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Progetto CIBIT[8-4-1997]
da La Stampa (7 aprile 1997) Internet, nasce la Biblioteca dei sogni Da Machiavelli a Bobbio, con il "Cibit" va in Rete tutta la cultura italiana Un "Archivio totale" per docenti-navigatori PISA LA rivoluzione nelle università arriva sulle ali di Internet. A Pisa, vicino alla storica strada medioevale di Santa Maria, nei severi ambienti della Facoltà di Lettere che ha sede a Palazzo Ricci, c'è un'incredibile fucina, un concentrato di cervelli e di forze che lavora a un'alta e sofisticata progettazione. E' nato da pochissimo tempo - ne è stata data notizia di recente a un convegno parigino, mentre per giugno è prevista la prima pubblica apparizione in Italia - il Centro Interdipartimentale Biblioteca Italiana Telematica, ovvero il Cibit. L'istituzione si propone, così recita il voluminoso progetto, come "un'infrastruttura per la ricerca, la scuola, le biblioteche, un canale per la visibilità della tradizione culturale italiana nel mondo, una risorsa per l'editoria multimediale". Ovvero si sta costituendo in rete quella che sarà la borgesiana Biblioteca dei nostri sogni, la Biblioteca di tutte le Biblioteche, la Biblioteca virtuale in cui sarà riservato progressivamente l'intero corpo di testi che costituiscono il patrimonio giuridico, letterario, storico-politico, linguistico, filosofico della cultura italiana medioevale, moderna e contemporanea. Il Cibit sarà in grado di soddisfare tutti i più ingordi e famelici appetiti, sarà una miracolosa fonte di informazione a cui gli studiosi degli anni a venire non potranno assolutamente rinunciare. Il prestigioso centro, diretto dallo storico della lingua italiana Mirko Tavoni, ha fino ad oggi ottenuto l'adesione di 14 università italiane, mentre di giorno in giorno si moltiplicano i gruppi di ricerca che stanno creando grandi e piccoli archivi, pronti per essere conglobati in un sofisticatissimo programma. E' un'iniziativa che ci porta all'avanguardia sul piano della cultura telematica: questa avventura è cominciata parecchi anni fa all'università di Roma, per merito dell'attuale direttore del dipartimento di italianistica e spettacolo, Amedeo Quondam, un pioniere nella costruzione di una biblioteca virtuale che ha iniziato i suoi primi esperimenti su rete riversando l' Adone di Giambattista Marino. Da allora ad oggi i testi che in questi anni sono stati raccolti nel network dell'università della capitale hanno raggiunto i 500. Dall'opera omnia di Boccaccio ai libri mercantili del Duecento alle memorie del Settecento alle relazioni degli ambasciatori: la biblioteca telematica è in continua espansione e si alimenta di ingenti quantità di opere e non trascura nemmeno le immagini e le illustrazioni. "Ma i cambiamenti intervenuti nel tempo sono fondamentali - osserva Quondam, che è uno dei docenti animatori del Centro insieme a Tavoni, Enzo Baldini, Marco Santagata, Pasquale Stoppelli, Eugenio Pizzi e Antonio Zampolli -. Con la nascita del Centro si attiva l'interrogazione in linea. Di che si tratta? Possiamo cercare in un testo non solo le parole che ricorrono più frequentemente, le desinenze, le rime, le combinazioni del lessico. Ma il computer potrà anche testare la ricorrenza dei concetti e favorire la costruzione di una storia delle idee". Se vogliamo tracciare una storia di "libertà" di "Stato", di "ragione" da Niccolò Machiavelli a Norberto Bobbio, non dovremo più peregrinare da città a città o da biblioteca a biblioteca, inseguire opere rare o dimenticate, ma basterà navigare saggiamente su Internet appellandosi a quello che oggi (ma sta per cambiare nome) è il sito "Unipi.it": l'intreccio dei concetti più importanti della cultura occidentale ci arriverà così bell'incorniciato dal video. "Per esempio, in questi giorni, si parla tanto dei poteri legislativo, esecutivo, giudiziario - osserva il docente di storia delle dottrine politiche Enzo Baldini della Facoltà di Scienze politiche di Torino, una delle prime accademie ad aderire subito e con grande entusiasmo all'impresa -. Ebbene, riscoprirne l'uso che ne fa Montesquieu, ne Lo spirito delle leggi, paragonando la terminologia usata da lui stesso in altre opere può essere assolutamente fondamentale per il dibattito attuale. Studiando Guicciardini tramite computer si può capire che il suo linguaggio è tutto derivato dal linguaggio militare: è più frequente la "ragione di guerra" che non la "ragione di Stato". La storia delle idee politiche la si può fare anche a partire dalla discussione che si sviluppa tra più autori attorno a determinati termini". Importante è saperne l'origine: "Inciucio", ad esempio, chi l'ha usato per primo, e in che contesto; chi l'ha ripreso mantenendone il significato o la valenza politica? Tutta questa ricostruzione è da oggi più facile, il modo stesso di fare ricerca, ovviamente, cambia e influirà sia sulla vita dei docenti che su quella degli studenti. A non scomparire sarà comunque il ruolo del ricercatore-navigatore che avrà sempre l'ultima parola: "Prevedere tutte le conseguenze di questa radicale innovazione è difficile - osserva Baldini -. Ci sono anche dei rischi di approssimazione, di interpretazioni superficiali favorite dalla velocità con cui si può compiere una ricerca". L'Italia si conquista un posto al sole sul terreno dell'informazione multimediale: "Se si cercano data-base riguardanti la tradizione culturale italiana, si trova in genere molto poco - osserva Tavoni -. Abbiamo la "Liz" - Letteratura italiana Zanichelli su cd-rom che mette a disposizione i classici da San Francesco a Pirandello. Però ben diverso è l' "Oxford Text Archive" e vari corpus testuali costituiti a Princeton, Toronto e altri centri nordamericani. Anche il francese è ben rappresentato dal "Trésor de la langue francaise", un insieme di 1880 testi medievali e moderni disponibili all'interrogazione in linea. Fino ad oggi in Italia non c'era niente di analogo. Stiamo poi prendendo accordi con Rai International per costruire su Internet una specie di università virtuale e con il mondo dell'editoria per avere le edizioni di classici".
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