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Ancora sullo scandalo Erasmus[15-4-1997]Sullo scandalo Erasmus Grazie a Domenico Fiormonte per le notizie sullo "scandalo" Erasmo finora a me sconosciuto. Nonostante il tono polemico dell'articolo del Guardian, perche' non possiamo pensare che molte delle sue critiche siano giuste e meritino la nostra attenzione impegnata e scrupolosa allo scopo di migliorare il sistema italiano dove merita miglioramenti? Non e' credibile che siano solo i britannici a provare insoddisfazione con molti aspetti del sistema universitario italiano. --Prof. James Ward, Univ. of Nevada, Las Vegas, Nevada (Stati Uniti) Caro Emilio, mi è permesso di reagire pubblicamente, come inglese (o britannico) ferito nel mio orgoglio nazionale, alle osservazioni poco meditate di Domenico Fiormonte a proposito dell'articolo apparso sul Guardian? Non conosco Fiormonte né le sue opinioni, ma la sua lettera (dettata mi sembra dal suo orgoglio nazionale) suggerisce che qualsiasi critica al sistema universitario italiano--che non venga da un italiano-- sia il malevolo frutto o di un inveterato razzismo nei confronti degli italiani o peggio ancora di una improbabile congiura di aspiranti lettori inglesi privati dal godimento della combinazione MARE PIZZA SOLE GELATI SPAGHETTI MANDOLINO che l'Italia rappresenterebbe per loro come per gli studenti ERASMUS che vengono dall'Inghilterra in Italia con la trasparente scusa di volere studiare. Direi che chi vuole criticare i pregiudizi degli altri farebbe bene a nascondere un po' meglio i propri. I giornalisti notoriamente esagerono--anche quelli italiani-- ma non mi pare che i giornalisti del Guardian abbiano sempre esagerato quello che sento ogni giorno da una parte dai miei colleghi e amici italiani e dall'altra dagli studenti stranieri che vengono in Italia per ragioni turistiche e gastronomiche ma anche per studiare. Semmai le esagerazioni sono contenute nelle citazioni degli uomini politici consultate; e che gli uomini (e donne) politici esagerano lo sanno anche i bambini non italiani. Certo la traduzione di "haphazard" ("arbitraria") con "cialtrona" ci dà la spia di come il testo dell'articolo sia risonato amplificato nella testa di uno almeno dei suoi lettori. Io scrivo da Bologna dove dirigo un programma di scambi internazionali di studenti e docenti e dove gli iscritti ai corsi dell'ateneo locale si aggirerebbero sugli ottanta mila. Dovendo provvedere a delle cifre così astromiche, non ci deve sorprendere se l'università abbandoni (come in pratica fa) gli studenti ERASMUS alle proprie risorse e al mercato spietato degli alloggi privati. (Vorrei dire per inciso che non sempre nel giornalismo inglese vige la cieca condanna razzista se in un recente articolo sul Sunday Times Bologna figurava in un gruppo molto ristretto di università europee di qualità comparabile alle università dell'Ivy League statunitense.) Per concludere, segnalo al Fiormonte un altro articolo, altrettanto diffamatorio e ficcanaso, firmato da un certo Burton Bollag, pubblicato questa volta non in Inghilterra ma negli Stati Uniti sul Chronicle of Higher Education (21 febbraio 1997) e intitolato "Corruption and Cronyism Play a Big Role in Promotions at Italy's Universities". Qui stranamente non si fa nessun accenno alla difficile situazione della categoria dei lettori. Ma forse sarebbero da mobilitare lo stesso le sedi mondiali della diplomazia italiana prima che questa ondata di maldicenze si diffonda ad altre parti del nostro globo. Anthony Oldcorn Brown University in Bologna
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