Roberto Ferme

Roberto Ferme, Riannanno all’anni annati, Leonforte, Insula, 1988

Roberto Ferme: Riannanno all'anni annatiDalla prefazione:

La parola spezza allora quel silenzio fatale che circonda le azioni umane. E qui più che mai vediamo come la parola poetica si unisca con la memoria. La lingua del nostro poeta infatti è lingua di memoria della giovinezza e dei tanti luoghi visitati. Il romanesco non è qui lingua letteraria, ma lingua ricordata una volta vissuta. Non filologicamente rifatta, ma ripescata nella memoria quindi con tante sovraimpressioni della lingua di oggi. Anche il dialetto ora diventa sempre più lingua della memoria e naturalmente degli affetti. Così come tanti altri frammenti di lingua spagnola e americana tutti in funzione della memoria.

Più vicini arriviamo al nostro tempo, più la figura del poeta si colloca al centro dei ricordi, facendosi esso stesso fantasma. Si dispiegano allora pensieri e sentimenti di una persona che possiede già un bagaglio di memorie da confrontare con il mondo che esperimenta e che cambia. Nascono indecisioni e perplessità, scontri e dubbi nell’interpretare il flusso caotico di ciò che lo circonda. Fino alla sezione finale dove male fisico e male di vivere convergono nel colorare di tristezza e malinconia il gioco della memoria. Ma in questo tempo resta la forza segreta dell’uomo e del poeta, che richiama a vita le perdite e le sconfitte per poter ancora combattere.

Emilio Speciale
Marzo 1989
Chicago

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