Università parallele

[10-6-1997]

Da Tullia Magrini

Trasmetto di seguito un documento elaborato da alcune associazioni di docenti universitari - diretto a tutti i Presidi di Facoltà - per portare a conoscenza dei colleghi italiani iscritti alla lista un progetto di legge relativo all'istituzione di un'università parallela a quella esistente, dotata di proprio autonomo CUN. Questo progetto di legge afferma un principio e crea un precedente che potrebbe avere gravi ripercussioni sull'università italiana nel suo complesso (assorbirebbe fra l'altro ingenti risorse) e credo pertanto che meriti attenzione da parte di tutti coloro che attualmente vi operano. Ringrazio tutti coloro che vorranno sensibilizzare i loro colleghi in proposito.

Tullia Magrini
Università di Bologna
magrini@biblio.cib.unibo.it


Ai Presidi di tutte le Facoltà universitarie italiane

7 giugno 1997

Chiarissimi Presidi,

Queste righe attirano l'attenzione delle SS. LL. su un'imminente legge che, se in apparenza investe pochi settori scientifico-disciplinari (L25-26-27: arte, teatro e cinema, musica), potrà di fatto avere ampie e notevolissime ripercussioni sul *sistema universitario italiano* nel suo insieme. Perciò invitiamo le SS. LL. a porre questa nota all'attenzione dei Consigli di Facoltà da Loro presieduti, affinché si esprimano - se lo riterranno - con appositi pareri o delibere. Siamo pronti a raccogliere gli estratti dei verbali che i Consigli di Facoltà ci vorranno far pervenire, e a diffonderli presso i parlamentari. Il 14 aprile 1997 la Commissione VII della Camera dei Deputati (Cultura, scienza e istruzione) ha approntato il testo della legge che riforma le Accademie di Belle Arti, l'Accademia nazionale di Danza, l'Accademia nazionale di Arte drammatica, gli Istituti superiori per le Industrie artistiche, i Conservatorii di Musica, gli Istituti musicali pareggiati e il Centro sperimentale di Cinematografia (proposte di legge 688 e abb.). Tali istituti fanno attualmente capo all'Ispettorato Istruzione artistica del Ministero della Pubblica Istruzione. Secondo la riforma, i suddetti istituti confluiscono in istituzioni di istruzione superiore *di grado universitario*, denominate Istituti superiori delle Arti (ISdA) (art. 2,1); rilasciano diplomi universitari di primo livello e diplomi di laurea a norma della 341/90 (5,1), con valore legale (5,5); partecipano alle scuole di specializzazione istituite dal d.p.r. 470/96 (5,1) e attivano propri corsi di perfezionamento e di dottorato di ricerca (5,3); arruolano personale docente universitario (8). Il ruolo del personale attualmente in servizio verrà ridefinito con riferimento allo stato giuridico e al trattamento economico del personale universitario (8,5). Gli ISdA saranno dunque VERE E PROPRIE UNIVERSITA', inquadrate nel Ministero dell'Università e della Ricerca scientifica e tecnologica (a norma della 168/89). Senonché gli ISdA NON saranno retti dal CUN, bensì da un analogo organo di alta consulenza del Ministro, il Consiglio Nazionale delle Arti, del tutto indipendente dal CUN (3). Quanto al nuovo personale docente, sarà reclutato secondo "specifiche formule concorsuali", diverse da quelle dell'Università (8,4). E' altresì previsto che i diplomi finora conseguiti in Accademie,Conservatorii e Centri vengano "equiparati ai diplomi di laurea ai fini dell'accesso all'insegnamento e, purché sia stato conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado, dell'ammissione ai concorsi nella pubblica amministrazione" (6,1). Non intendiamo commentare qui i contenuti della proposta di legge, e confermiamo che da decenni il settore è in attesa di una riforma troppo a lungo procrastinata. Ciò che preoccupa è che, per iniziativa del Parlamento, sorga un' *Università parallela* e *sui generis*, la quale ha tutte le caratteristiche dell'Università ma nel contempo è sottratta al regime unitario tipico dell'Università in senso stretto. Siamo del parere che, ove le Accademie, i Conservatorii, i Centri interessati dalla riforma assurgano al livello di Università, debbano entrare a far parte dell'Università, non già mettersi in concorrenza dall'esterno con l'Università. Se la riforma attualmente in corso di approvazione alla Camera verrà attuata, si sarà creato un precedente per la *proliferazione di Università parallele*, e si saranno poste le premesse di un *progressivo smembramento dell'Università italiana*. Su questo aspetto importa - ci sembra - che i Consigli di Facoltà si pronuncino.

Con ossequio.

prof. Lorenzo Bianconi
prof. Ferruccio Marotti
prof. Giorgio Tinazzi
ADUIM ADUIT CUC

ADUIM Associazione fra docenti universitari italiani di musica c/o Dipartimento di Musica e Spettacolo Università degli Studi di Bologna via Galliera 3 - 40121 Bologna fax 051 231183 email: <bianconi@gotan.cirfid.unibo.it>

ADUIT Associazione dei docenti universitari italiani di teatro

CUC Consulta universitaria del cinema