Testi in rete 4

[10-6-1997]

Da Giuliano Merz:

Ciao a tutte/tutti, scusate anzitutto le lunghe citazioni, ma il casus belli richiede interventi/repliche e... precisione. Rispettando l'ordine del maxi messaggio (= l'antologia) di Emilio Speciale riporto solo alcuni stralci che ho numerato ed a cui faccio seguire o fatti o un'opinione (la mia)

1) (OMISSIS) > La LIZ e' fatta di testi e di DBT, non di soli testi: La sua utilita' > per gli studi e si' nella ricchezza della banca testuale ma anche, e > forse di piu', nelle potenzialita' del motore di ricerca. Il software e' > di proprieta del Consiglio Nazionale delle Ricerche, che l'ha ceduto > tutt'altro che gratis alla Zanichelli. La preparazione dei testi > (scannerizzazione, pulitura, correzione su carta, codifica) ha un costo > elevatissimo. Il 30-40 % viene trattenuto dalla distribuzione. In queste > condizioni il pareggio dei costi viene fatto sulle 2000-2200 copie. Ti > assicuro che mettendo insieme le due edizioni pubblicate si e' ancora > molto lontani da questo traguardo. Questo non per fare il difensore > d'ufficio della Zanichelli (che, come tutti sanno, e' una casa editrice > di reference, fa una politica popolare dei prezzi dei suoi libri e > soprattutto non ha bisogno di difensori), ma per testimoniare lo sforzo > sostenuto dalla casa editrice nel contemperare le esigenze di un > pubblico che si voleva il piu' largo possibile con la preoccupazione di > recuperare almeno in parte gli investimenti effettuati quando i lettori > di cd erano rari e la diffusione capillare del nuovo mezzo era soltanto > una speranza. (OMISSIS) > Pasquale Stoppelli > ad 1): "politica popolare dei prezzi dei suoi libri" !!!! Scherziamo o Stoppelli e diventato PR della Zanichelli? Lascio perdere l'inglese e il francese, che magari mi ribattete "hanno ben altro mercato"...: il DUDEN, dizionario monolingue ad uso e consumo dei tedeschi, con il numero di pagine e di lemmi (!!!) dello Zingarelli 96-97-98 ecc. ecc., COSTA MENO DI 55.000 LIRE, quindi questi sono "samaritani", non guadagnano, producono gratis! (Altra ipotesi potrebbe essere che un lemma tedesco costa la meta' di un lemma italiano, quindi il dizionario......) Inoltre: chi ha obbligato la Zanichelli ha prendere il DBT del CNR (: per i non addetti: la Lexis vi cede la versione DOS a 290.000, quella Windows a 500.000 lire - IVA esclusa !!!)? I due dischetti dell'ultimo TACT per DOS (Univ. Toronto / IBM Canada) erano gratis, il manuale costava 30 (trenta) $ - e TACT vale quanto il DBT. Il WordCruncher per Windows (che vi installa gratis la versione per DOS) costava ca. 295 $ - il Word Cruncher vale 2 DBT.... Mah, i misteri del marketing italiano.-

2) (OMISSIS) > raccolgo il tuo invito a discutere della legittimita' di estrarre testi > fuori diritti da banche dati proprietarie. E' evidente che non si tratta > di "proprieta del testo", che e' di pubblico dominio, ma di proprieta' > della "composizione" del testo, cioe' "delle specifiche battute che lo > costituiscono". Si vogliono "piratare" testi da banche dati? Si deve > avere la pazienza di collazionarli con l'originale di riferimento. Solo > in questo modo possono essere eliminate quelle particolarita' (piccole > varianti, errori, segni diacritici specifici) che lo rendono > riconoscibile rispetto alla fonte duplicata.Ti assicuro che saranno ben > pochi quelli che, dopo aver fatto un lavoro del genere, penseranno di > non essere "proprietari" di quei testi e saranno disponibili a > condividerli col mondo "gratis et amore Dei". Del resto, se preparare > testi elettronici fosse fatica da poco, perche' siti come Manuzio > crescerebbero con tanta difficolta'? Non escludo che in un futuro anche > abbastanza prossimo si faccia qualcosa di interessante, e a vantaggio di > tutti, proprio con i testi della LIZ. (OMISSIS) > > Pasquale Stoppelli > Ad 2): Alla mia richiesta di 'delucidazioni' ha risposto personalmente Giuseppe Enriques, amministratore delegato della Zanichelli - particolare interessante: a stretto giro di posta (fatto alquanto raro nel Bel Paese). Il dott. Enriques mi offre ampie assicurazioni sulla PUREZZA dei testi italiani di LIZ 1.0 e sull'attendibilita' assoluta delle operazioni sul corpus (concordanze ecc.), affermando che le "varianti" o "tratti marcanti" NON sono nei testi ma nei files...... Poiche' non capivo la sottigliezza o differenza - che tra l'altro contraddice quanto afferma lo Stoppelli autore - ho chiesto nuove delucidazioni - particolare interessante: questo secondo email, spedito con la funzione "reply" allo stesso indirizzo del primo, mi e' ritornato come NON RECAPITABILE. A parte queste quisquiglie, vorrei anche correggere un po' il vocabolario di tutti questi indignati contro mister x - si legge 'rubare' di qua, 'piratare' di la'...... Secondo la mia modestissima opinione mister x ha semplicemente dato/ridato a tutti quel che e' di tutti (i.e. testi della letteratura italiana) - se la normativa NON, si veda anche il punto 3, considera reato una determinata situazione, azione o che altro, beh, se ne accetti lo status quo o si modifichi la norma (: basta presentare un disegno ecc. ecc., la lobby non manca, il parlamento c'e'....)! Spiacente il mondo e' cosi': anche se uno lavora una vita - e non metto in dubbio quanti abbiano e quanto si sia lavorato al progetto LIZ - ad una "cosa" che poi si rivela non brevettabile, la medesima non e' protetta, amen (per quanto questo possa essere tragico per il soggetto in questione). Volete la LIZ protetta ? Elevate a 500 (cinquecento) anni la durata del copyright - o non fate CD con testi cosi' vecchi!

(OMISSIS)

> Da Gino Roncaglia di Liber Liber: > (OMISSIS) > Per questi motivi, ci sembra che l'immissione in rete, un po' clandestina, > dei testi della LIZ, senza indicarne la provenienza, e (a quanto fin qui > risulta) senza che l'operazione avesse una paternita' esplicita, sia stata > una scelta criticabile e - in questi termini - non condivisibile. > (OMISSIS) > > Da questo punto di vista, non ci e' francamente ben chiaro lo status delle > "varianti minime" introdotte dai curatori della LIZ, che sembrerebbero anche > avere lo scopo, almeno per quanto si desume dalle dichiarazioni che abbiamo > riportato, di permettere l'identificazione del loro testo. Il lettore e' > avvertito dell'esistenza di queste varianti, per quanto minime, e della loro > motivazione? E nell'ipotesi (ma non lo crediamo possibile) che tali varianti > fossero state introdotte solo per permettere l'identificazione del testo, > quali sono le giustificazioni filologiche ed etiche di quelle che potremmo > un po' malignamente chiamare 'varianti di appropriazione'? > > Ribadendo quanto sopra esposto sulla scorrettezza 'etica' dell'operazione > americana, soprattutto per il fatto di non aver citato l'edizione di > riferimento usata, non ci pare che la Zanichelli possa vantare alcun > particolare diritto sui testi dei classici compresi nella LIZ. Noi stessi > abbiamo piu' volte utilizzato come edizioni di riferimento per i testi del > progetto Manuzio edizioni contemporanee (cercando quando possibile di > suggerire ai volontari le piu' affidabili), indicando peraltro sempre e > esplicitamente l'edizione di riferimento utilizzata, senza che nessuno mai > pensasse di contestare questo diritto. > > Se dunque la Zanichelli e i responsabili della LIZ intendono denunciare > un'operazione moralmente scorretta e filologicamente criticabile, perche' > priva delle indispensabili indicazioni di provenienza (e possibillmente > della correzione degli errori di attribuzione segnalati), hanno tutta la > nostra solidarieta'. Se intendono pero' rivendicare - come sembrerebbero > indicare la 'diffida' rivolta ai responsabili del server americano e la > richiesta chiusura dello stesso e di risarcimenti - un qualche diritto > legale al 'possesso' di testi fuori diritti, solo perche' quei testi sono > stati inclusi, con le "varianti minime" di cui sopra, in un CD ROM da loro > realizzato, dobbiamo dire francamente che non siamo d'accordo. Una tesi del > genere ci sembrerebbe giuridicamente infondata, culturalmente non > condivisibile, e dalle conseguenze potenzialmente pericolose. > (OMISSIS) > Per l'associazione culturale Liber Liber: > > Marco Calvo, Presidente > Gino Roncaglia, Vicepresidente > Fabio Bertolo, Responsabile editoriale > Luigi Bertolo, Capo ufficio stampa > Fabio Ciotti, Responsabile scientifico > Marco A. Zela, Segretario-tesoriere > Ad 3): I colleghi del progetto Liber Liber - un progetto che ammiro e apprezzo - hanno non una ma cento ragioni, anche se cio' dispiacera' a Stoppelli e alla Zanichelli. I testi della LIZ non (NON) sono protetti: questo il tenore della prima comunicazione che ho ricevuto da Padova. La terminologia usata dai miei giuristi ricalca quasi alla lettera quanto e' affermato da Liber Liber qui sopra (: operazione meccanica non giustifica tutela di un diritto, manca il quid novi, una biblioteca o antologia come pura successione di testi non protetti non fonda una tutelabilita' ecc. ecc.) Aspetto ancora gli altri pareri, ma 'sento' gia' che saranno in sintonia: quindi mister x ha ben poco da temere..... E ho pure l'impressione che alla Zanichelli lo sappiano benissimo.... Quindi, se pur lentamente, la storia va verso un epilogo: se la giurisprudenza da' ragione al birichino di turno, e' chiaro che i testi torneranno in rete (di sicuro in piu' d'un posto !) e che la storia diventera' una delle cronache di Internet. Ma c'e' ancora nell'aria una vaga promessa....: vogliono fare della raccolta LIZ qualcosa veramente per tutti ! Ecco dunque - e con questo chiudo - il mio appello alla Zanichelli: a) mettete i testi in rete, accessibili a tutta quell'utenza - dalle scuole agli atenei - che li usa e puo' averne bisogno, gratis (: lo so che avete "investito", aspettate un attimo)! Leghereste il vs. nome a un'operazione culturale di buona portata - e il ritorno d'immagine vale moneta e monete.... b) riducete del 50% il prezzo della LIZ 2.0 (o 3.0) e 'affidatevi' alla simpatia successiva ad a) della comunita' scientifica: personalmente ritengo che potrei far acquistare il prodotto (alle nuove condizioni) a due/tre istituzioni + 3 o 4 colleghi. Se ogni docente presente sulla lista (+ amici e conoscenti) si facesse promotore in tal senso, credo che l'editore venderebbe un bel po' di LIZ in piu'. Con buona pace di tutti. Marketing e' marketing: forse che i programmatori della Microsoft o Netscape non lavorano e non vengono pagati ? Eppure Explorer e Navigator sono gratis? Forse che l'editore tedesco Reclam non ha i bilanci in nero? Eppure un romanzo di Kafka scritto e parlato su CD - ma c'e' anche Fontane, Storm, Schiller, Goethe ecc. ecc. - COSTA meno di 14.900 LIRE ! E quanto vengono 3 CD con il Gutenberg in inglese? Quanto l'accesso illimitato all' ARTFL (biblioteca con 3000 libri) per il francese?

Pensateci gente, perche' come docente italiano all'estero - e quindi istituzionalmente incline alla promozione, adozione ecc. ecc. di prodotti italiani - non e' sempre facile "giustificare" i prezzi italiani! E tenete presente, guarda caso, che prima dell'irruzione, da molti giudicata pirata, sul mercato degli elenchi telefonici su CD marca Topware, gli "altri" costavano 1 mil. e 600.000 - ora costano tutti dalle 39 alle 59.000 lire! Cari saluti (e scusate lo sfogo) Giuliano Merz


sempre Merz a proposito del msg. n. 3

Su questa 3a puntata della telenovela credo di dover dire qc. a proposito del testo e delle osservazioni di Stoppelli (v. qui sopra). 1) precisazione personale: ne' fastidio ne' astio nei confronti della LIZ, ma semplice atteggiamento critico, da consumatore NON tutelato. CRITICO verso il prezzo (: perche' 1000 testi inglesi costano la meta' di 300 testi italiani???), CRITICO verso le caratteristiche del programma di Picchi o del CNR (: come mai gli updates di "manufatti" inglesi, tedeschi perfino francesi COSTANO meno di quelli italiani??? I bytes italici sono piu' manufatto dei bytes stranieri?) - e per caratteristiche intendo stabilita', velocita' di esecuzione, potenzialita', possibilita' di personalizzazione e automatizzazione (con macro, scripts e sim.) ecc. ecc. ANCHE IN RELAZIONE alle prestazioni di programmi 'concorrenti' da Kleio (non solo per storici) a Mecs (Norvegia), da Tact (Canada) a WordCruncher (USA)! 2) non posso che ribadire quanto gia' accennato: se il legislatore - quindi non io - non tutela un "manufatto", spiacente ma il problema non si pone piu' sul versante di chi decida di fare del manufatto l'uso che ne e' stato fatto. Mi spiace ridirlo, ma attualmente pare proprio che "i files di testo" NON siano di proprieta' dell'Editore (e mi permetto di ipotizzare che alla Zanichelli l'hanno capito benissimo - cfr. la risposta datami dall'Amm. Delegato: il responsabile che non c'e', formule sui generis che provocano una ulteriore richiesta e l'indirizzo che improvvisamente non funziona piu', mah): l'azione meccanica con cui si sono trasferiti i testi ne fa un manufatto ma non una creazione, comunque si vedra': la parola ce l'hanno, sec. me, i giuristi.... l'ultima, se non vi e' chiarezza prima, i giudici. 3) p.f. non facciamo i giochini con il libro di Dante da sottrarre in libreria...... Nessuno ha duplicato - illegalmente (questo e' chiaro anche a chi la LIZ ama/odia o ha amato/odiato) - il mezzo (= il CD), ma il contenuto !! Mi si scusi, il secondo editore che ha pubblicato Dante, diciamo a 600 anni dalla morte, il testo da dove l'ha preso ? Dal primo ? Ma no, non puo' essere, che' il primo era un manufatto da non toccare....... Mah.-

Saluti a tutti Giuliano Merz


ancora Merz

Gentili colleghe/i, mi permetto un ultimo intervento in tema facendo riferimento esplicito a due brevi passaggi di Stoppelli (che ha affermato di considerare chiusa la questione... mentre in realta' essa e' sempre piu' aperta).

In data 03/06/97 si legge su Lettere + let-it: "Il software e' di proprieta' del CNR, che l'ha ceduto tutt'altro che gratis alla Zanichelli". A parte il fatto che nella vers. 1.0 della LIZ non trovo riscontri di questo, mi viene spontaneo: "E con cio'?" La crema dei programmi - ma 'purtroppo' sono in inglese - che fa minimo le stesse cose del DBT costa tra zero e la meta' dell'illustre software made in Italy! Quindi chi ha comprato "tuttaltro che gratis", mettendoci poi gli zeri o le cifre per arrivare alle 800.000 e piu' di allora, ha fatto i conti senza l'oste = il mercato..... amen.-

In data 02/06/97 si legge su Lettere + let-it: "... Zanichelli (che come tutti sanno e' una casa editrice di reference, fa una politica popolare dei prezzi [!!! - aggiunta mia] dei suoi libri e soprattutto non ha bisogno di difensori)..." Chi avrebbe mai immaginato che del proprio editore si possono cantare simili peana! Boh, dovro' rivedere l'atteggiamento nei confronti del mio (Langenscheidt & Co.). Nel frattempo mi sono permesso un'indaginetta conoscitiva. Come arcinoto gli editori italiani - tutti, quindi anche la Z., - hanno da sempre la beneamata abitudine di aumentare i prezzi mentre siamo in vacanza (e di una quota che e' sempre stata superiore al tasso d'inflazione.... "Sempre" si riferisce agli ultimi 25 anni). Detto questo, ecco la novita', la "politica popolare" dei prezzi: lo Zingarelli da 2 settimane, grazie al DISC, NON costa piu' 118.000 lire, ma 90.000! Per il CD (prezzo Zanichelli 98.000 lire) ci stanno ancora pensando, mentre la Giunti pratica il prezzo 'impopolare' di lire 39.900 (ed il prodotto sta circa due gironi piu' in alto dello Zing.-Compact...). INOLTRE: al fffantastico prezzo di lire 77.000 la Zanichelli commercializza il diz. monolingue del WAHRIG (ed. Bertelsmann, prezzo in marchi = ca. 52.000 lire!). Il diz. monolingue DUDEN costa, nelle stesse librerie di Verona, Padova, Roma, Siena, Perugia ec. ecc., lire 59.000 (ed. Bibl. Institut, prezzo in marchi = ca. 52.000 lire!). Ah gia': per numero di pagine, lemmi, prestigio, bonta' i 2 si equivalgono. Sempre la Z. si pregia di offrire il Duden Illustrato ted./it. a 94.000 lire (prezzo 'originale' = max. 50.000). Concordo pienamente con Stoppelli: un editore cosi' non ha bisogno di difensori.... ma di accusatori, cioe' di gente che smette di comprare! Il Sabatini & Co., alias DISC, facilitera', penso, le cose: magari poi i nuovi ci concedono il bis con la LIG (Lett. Ital. Giunti), cosi' non ci si pensa piu'.- Per quanto concerne il 'resto': ora e' chiaro che le varianti minime ci sono. Quindi i miei dati numerici - senza un'informazione in tal senso (staremo a vedere fin dove arriva il diritto dell'editore SENZA alcun accenno per l'utenza!) - sono sballati per x parametri (ove x ancora oggi e' un'incognita). E mi si dice che "la questione e' chiusa"? Bene. Questa una prima risposta: supponendo che gli esperti in diritto confermino la non sussitenza di tutela per i 300 e rotti testi, apriro' un anonimous ftp, senza alcun limite di up e download, a partire da settembre presso questa Universita' e con il solo scopo di convincere mister x a copiarci tutti i files - dopodiche' tutti potranno servirsene. Poi la questione sara' chiusa, anche per me. Cordiali saluti Giuliano Merz Univ. Innsbruck / Romanistik Innrain 52 A - 6020 Innsbruck Tel. 0043/512/5074201 u. -4225 Fax 0043/512/5072883 E-Mail: Giuliano.Merz@uibk.ac.at