Il seminario si svolgera' nei giorni 25 e 26 settembre (con inizio alle ore 15 del 25) e vi parteciperanno, per una riflessione comune, il direttivo dell'ASLI (Associazione per la storia della lingua italiana) e una rappresentanza della SLI (Societa' di linguistica italiana).

Il giorno 27 sara' dedicato alla programmazione del nostro Convegno annuale. L'ordine del giorno della convocazione e', pertanto, il seguente: 1. Obiettivi e strategie dell'insegnamento della lingua italiana e della letteratura italiana nelle scuole secondarie (gg. 25 e 26) 2. Organizzazione Convegno Nazionale dell'Associazione.

Il Presidente Vitilio Masiello


BOLLETTINO '900 - Notizie / B, settembre 1997

COLLOQUI INTERNAZIONALI promossi dall'ISTITUTO ITALIANO PER GLI STUDI FILOSOFICI di NAPOLI e dal CENTRO DI STUDI SUL CLASSICISMO di SAN GIMIGNANO

Sommario: * IDEA E MITO DI ROMA NEL NOVECENTO 5-6 dicembre 1997 * GLI INTELLETTUALI ITALIANI E LA POESIA DI MARIO LUZI 30-31 gennaio 1998

IDEA E MITO DI ROMA NEL NOVECENTO

5 Dicembre 1997 (ore 15.30):

- Guido Clemente (Univ. di Firenze) *La storiografia della storia romana nel Novecento* - dibattito - Mariella Cagnetta (Univ. di Bari) *Dall'idea di Roma al mito di Roma* - dibattito - Aldo Schiavone (Univ. di Firenze) *Europa e diritto romano nel "secolo breve"* - dibattito

6 Dicembre 1997

Ore 10.30: - Luciano Canfora (Univ. di Bari) *L'autorappresentazione augustea del mussolinismo* - dibattito - Gino Bandelli (Univ. di Trieste) *Mito di Roma e questione adriatica* - dibattito

Ore 15.30: - Giuseppe Pucci (Univ. di Siena) *Roma tra Cinecitta' e Hollywood* - dibattito

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GLI INTELLETTUALI ITALIANI E LA POESIA DI MARIO LUZI

30 Gennaio 1998

Ore 10.30: - Ezio Raimondi (Univ. di Bologna) *Un critico poeta tolemaico* - dibattito - Vincenzo Vitiello (Univ. di Salerno) *Silenti Deo: dire Dio per "frasi ed incisi"* - dibattito - colazione di lavoro (ore 13) Ore 15: - Sergio Givone (Univ. di Firenze) *Voce e silenzio nel linguaggio poetico di Luzi* - dibattito - Massimo Cacciari (Univ. di Venezia) *Luzi: il dicibile e l'indicibile nel linguaggio della poesia* - dibattito - coffee break (ore 17) - Bruno Forte (Pontificia Univ. Teologica dell'Italia Meridionale) *Metafore della verita': Mario Luzi testimone dell'Altro* - dibattito

Ore 21.15: Teatro dei Leggieri Orazio Costa Giovangigli, Marisa Fabbri, Sandro Lombardi, Mario Luzi: *Letture dalle Poesie e dal Teatro di Mario Luzi*

31 Gennaio 1998

Ore 10.30: - Orazio Costa Giovangigli (regista) *Drammaturgia in Luzi* - dibattito - Mino Martinazzoli (Sindaco di Brescia) *Aspetti civili della poesia di Luzi* - dibattito - colazione di lavoro (ore 13) Ore 15: - Giovanni Giudici (poeta) *Ricordi di lettura* - dibattito - Mario Luzi *E detto questo posso incamminarmi* - dibattito - coffee break (ore 17.30) - Inaugurazione della Mostra: *Mario Luzi - Autografi, brogliacci, documenti* (a cura di Roberto Cardini e Giancarlo Quiriconi)

BORSE DI STUDIO:

L' Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e il Centro di Studi sul Classicismo bandiscono, per ognuno dei due Colloqui, 25 borse di studio riservate a dottorandi, dottorati, laureati e, eccezionalmente, laureandi (italiani e stranieri) che si stiano attualmente occupando di uno dei temi affrontati. Ciascuna borsa e' di £. 200.000 per i residenti in Toscana, di £. 250.000 per i residenti fuori della Toscana e di £. 350.000 per i residenti all'estero. Gli interessati devono far pervenire domanda, entro e non oltre il 10 ottobre 1997, alla Segreteria del Centro di Studi sul Classicismo, Palazzo Pratellesi, Via San Giovanni, 12/14 - 53037 San Gimignano (SI) - tel./fax 0577- 943043.

Nelle domande, in carta libera, vanno indicati: i dati anagrafici; l'indirizzo e i numeri di telefono e fax; il Colloquio prescelto; le motivazioni scientifiche. Alle domande sono da allegare: il *curriculum vitae et studiorum*; l'elenco degli esami universitari sostenuti; il titolo della tesi di laurea ed eventualmente della tesi di dottorato; le eventuali pubblicazioni; una lettera di presentazione di un docente universitario. - E' possibile inoltrare la domanda anche per piu' di un Colloquio. Le documentazioni inviate non vengono restituite. - Le domande saranno valutate dal Comitato Scientifico del Centro di Studi sul Classicismo. Ai vincitori verra' data comunicazione, per telefono o fax, dalla Segreteria del medesimo Centro.


BOLLETTINO '900 - Discussioni / A, settembre 1997

CORRADO DONATI RIFLESSIONI SULL'UNIVERSITA'

Anche alcuni sporadici interventi sulla stampa, riconducibili invero ad una ristretta cerchia di nomi, tengono acceso il lumicino di un dibattito sui destini dell'universita' italiana. Ma "dentro" l'universita' l'atmosfera di sostanziale disinteresse dei docenti e, duole dirlo, di inerzia degli studenti, fa pensare che quel lumicino sia piu' un cero mortuario che una luce di speranza. L'ultimo articolo che mi e' capitato di leggere (tra tanti contributi apprezzabili) era di un qualunquismo indecoroso. Ancora il discorso che non si puo' generalizzare e' che se c'e' qualcuno che spara agli studenti dalle finestre di una Facolta' non e' lecito dire che tutto sia marcio nelle cittadelle del sapere. Bisogna avere il coraggio di dire, invece, che e' la situazione generale quella che fa testo, non i singoli, e la situazione generale (fatte le dovute eccezioni per accontentare i benpensanti) si configura come una serie di piccoli omicidi morali che si compiono quotidianamente ai danni delle speranze e delle attese delle giovani generazioni. Ora, ci sarebbe molto da discutere sulle proposte di riforma dei concorsi, sulle modalita' di applicazione dell'autonomia e su quant'altro, anche di interessante, bolle nella pentola del Ministero. Ma c'e' qualcosa che viene prima di tutto il resto: nessuna legge potra' ridare a quella che una volta si definiva con altra connotazione la "classe dei colti" il senso del propria funzione e della propria responsabilita' morale entro una societa' che si definisce "civile". In mancanza di questo, anche con la migliore delle riforme possibili, l'arroganza del potere, il carrierismo e la noncuranza del destino di migliaia di studenti continueranno ad avere la meglio. Se e' lecito esprimere un'opinione, come tante altre, mi sento di farlo solo per quanto concerne la mia esperienza di docente in una Facolta' di Lettere. Ci sono due punti, essenzialmente, su cui occorre riflettere. Le Facolta' di Lettere, per tradizione, hanno sempre offerto agli studenti una formazione genericamente finalizzata all'insegnamento nelle scuole medie inferiori e superiori. Questo oggi non e' piu' pensabile. Solo una minima percentuale di chi consegue la laurea in Lettere sara' assorbito nei ruoli dell'insegnamento, e solo pochi eletti potranno accedere alla carriera universitaria. Gli altri sono destinati alla disoccupazione, a meno che non sappiano per loro conto riciclarsi in attivita' diverse. Io credo che occorrerebbe prima di tutto salvaguardare il livello di preparazione generale, secondo una tradizione della nostra cultura umanistica che e' un patrimonio ineludibile. Ma a questo bisognerebbe abbinare una proposta di formazione piu' specifica e diversificata che tenga conto delle possibilita' che offre il mercato del lavoro, anche in relazione al territorio; sapendo che vi sono nuovi mestieri che non sviliscono affatto l' "aura" dell'umanista ma ne ricostruiscono l'utilita' sociale in un mondo che e' profondamente mutato (e dove semmai sono la disoccupazione e la sottooccupazione a provocare il degrado morale delle persone). Alludo, ad esempio, alla formazione di giovani laureati che sappiano padroneggiare i mezzi informatici nel campo della biblioteconomia e dell'archivistica, della conservazione dei beni culturali, della museografia, della creazione di prodotti multimediali, editoriali ecc. Alludo, ancora, ad operatori culturali che siano in grado di organizzare le manifestazioni promosse dagli enti locali (anche, semplicemente, una stagione teatrale o un cineforum, una serie di concerti musicali, un ciclo di conferenze) in modo da ottenere il massimo di partecipazione, coinvolgendo le scuole ed un pubblico piu' preparato e sensibile, oltre quello dei soliti affezionati. Non credo che in Italia non ci sia spazio per questo tipo di occupazioni; e' che se non c'e' un'offerta di persone qualificate, non si stimola nemmeno la richiesta (e potrei portare degli esempi istruttivi, se avessi lo spazio necessario). Ma c'e' da chiedersi: sara' vero che l'autonomia fara' indirizzare le scelte delle singole universita' in questo senso e con una politica davvero responsabile? Se l'autonomia aprira', come credo, una caccia alle iscrizioni, come si potra' conciliare con il rigore degli studi anzichÈ con scelte puramente di facciata, che mostrino cioe' il volto modernizzato di una Facolta' senza averne i contenuti reali? Le scelte verranno compiute, comunque, dal corpo docente; e qui veniamo al secondo punto. Cosa comporterebbe una modifica sostanziale degli assetti attuali dei corsi di laurea? Soprattutto il fatto che i docenti dovrebbero ripensare il loro ruolo in rapporto ad una offerta didattica rinnovata e diversificata e in relazione al tempo da dedicare ai loro studenti. Non si tratta di metter su qualche corso propedeutico o di orientamento per andare incontro demagogicamente alle esigenze di iscritti che spesso non sanno nemmeno cosa volere o cosa aspettarsi da una Facolta' di Lettere. Si tratta di prenderli per mano e guidarli a delle scelte, cercando di accendere il fuoco di qualche entusiasmo e di qualche speranza, di farli crescere nella consapevolezza di se stessi e delle proprie possibilita'; cosa che nessun altro sa e puo' dar loro nella societa' attuale. E si potra' dire che i ragazzi di oggi sono piu' inerti, piu' impreparati, piu' sprovveduti, ma non per questo devono rappresentare, tra i compiti di un docente, un semplice e sgradito incidente di percorso. Invece succede che i professori universitari, schiacciati tra il martello delle loro ambizioni di carriera e di prestigio scientifico e l'incudine di una burocrazia pervasiva (che li costringe a faticose riunioni anche per decidere come mettere a bilancio le spese per la carte delle fotocopie), maltrattati economicamente, sentono il loro impegno con gli studenti come un di piu' oneroso di cui sbrigarsi alla svelta. E' cosi' che per un fenomeno di compensazione (e di chiusura difensiva) la scrittura di dottissimi saggi di alto equilibrismo filologico, filosofico ecc. da leggere a un convegno o da pubblicare agli Atti, appaga il loro narcisismo piu' dell'idea di aver aiutato uno sperduto studente a trovare una strada che lo metta "nel mezzo di una verita'", sia pure precaria. Questo e' un atteggiamento colpevole e diffuso che troppo spesso degenera nel distacco, nell'arroganza, nell'indisponibilita' e, infine, nel fatto di considerare come una massa indifferenziata un'auditorio di persone che e' fatto invece di singole individualita' che vanno conosciute, coinvolte, sollecitate qualunque siano le loro attitudini e il loro livello di preparazione. La letteratura, una volta, aveva a che fare con la vita, con le domande, gli enigmi, le angosce dell'uomo. Far lezione in un'aula universitaria significa, secondo me, riscoprire ogni volta questa funzione della parola letteraria e attraverso essa mettersi in gioco come uomini prima che come studiosi. Noi oggi dovremmo recuperare il senso di questa funzione del discorso "sapiente" che pronunciamo da una cattedra, e aggiungervi anche lo scopo di una formazione che diamo perchÈ ciascuno di quelli che ci ascoltano possa sperare di realizzarsi come uomo attraverso un lavoro di sua competenza. Se tradiamo questo compito noi umanisti che non abbiamo alibi, figuriamoci cosa accade nelle altre Facolta' in cui i fantasmi della tecnologia, della scienza e del mercato coprono piu' facilmente l'assenza, ormai, del fine "umano" degli studi. Questa e' la vera riforma da attuare, se ancora abbiamo la dignita' e le riserve di energia morale per crederci.


BOLLETTINO '900 - Segnalazioni / A, settembre 1997

ELIDE CASALI PIERO CAMPORESI TRA PRESENTE E PASSATO

Tracciare un profilo di Piero Camporesi (1926-1997) in poche cartelle e' un'impresa che ha del difficile se non proprio dell'impossibile. Cosa si puo' dire in cosi' breve spazio di un uomo la cui "perdita" (24 agosto 1997) -come viene ufficialmente riconosciuto- "lascera' un vuoto difficilmente colmabile" (W. Veltroni, W. Vitali, F. Roversi Monaco) e - come ribadito dagli intellettuali del nostro Paese - "un vuoto appariscente" nel panorama della cultura italiana (C. Marabini), perche' Camporesi era "unico nel suo modo di far letteratura" sia nella ricerca sia nella scrittura. In questa sede e' possibile solo parzialmente e a tratti illustrare il personaggio e la sua opera, mentre appare opportuno sottolineare che Piero Camporesi e' stato uno studioso e un maestro la cui produzione va studiata, capita, approfondita, con iniziative che mantengano viva la forza di quella creativita' singolare che l'ha prodotta, di quella genialita' nel percorrere i territori delle fonti storiche e letterarie, di quella fantasiosa capacita' di scrittura che hanno fatto dei libri di Camporesi dei veri gioielli della cultura.

*Chi era Piero Camporesi?*

A partire dal 1969 fino al 1996 aveva insegnato lingua e letteratura italiana all'Universita' di Bologna, dapprima alla Facolta' di Magistero, poi alla Facolta' di Lettere e Filosofia, distinguendosi per oltre vent'anni come docente al corso di Laurea D.A.M.S. Era - si scrive di lui - "un bravissimo professore di letteratura italiana sfociato nell'antropologia; in realta' un autentico scrittore finalmente approdato a un tipo di saggistica poco praticato" in Italia (C. Marabini). Era studioso di folclore, di storia della cultura materiale, di antropologia storica e letteraria, della cultura popolare. Era dotato di "una personalita' complessa", cui s'aggiungevano "una finissima vena d'ironia e di spassoso godimento" (C. Marabini), una "rara potenza rappresentativa condita... di umorismo" (C. Carena), "tanta passione e tanta lucidita'" (G. Ferroni), "la generosita' e la cordialita' della sua natura" (C. Carena). I suoi primi studi (le edizioni de *Il romitorio* e delle *Lettere* di Ludovico di Breme, 1961 e 1966; gli *Estratti d'Ossian e da Stazio per la Tragica* di Vittorio Alfieri, 1969) gli meritarono gli appellativi di "erudito" e "filologo", poi, imboccata la via dell'antropologia della cultura popolare, alla quale aveva voluto dare la sua dignita', negli anni Ottanta e Novanta viene etichettato come "antropologo totale" (G. Ferroni). Era uomo di "sostanziosissima dottrina" (S. Giovanardi), di "*culture multiforme*" (R. de Ceccaty), "personalita' gentile" (C. Carena), "ricercatore e saggista infaticabile" (G. Ferroni), con "una capacita' di lavoro straordinaria"(C. Carena). Era scrittore "degli ultimi di quella progenie di prosatori che ha fatto grande la nostra lingua nell'epoca del suo declino culturale" (M. Belpoliti), con una prosa raffinata e inimitabile, di ampio respiro "a lasse ininterrotte, per progressivi allargamenti e una continua perdita del punto centrale di osservazione" (R. Minore). Riteneva che la scrittura fosse (sono sue le parole) "un momento liberatorio, tanto esaltante e dionisiaco che va disciplinato con meditazione apollinea" (S. Giovanardi). Ristampando nel 1995 nel volume *Il governo del corpo* (Garzanti) alcuni interventi su quotidiani e gli elzeviri che aveva scritto per il "Corriere della Sera", Camporesi si trovava a far i conti con una certa sua produzione che non sapeva piu' se far rientrare nell' "appartato genere letterario" della "saggistica", che gli sembrava "diventata una specie di elastico contenitore delle voci piu' disparate", "uno strano polpettone", "una screziata insalata mista". In quell'occasione egli faceva il punto sulla sua fisionomia culturale, tracciando di se' un indimenticabile autoritratto ironico e illuminante, una pagina che illustra mirabilmente la natura del suo viaggio culturale: "non posso ritenermi uno storico (almeno nel senso tradizionale della parola), non sono un critico letterario (almeno nel senso stretto e un po' limitativo del termine), non sono un sociologo della letteratura (anche se credo di aver offerto qualche strumento e non pochi materiali ai professionisti di questa - chiamiamola cosi' - disciplina), non mi sento un cattedratico (e pur da molti anni insegno in una italica universita', senza essere mai stato assistente e portaborse di nessuno): posso solo dichiarare di essere *academico di nulla academia*". "Italianista (uso con un certo disagio questo termine) non solo per professione ma anche per mai rinnegata sebbene non incrollabile vocazione, sono stato adescato cammin facendo da molte e varie tentazioni e attratto da piu' ariosi e meno calpestati paesaggi dove il turismo culturale universitario non metteva (negli anni Settanta e Ottanta) di solito il piede. Sono riuscito cosi' a guardare da molte finestre e soprattutto a respirare qualche buona boccata d'aria diversa piu' ricca d'ossigeno e ionizzante. Ho fornicato con la storia alimentare, con i manuali di cucina, con l'economia agraria, con le culture dei campi, della strada e della fame, ho visitato il paese di cuccagna e quello di carnevale. Mi sono piacevolmente sentito un marginale e ho vissuto liberamente *in limine* per un quarto di secolo: ho frequentato per un certo tempo santi padri e teologi, sono andato con predicatori, esorcisti, medici, anatomisti, naturalisti, speziali, "minerari" e "pratici investigatori", ciarlatani, spacciatori di segreti, vagabondi e zerganti, buffoni e cantimbanchi e simil geni'a. Senza, naturalmente, abbandonare i classici e lavorando sugli autori del canone™ (*Il governo del corpo*, p. 8).

*I libri*

Le relazioni dei suoi "viaggi" nei territori di confine della letteratura si sono tradotte in una serie nutrita di libri "gustosi e vagamente inclassificabili"(C. Altarocca), "libri fuori collana, e senza recensori su misura" (F. Camon) che prestigiose case editrici (Einaudi, Il Mulino e Garzanti) hanno pubblicato e diffuso dal 1970 ad oggi, titoli accattivanti e suggestivi, tematiche affascinanti e inedite. La ricerca relativa all'edizione del libro di Pellegrino Artusi *La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene* (1970) -come raccontava in una intervista- gli aveva aperto gli orizzonti verso i vari problemi dell'esistenza e lo aveva indirizzato allo studio dei simbolismi della vita. Nel *Libro dei vagabondi *(1973) aveva tracciato un affresco mirabile del mondo degli itineranti dal medioevo all'eta' moderna. Da questi due importanti lavori discendono poi tutte le indagini successive, quelle legate agli aspetti della marginalita' sociale (*Il pane selvaggio*, Il Mulino 1980 e 1983), alle rappresentazioni dell'immaginario collettivo (*La casa dell'eternita'*, Garzanti 1987), alla scienza e al linguaggio del corpo (*La carne impassibile*, Il Saggiatore 1991; *I balsami di Venere*, Garzanti 1989; *Le officine dei sensi*, Garzanti 1985 e 1991), alle mitologie alimentari e ai rituali della cultura contadina (*Alimentazione folclore societa'*, Pratiche Editrice 1980 e 1983, poi *La terra e la luna*, Il Saggiatore 1989; *Il brodo indiano *, Garzanti 1990, e *Le vie del latte*, Garzanti 1993), ai simbolismi del sangue (*Il sugo della vita*, Edizioni di Comunita' 1984, Mondadori 1998, con inedita introduzione Garzanti 1997), alle testimonianze della cultura e della letteratura di piazza, con particolare attenzione alla prospettiva carnevalesca dell'opera di G.C. Croce (*La maschera di Bertoldo*, Einaudi 1976 e l'edizione einaudiana di G.C. Croce, *Bertoldo e Bertoldino*, 1978, riproposti da Garzanti 1993) e ai rapporti tra il cantastorie e la cultura elitaria bolognese (*Il palazzo e il cantimbanco G.C. Croce*, Garzanti 1994), all'Italia del Rinascimento tratteggiata nel suo paesaggio dall'opera manuale degli industriosi e vitali esperti delle arti meccaniche e artigianali (*Le belle contrade*, Garzanti 1992), ad artieri, inventori e impostori nell'eta' moderna (*La miniera del mondo*, Il Saggiatore 1990) e infine al ritratto di Leonardo Fioravanti, medico e chirurgo itinerante bolognese del XVI secolo (prima abbozzato ne *La miniera del mondo*, poi ripreso in *Camminare il mondo*, Garzanti, previsto per il novembre '97).

*Presente e passato*

Le indagini condotte da Piero Camporesi erano dettate dall'esigenza di approfondire le tematiche affrontate, perche' non amava "fare storia" - come diceva - in modo "schematico e grossolano". La ricerca del passato, che non di rado prendeva le mosse dallo sguardo critico verso il presente, costituiva per Camporesi "un modo di guardare al presente senza appiattirsi" (E. Gagliano). Era un severo fustigatore dei costumi e delle manie della nostra societa': "il mondo presente proprio non gli piaceva, cosi' bastardo, degradato, superindustrializzato, pronto a tutte le novita' piu' dissennate, foriere di sciagure per l'eleganza, la tradizione, il buon gusto" (C. Altarocca), per la salute, il lavoro, la casa, la famiglia. E' riduttivo dire che Camporesi fu "curioso dell'umanita' minore": l'amore e la sofferenza per i diseredati, per i disgraziati, per gli affamati, per gli accattoni, per i meno fortunati, per i disoccupati, per i sottopagati indirizzavano la sua mano di scrittore e di rabdomante di forme e di aspetti della cultura folclorica. Camporesi non amava le ingiustizie sociali, le crudelta' politiche, le "ideologie piu' aberranti" di un mondo che lo aveva guidato nello studio e nella scrittura caricandolo - come giustamente ha visto Carlo Carena - "di tanto dolore" e sofferenza. Per capire l'opera di Piero Camporesi, la grandezza e la singolarita' del suo magistero, per non lasciar cadere nel silenzio, nel vuoto, nella marginalita' l'eccezionalita' della sua presenza nella cultura del Novecento, e' necessario ripercorrere i suoi itinerari di ricerca, cogliere le sue sollecitazioni, farsi guidare dalla sua infinita erudizione, dal suo articolato sapere, leggere, studiare i suoi libri (le sue piu' sublimi lezioni) con il corredo di tutte le testimonianze che, per fortuna, con generosita' e pazienza egli ha voluto lasciare con le interviste sui quotidiani e sui rotocalchi e non solo nazionali. Per ricomporre il quadro delle sue attivita' culturali, del suo profondo impegno civile di professore, di studioso, di scrittore e di uomo e' indispensabile, inoltre, sondare quella attivita' extra- accademica che lo vide corteggiato elzevirista, divertente conferenziere, scrupoloso convegnista, prestigioso lettore per il Premio Strega, impeccabile giurato al Premio Viareggio e al Premio Nonino, prezioso consulente scientifico per la cultura popolare alla Fondazione Cini, consigliere alla Biblioteca internazionale "La Vigna" di Vicenza. Per abbracciare interamente la produzione di Camporesi e' altresi' necessario andare oltre la fortuna incontrata nella penisola, varcare i confini d'Italia e d'Europa, seguendo le tracce dei suoi libri, le fittissime traduzioni in diverse lingue e in molte parti del mondo, individuare i ricercatori che ai suoi libri si ispirarono e s'ispirano tuttora, letterati, scrittori, critici, registi. Solo cosi' la cultura italiana sapra' rendere i meriti dovuti all'uomo dotato di grande senso del lavoro, allo studioso appassionato, al ricercatore industrioso e originale, allo scrittore d'eccezione, a colui che scavo' tra la polvere dei secoli per dare vita ai morti, affinche' il patrimonio da lui lasciato non solo non si deteriori e venga dimenticato, ma possa "fare scuola" continuando a ricevere riconoscimenti numerosi come quelli che Camporesi ebbe (Bellonci, Nonino, Tevere, Guidarello, Scala, Ruffino, Barbi Colombini...) e che sembravano coglierlo di sorpresa e divertirlo, rendendolo orgoglioso del suo ininterrotto dialogo con il passato. [Le citazioni sono tratte da articoli comparsi sulla stampa italiana e francese]


BOLLETTINO '900 - Notizie / C, settembre 1997

SOMMARIO:

* IL GENERE *TENZONE* NELLE LETTERATURE ROMANZE DELLE ORIGINI Universita' di Losanna, 13-15 novembre 1997 * "AMOR E' UNO DESIO CHE VEN DA CORE". Ciencia i filosofia en el Mediterrani occidental: la poesia de Giacomo da Lentini i la cultura siciliana en el segle XIII Universitat Autonoma de Barcelona, 16-18 i 23-24 d'octubre 1997

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IL GENERE *TENZONE* NELLE LETTERATURE ROMANZE DELLE ORIGINI

Convegno internazionale organizzato dalla Sezione d'italiano dell'Universita' di Losanna, 13-15 novembre 1997 (Univ. di Losanna, Batiment central, aula 4202)

Giovedi' 13 NOVEMBRE 1997

Mattina (h. 10): Presiede Remo Fasani (Univ. di Neuchatel) - Inaugurazione - Luciano Rossi (Univ. di Zurigo): *La collana di sonetti-contrasto di Iacopo da Leona* - Michelangelo Picone (Univ. di Zurigo): *Un contrasto giullaresco: la canzone del Castra* - discussione

Pomeriggio (h. 15): Presiede German Colon (Univ. di Basilea) - Franco Suitner (Univ. di Venezia): *Metamorfosi di motivi comico-giullareschi in Jacopone* - Antonia Arveda (Univ. di Padova): *Le tenzoni uomo-donna nella poesia italiana antica: tipologia del dialogo* - Tobias Brandenberger (Univ. di Basilea): *Trobadores y juglares en la "tencao" gallego-portuguesa* - Carlos Alvar (Univ. di Madrid): *La poesie castillane des "cancioneros"* - Miriam Cabre' (The Warburg Institute, Londra): *L'usage du genre tenson dans l'oeuvre de Cerveri de Girona* - discussione

Venerdi' 14 NOVEMBRE 1997

Mattina (h. 9.30): Presiede Michel Zink (College de France) - Peter Stotz (Univ. di Zurigo): *"Conflictus": la preistoria della tenzone nella letteratura latina* - Philippe Vernay (Univ. di Friburgo): *"Jehan, d'amour je vous demant": quelques considerations sur le jeu-parti francais* - Jean-Claude Muhlethaler (Univ. di Losanna): *Debattre du mariage: du jeu-parti a la structure dialogique du rondeau chez Charles d'Orleans* - Michele Gally (Ecole Normale Superieure de Fontenay/Saint Cloud): *Entre sens et non-sens. Approches comparatives de la tenso d'oc et du jeu arrageois* - discussione

Pomeriggio (h. 15): Presiede Charles Roth (Univ. di Losanna) - Dominique Billy (Univ. di Nantes): *Une evaluation formelle de la place du partimen et de la tenson dans le systeme des genres des troubadours* - Marie-Claire Gerard-Zai (Univ. di Friburgo): *La forme dialogique dans les "Novas del papagai" occitanes* - Paolo Gresti (Univ. di Friburgo): *Inferno o Paradiso? Qualche osservazione sulla tenzone tra Aicart e Girart, Bdt 6a.1* - Francois Zufferey (Univ. di Losanna): *Tensons reelles et tensons fictives au sein de la litterature provencale* - discussione

Sabato 15 NOVEMBRE 1997

Mattina (h.9): Presiede Pier Giorgio Conti (Univ. di Berna) - Aldo Menichetto (Univ. di Friburgo): *Le tenzoni fittizie in Chiaro Davanzati, Guittone e altri* - Paola Allegretti (Ginevra): *Il sonetto dialogato due-trecentesco. L'intercisio e le sue origini gallo-romanze* - Raffaella Castagnola (Univ. di Ginevra): *Contrasti amorosi in Cecco Angiolieri* - Giuseppe Frasso (Univ. Cattolica, Milano): *Corrispondendo, non contrastando. Minime divagazioni petrarchesche* - discussione e chiusura

SEGRETERIA DEL CONVEGNO: Universite' de Lausanne Section d'italien - BFSH 2 1015 LAUSANNE tel. +41 (0)21/ 692 29 72 oppure 692 29 10 fax +41 (0)21/ 692 29 15 (M.lle Anne Gaeng)

INFORMAZIONI: Prof. Antonio Stauble Ch. Du Devin 65 bis 1012 LAUSANNE Tel. +41 (0)21/ 652 00 82

Prof. Giovanni Papini Av. Warney 6 1007 LAUSANNE tel. +41 (0)21/ 616 30 72

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"AMOR E' UNO DESIO CHE VEN DA CORE". Ciencia i filosofia en el Mediterrani occidental: la poesia de Giacomo da Lentini i la cultura siciliana en el segle XIII Reial Academia de Bones Lletres Universitat Autonoma de Barcelona 16-18 i 23-24 d'octubre 1997

Dijous 16 D'OCTUBRE: - h. 10.30-13.00 Sessio' "HISTORIA": S. Fodale (pres.), L. Sciascia, J.E. Ruiz Domenech, D. Abulafia - h. 15.30-18.30 Sessio' "TEXT": F. Rico (pres.), R. Antonelli, R. Pinto, L. Milone, R. Coluccia, R. Gualdo

Divendres 17 D'OCTUBRE: - h. 9.30-13.00 Sessio' "CIENCIA": L. Badia (pres.), D. Jacquart, B. Morros, F. Zambon, J. Martinez Gazquez - h. 15.30-18.30 Sessio' "PENSAMENT": M.N. Muniz Muniz (pres.), M. Ciavolella, R. Damiani

Dissabte 18 D'OCTUBRE: - h. 9.30-13.00 Sessio' "FONTS": A.M. Espadler (pres.), M. Mancini, C. Di Girolamo, F. Beggiato - h. 17.00 Taula rodona a Castello d'Empuries (Girona) sobre: "Catalunya, Sicilia i Provenca i el mon dels trobadors"

Segon cicle de conferencies (lloc: Sala de Graus de la Facultat de Lletres de la UAB):

Dijous 23 D'OCTUBRE: F. Amella, J. Cerda', E. Vilella, R. Arques, M. Casas; M. Desclot / N. Comadira (Taula Rodona: "Traduir poesia italiana antiga al catala'")

Divendres 24 D'OCTUBRE: F. Ardolino, L. Rivera.

INFORMACIO' I INSCRIPCIONS: Area d'Italia, Facultat de Lletres. Universitat Autonoma de Barcelona 08193 Bellaterra (Barcelona) tel. +34 (9)3 5812322; fax: 5813171 e-mail: rossend.arques@uab.es ilfra@blues.uab.es ardolino@lingua.fil.ub.es


BOLLETTINO '900 - Notizie / D, settembre 1997

SOMMARIO:

* GIACOMO DEVOTO E LE ISTITUZIONI A CENTO ANNI DALLA NASCITA Firenze, 24-25 ottobre 1997 * L'EDUCAZIONE LINGUISTICA ALLE SOGLIE DEL 2000 A VENT'ANNI DALLE 10 TESI GISCEL Lugano, 29-30-31 ottobre 1997 * XIII CONGRESSO DELL'ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEI PROFESSORI D'ITALIANO Verona - Soave, 26-29 agosto 1998.

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GIACOMO DEVOTO E LE ISTITUZIONI A CENTO ANNI DALLA NASCITA LII Convegno Annuale del Circolo Linguistico Fiorentino Firenze, 24-25 ottobre 1997

Venerdi' 24 OTTOBRE (Aula Magna dell'Universita', Piazza San Marco, 4)

Mattina (h. 9.30): - Saluti - Carlo Alberto Mastrelli (Univ. di Firenze): *Giacomo Devoto e la linguistica* - Giovanni Nencioni (Presidente dell'Accademia della Crusca): *Giacomo Devoto e l'Accademia della Crusca* - Alberto Nocentini (Univ. di Firenze): *Lingua e dialetto nell'opera di Giacomo Devoto* - discussione e interventi

Pomeriggio (h. 15): - Giovannangelo Camporeale (Presidente dell'Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici): *Giacomo Devoto e gli Studi Etruschi* - Aldo Luigi Prosdocimi (Univ. di Padova): *Giacomo Devoto e la linguistica dell'Italia antica* - Marcello Gigante (Presidente dell'Associazione Italiana di Cultura Classica): *Giacomo Devoto Presidente dell'Associazione Italiana di Cultura Classica* - Benedetto Marzullo (Univ. di Roma ìTor Vergataî): *Giacomo Devoto e le discipline classiche* - discussione e interventi

Sabato 25 OTTOBRE 1997 (Accademia Toscana di Scienze e Lettere ìLa Colombariaî, Via Sant'Egidio, 21)

Mattina (h. 9.30): - Saluti - Francesco Adorno (Presidente dell'Accademia Toscana di Scienze e Lettere "La Colombaria"): *Giacomo Devoto e le istituzioni civili* - Antonio La Penna (Univ. di Firenze): *La Scuola e l'Universita' nel pensiero e nell'opera di Giacomo Devoto* - discussione e interventi

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L'EDUCAZIONE LINGUISTICA ALLE SOGLIE DEL 2000 A VENT'ANNI DALLE 10 TESI GISCEL Giornate di studio e di aggiornamento 29-30-31 ottobre 1997 Lugano, Palazzo dei Congressi Scuola Tecnica Superiore, Trevano

RELATORI: T. De Mauro, A. Sobrero, G. Ludi, C. Pontecorvo, C. Lavinio, G. Armellini, R. Simone, M. Ambel, D. Corno

SEGRETERIA e INFORMAZIONI: Ufficio studi e ricerche CH - 6501 Bellinzona tel. +41 (0)91 825 06 69

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XIII Congresso dell'Associazione Internazionale dei Professori d'Italiano Verona - Soave, 26-29 agosto 1998.

L'A.I.P.I. e' un'Associazione che esiste dal 1975 e che raggruppa attualmente circa 500 docenti di una trentina di paesi diversi. L'Associazione organizza dei congressi internazionali biennali, ospitati alternativamente in Italia e in altre nazioni.

Il tema del XIII Congresso A.I.P.I. sara' "Soavi sapori della cultura italiana". Alla fine del secondo millennio, in un periodo in cui si stanno imponendo nuove realta e nuovi valori, e' necessario riflettere su come nella lingua, nell'arte, insomma nell"esistenza, le suggestioni e i condizionamenti legati a sapori e a profumi della tavola scandiscono i ritmi della vita e della cultura italiana.

Informazioni:

- Edmond Hoppe, segretario dell'A.I.P.I. Av. de la Basilique 327/9, B-1081 Bruxelles (Belgio) e-mail: aipi@heff.brunette.brucity.be - Bart Van den Bossche, membro del Comitato Direttivo A.I.P.I. Centro di Studi Italiani, Blijde-Inkomststraat 21, B-3000 Leuven, e-mail: bart.vandenbossche@arts.kuleuven.ac.be

*Informazioni supplementari sull'A.I.P.I.*

Oltre ai congressi internazionali, l'A.I.P.I. organizza anche seminari e incontri saltuari destinati a un pubblico piu' ristretto di professori, per affrontare problematiche specifiche, circoscritte a una determinata area geografica, linguistica, ecc. L'A.I.P.I. pubblica "Civilta' Italiana", rivista quadrimestrale fino al 1988, poi annuale, che raccoglie gli atti dei congressi come pure articoli di soci e studiosi interessati principalmente in ricerche linguistiche, letterarie e culturali in senso lato. Inoltre, l'Associazione diffonde un "Notiziario" semestrale che offre ragguagli sui suoi convegni e seminari, ma anche su quelli organizzati da altri sodalizi o organizzazioni.

L'iscrizione all'A.I.P.I. (l'equivalente, in valuta locale, di 30 Franchi svizzeri o 30.OOO ITL, da pagare ai responsabili nazionali) da' diritto a ricevere la rivista e il notiziario nonche' a partecipare ai congressi, alle assemblee generali e a tutte le altre attivita dell'associazione.

[Fonte: Italian Studies]


BOLLETTINO '900 - Notizie / E, settembre 1997

SOMMARIO: * PREMIO "MARINO MORETTI", Premiazione 1997 * PREMIO ROMANO BILENCHI, Premiazione 1997 * CONCORSO GIOVANNI PASCOLI, Bando 1998

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PREMIO MARINO MORETTI Per la filologia, la storia e la critica nell'ambito della letteratura italiana dell'Otto e Novecento - III Edizione 1997

Cerimonia di premiazione Teatro Comunale di Cesenatico (FO), Sabato 25 ottobre 1997, ore 16.30

Alla premiazione seguira' una tavola rotonda sul tema: "Territori letterari e peripezie della critica oggi". Presiede Giulio Ferroni, intervengono Gian Luigi Beccaria, Franco Contorbia, Alfredo Giuliani, Dante Isella, Geno Pampaloni, Ezio Raimondi (Membri della Giuria), Marcello Salucci, Fernando Bandini, Andrea Battistini, Renzo Cremante, Fausto Curi, Biagio Dradi Maraldi, Lino Rossi (Membri del Comitato Scientifico di Casa Moretti) e i vincitori della III edizione del Premio.

Segreteria: Casa Moretti, Via M. Moretti 1, 47042 Cesenatico (FO) Tel. e fax +39 (0)547 82397

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PREMIO ROMANO BILENCHI

l'Associazione Amici di Romano Bilenchi (Segretario L. Lenzini, Presidente R. Barzanti) assegnera' Domenica 26 ottobre, alle ore 11, al Teatro dei Varii di Colle Val d'Elsa (SI) il Premio Romano Bilenchi 1997. Il Premio ha cadenza triennale ed e' attribuito al contributo critico piu' rilevante sull'opera di Bilenchi tra quanti pubblicati dal '94 al '97. Per questa edizione la rosa dei selezionati comprende: Silvio Perrella, Clelia Martignoni, Giuseppe Nicoletti, Giuseppe Polimeni, Massimo Depaoli, Paola Mazzucchelli, Cristina Nesi Mani. Il Premio e' di # 5.000.000; la Giuria e' composta da Cesare Garboli, Romano Luperini, Corrado Stajano. Segreteria: Luca Lenzini, e-mail lenzinil@sbs.unisi.it

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CONCORSO TRIENNALE GIOVANNI PASCOLI per la migliore tesi inedita sull'opera di Giovanni Pascoli.

L'Accademia Pascoliana e la Fondazione "Domus Pascoli" di San Mauro Pascoli, bandiscono un concorso triennale per premiare la migliore tesi di laurea inedita sull'opera di Giovanni Pascoli e la miglior tesi di dottorato inedita (salvo le due copie inviate alle biblioteche nazionali). L'organizzazione dell'iniziativa e' affidata all'Accademia Pascoliana.

Il primo premio per la tesi di laurea sul Pascoli e' di £ 2.000.000 indivisibili: il secondo premio e' di £ 1.600.000, divisibili, in caso di ex-aequo, fra non piu' di due concorrenti. Il premio per la miglior tesi di dottorato sullo stesso argomento Ë di £ 1.000.000, indivisibili.

In questa seconda tornata saranno accettate le tesi discusse dal 20 marzo 1995 al 20 aprile 1998, data entro la quale dovranno essere presentati i lavori, in tre copie, al seguente indirizzo:

ACCADEMIA PASCOLIANA Via P. Nenni 2 - 47030 San Mauro Pascoli (FO) tel. +39 (0)541 934084

Al fine del rispetto del termine far? fede il timbro postale di spedizione. A premiazione avvenuta, due copie saranno a disposizione degli autori presso la sede suddetta, la terza rester? nella biblioteca dell'Accademia.

La giuria sara' composta da tre docenti universitari nominati da Presidente dell'Accademia, su mandato del Consiglio. Il giudizio della giuria e' inappellabile.

La premiazione avverra' in una pubblica riunione a San Mauro Pascoli nel settembre 1998. I vincitori, tempestivamente preavvertiti, saranno graditi ospiti degli Enti promotori, insieme coi relatori delle loro tesi. I premi saranno consegnati personalmente.

Nel caso che nessun lavoro sia ritenuto degno della premiazione, l'importo del premio verra' accantonato per essere aggiunto al nuovo nella tornata successiva.


BOLLETTINO '900 - Notizie / F, settembre 1997

SOMMARIO:

* SIMPOSIO "WEB OF DISCOURSE. The Itertextuality of Science Studies" 5-7 Febbraio 1998 - Lubbock, Texas Tech University. * LISTA di DISCUSSIONE PHIL-LIT: Philosophy and Literature

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WEBS OF DISCOURSE The Intertextuality of Science Studies

The thirty-first annual Texas Tech University Comparative Literature Symposium, "Webs of Discourse: The Intertextuality of Science Studies," will meet on February 5-7, 1998. Plenary speakers are Donna Haraway, Lynn Randolph, Marcos Novak, and Carl Rubino.

Is a comprehensive synthesis of science studies across the discursive disciplines possible? What roles will the Web and other interactive technologies play? We invite discussion of these and related issues by scholars working in any area of cultural science studies, as well as by rhetoricians, critical theorists, and literature scholars.

Visit our Web site at http://www.english.ttu.edu/wod/

Send 1-2 pp. abstracts by October 30, 1997, to Bruce Clarke, e-mail: bruno@ttu.edu, or Department of English, Texas Tech University, Lubbock, TX 79409-3091.

[Fonte: Bakhtin Centre]

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Philosophy and Literature, the interdisciplinary journal published by the Johns Hopkins University Press, sponsors an electronic-mail list service for philosophers and literary critics, scholars, and theorists.

PHIL-LIT offers news, book announcements, calls for papers, contents of journals, and conference plans. Subscribers post queries, trade inside information and advice, preview drafts of articles and reviews, dispute, congratulate, refute, and defend one another. PHIL-LIT serves as a single source of information and the exchange of ideas--an electronic newsletter run on democratic principles.

Like the journal it serves, it owes allegiance to no particular school or style of criticism, and is open to anyone who takes a serious interest in philosophical interpretations of literature, literary investigations of classic works of philosophy, philosophy of language, and literary theory.

To subscribe send the following message:

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And send the message to

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[Fonte: Italian Studies]


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Bollettino '900 - Electronic Newsletter of '900 Italian Literature versione e-mail - NOTIZIE / F, settembre 1997. Redazione: Daniela Baroncini, Stefano Colangelo, Eleonora Conti, Stefania Filippi, Anna Frabetti, Manuela Gardenghi, Federico Pellizzi (Editor). Dipartimento di Italianistica dell'Universita' di Bologna, Via Zamboni 32, 40126 Bologna, Italy, Fax +39 (0)51 258555; tel. +39 (0)51 258595/334294. Reg. Trib. di Bologna n. 6436 del 19 aprile 1995 - ISSN 1124-1578 Editor: Federico Pellizzi.

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