Testi in rete

[27-5-1997]

E.S. Nelle ultime notizie brevi avevo mandato un messaggio di Nanda Cremascoli concernente un sito in cui si trovavano centinaia di testi italiani. Prima di informare i membri di Lettere Italiane di questo sito sono andato a vedere di cosa si trattasse e ho avuto l'impressione che i testi ospitati fossero gli stessi della LIZ. Ho comunicato la mia impressione alla Cremascoli che mi ha detto che aveva ottenuto l'indirizzo da un'amica americana e che quindi essendo gia' un sito abbastanza conosciuto avrei fatto bene a farlo conoscere anche ai membri di LI. La Cremascoli non sapeva nulla della provenienza dei testi e dava per possibile la mia ipotesi. Decido allora di far circolare l'indirizzo, ma nello stesso tempo informare Pasquale Stoppelli, autore della LIZ insieme a Picchi, dei miei sospetti. Che si sono rivelati corretti. Stoppelli mi ha pregato di far arrivare a tutti il seguente messaggio:

Cari amici, gli iscritti di questa lista sono stati informati qualche giorno fa dell'esistenza di un sito che conteneva un gran numero di testi letterari italiani. Si trattava di un sito rigorosamente anonimo. Come autore della LIZ la cosa mi ha immediatamente insospettito. Il sospetto era piu' che giustificato: erano stati infatti scaricati illegalmente e messi in rete tutti i testi della LIZ ed. 1993 (meno Ramusio e lo Zibaldone di Leopardi), insieme a poche altre cose di diversa provenienza. Trattandosi di testi che mi ero a suo tempo premunito di marcare con varianti minime che non appartengono all'edizione di riferimento, e' stato facilissimo identificarli. Essendo la proprieta' della LIZ della Zanichelli, ho comunicato la cosa all'editore che ha fatto immediatamente identificare il server di partenza, che e' risultato essere la macchina n. 227 (non registrata) della facoltà di Lingue dell'Universita' dello Utah (Salt Lake City). E' partita la diffida legale con richiesta di risarcimento che ha costretto intanto i responsabili del server a chiudere il sito. Gli hackers sono stati tanto precipitosi e maldestri da numerare i file conservando loro lo stesso numero d'ordine (-1) che i testi hanno nella LIZ ediz. 93 (cominciano infatti da 000 e non da 001). Ma la cosa piu' divertente è che non riconoscendo un 'buco' della prima edizione di LIZ gli italianisti di Salt Lake City hanno attribuito al Carducci le Myrice, i Primi poemetti e le altre raccolte del Pascoli. Che la disonesta' vada a braccetto con l'ignoranza? Un saluto cordiale da Pasquale Stoppelli

Mi si permetta un commento: credo che sia stata una forma di pirateria inaccettabile e mi dispiace se ho mandato informazioni su un sito illegale, ma mi e' molto difficile controllare tutto. D'altra parte ho anche favorito lo smascheramento dell'imbroglio, e di questo sono contento.

Voglio pero' aggiungere alcune riflessioni sulla politica della Zanichelli riguardo proprio la LIZ. E' vero che e' costata tantissimo produrla e che la casa editrice doveva recuperare i soldi spesi, ma mi sembra che il prezzo della stessa (intorno alle 500.mila lire) sia eccessivo specialmente dalla seconda edizione in poi. Inoltre chi ha acquistato la primissima versione (che aveva dei problemi: uno segnalato da Stoppelli sopra, un altro trovato da me e prontamente indicato alla casa editrice) ha avuto un piccolissimo sconto per acquistare la seconda dove i testi erano piu' o meno gli stessi (e il programma migliorato). Cioe' l'upgrade non esiste per la LIZ. Forse un atto di pirateria del genere sarebbe stato evitato se l'utile strumento fosse stato venduto a prezzi piu' accessibili e umani. Tutto cio' non vuol dire comunque che la Zanichelli non debba tutelare i propri diritti e che i pirati siano giustificati.

Grazie.